Dopo lo scivolone di Bologna l’Unieuro Forlì ritrova i binari della vittoria contro un’Orzinuovi seppellita anche dalle bombe dell’ala montenegrina, Todor Radonjic (Foto copertina di Massimo Nazzaro), autore di una performance di alto livello. Noi di Piazzale della Vittoria abbiamo avuto il piacere di incontrare il classe ’97 di Podgorica e di analizzare con lui il momento di Forlì.
Buongiorno Radonjic, domenica c’è stato un momento nel quale avrebbe potuto segnare anche ad occhi chiusi. Come si arriva a quel livello di trance agonistica in cui ogni pallone buca la retina?
“Innanzitutto buongiorno. Per quanto riguarda domenica, beh non posso dire di essere partito prima del match pensando che avrei fatto quello che poi ho fatto, però durante la partita c’è stato un processo di crescita nel quale ho realizzato i primi due canestri e da lì i ragazzi sono stati bravi a mettermi nelle condizioni migliori passandomi la palla quando me la sentivo. Così le cinque triple che ho messo sono frutto del lavoro di squadra e sono davvero contento di essermi fatto trovare pronto”.
A luglio c’è stato un momento in cui le strade tra lei e Forlì sembrava si fossero separate. Poi cos’è successo?
“Sì quest’estate la società fu subito chiara con me perché avendo io un contratto che prevedeva un’opzione di rinnovo entro una certa data e non sapendo ancora che tipo di squadra sarebbe stata costruita e cosa sarebbe successo, i dirigenti mi comunicarono con chiarezza che non avrebbero potuto operare nell’immediato, ma che sarei rimasto in una lista di giocatori prendibili a seconda della squadra che avrebbero deciso di costruire. Così dopo una settimana mi richiamarono offrendomi un altro anno di contratto ed io ho accettato subito di rimanere qui”.
Quali obiettivi si pone, sia individuali che di squadra, per questa sua seconda stagione in biancorosso?
“Per quanto riguarda gli obiettivi di squadra direi più vittorie possibili anche perché per arrivare bene nei playoff ovviamente dobbiamo darci degli obiettivi in campo e pian-piano, giocando le partite e conoscendoci sempre meglio, miglioreremo i nostri automatismi e le cose ci verranno in maniera più automatica. Quindi partita dopo partita dobbiamo crescere e migliorare per poi arrivare a giocare le partite importanti con la nostra idea di pallacanestro e arrivare il più in alto possibile. Personalmente il mio obiettivo è quello di avere continuità nel trasmettere energia e intensità ogni volta che il coach mi manderà in campo. Ci saranno partite come quella contro Orzinuovi dove farò canestro e altre meno, ma l’importante è che il mio approccio alle partite sia sempre di grande energia e intensità”.
Contro la Fortitudo avete sofferto sotto i tabelloni la fisicità dei bolognesi. Da fuori la sensazione è che questo potrebbe essere il vostro punto debole. È un tema affrontato col coach per migliorare la fase difensiva?
“In questo momento a mio avviso la partita persa contro la Fortitudo è stata una grande lezione. Forse da fuori è sembrato che questo possa essere un nostro punto debole, ma noi in campo con i lunghi facciamo un certo tipo di difese che magari ci portano a concedere qualche canestro da sotto. Ad esempio qualche scelta sbagliata sul pick and roll la possiamo pagare perché siamo ancora agli inizi e dobbiamo affinare l’intesa tra di noi, ma col lavoro in palestra e con il tempo sono sicuro che miglioreremo tutti quei piccoli difetti che adesso ancora abbiamo e che nel corso della stagione andremo ad eliminare”.
Siamo nella settimana che porta ad un altro derby molto sentito a Forlì: quello contro Rimini che avete già affrontato e battuto in Supercoppa, ma che domenica ha trovato il primo successo contro la Tezenis. Che squadra è Rimini?
“Sicuramente Rimini è una squadra da non sottovalutare perché ha tantissimi giocatori di alto livello e viene da una vittoria importante e non facile ottenuta dopo un overtime che darà loro molta fiducia. Poi è un derby che giocheremo finalmente in casa nel nostro palazzo in una partita ufficiale di campionato davanti ad un’importante cornice di pubblico e quindi ce la metteremo tutta per farlo nostro e regalare una grande gioia ai nostri tifosi. La partita contro Rimini è fondamentale, ma anche tutte le altre lo sono perché quest’anno il girone è molto competitivo e diciamo che tutti possono e vincere e perdere contro chiunque”.
Lei è un giocatore carismatico a cui piace coinvolgere i tifosi magari proprio dopo una bella tripla. Com’è il suo rapporto con Forlì e cosa si sente di promettere ai forlivesi?
“Diciamo che le triple sono una cosa che mi fa salire una grande adrenalina mentre gioco e quando sento il boato del pubblico mi carico di tanta energia che cerco poi di trasmettere loro e ai miei compagni di squadra. Così come ha detto lei quando una mia tripla buca la retina mi esce tutta l’energia che ho dentro. Quello che posso promettere ai forlivesi è che ogni volta che entrerò in campo darò tutto me stesso come ho sempre fatto e cercherò di mettere sempre, come dicevo prima, energia e intensità”.
Al netto dell’infortunio occorso a Johnson le chiedo a che punto è lo stato di salute della squadra?
“La squadra sta lavorando sodo e sta bene sia fisicamente che di salute. Incrociamo le dita sperando di non incappare in infortuni durante l’anno e guardiamo avanti carichi verso i nostri obiettivi”.
Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e Todor Radonjic per la disponibilità nel realizzare la presente intervista.