Unieuro a Mantova, Dell’Agnello vuole la «certificazione d’identità»

Nel mezzo del cammin di girone d’andata mi ritrovai che la retta via era… Smarrita o trovata? Lo potrebbe dire la sfida di domani che vedrà la Pallacanestro 2.015 di scena a Mantova in un match che conta molto per entrambe le contendenti. I ragazzi di coach Alessandro Finelli che cercano regolarità di passo, quelli di Sandro Dell’Agnello che vogliono il salto di qualità (e non solo) dopo i due successi interni che li hanno proiettati al secondo posto della classifica in coabitazione.

«Stiamo crescendo, lentamente ma inesorabilmente e fare risultato a Mantova rappresenterebbe una certificazione d’identità. Avvalorerebbe i nostri progressi, dimostrerebbe che siamo sulla strada giusta. Arriviamo a questa gara in condizioni ottimali, i ragazzi si sono allenati tutti in questi giorni e siamo pronti».

Davanti a sè Forlì avrà una delle formazioni che alla vigilia del torneo era stata accreditata del suo stesso ranking. Nelle prime 6 partite, però, i lombardi hanno vinto spessissimo fuori casa (3 volte su 4), ma sono ancora a secco tra le mura amiche. Sarà una domenica particolare e insidiosa.

«Molto insidiosa perché la primavera scorsa ho affrontato Mantova ai play-off e mi trovai davanti a una squadra ostica, molto. Un gruppo aggressivo, che gioca con energia e che non è cambiato più di tanto in questo campionato. Il fatto, poi, che debba ancora vincere una partita casalinga aumenterà le motivazioni dei nostri avversari, forse sarebbe stato meglio per noi avesse già ottenuto due punti a Mantova. E’ comunque una medaglia a due facce, ci sono in questo aspetti positivi ed altri negativi. Di certo dovremo prendere l’impegno con le molle ».

Dal punto di vista tecnico, la Pompea di Finelli, con Rotnei Clarke, Ghersetti, Visconti e Lawson, ha pericolosità offensiva perimetrale (e parecchia), ma anche centimetri e presenza vicino a canestro. Di cosa bisogna diffidare maggiormente?

«Sanno aprire molto bene il campo con lunghi atipici. Si fa fatica a capire chi giochi da centro e chi da ala forte. E poi la batteria di tiratori è di quelle importanti. Da parte nostra dovremo essere bravi a coprire tutto il rettangolo di gioco e a muoverci con grande attenzione e intensità».

Verpo, però il duello Ghersetti-Ndoja parte alla pari sia come caratteristiche tecniche sia come approccio alla gara e poi con Bruttini (in particolare) e Benvenuti, l’Unieuro ha lunghi che possono difendere anche sulle (tante9 escursioni perimetrali di Lawson.

«Verissimo, infatti io analizzo la gara sotto l’aspetto tecnico e tattico, ma con la squadra che ho a disposizione io mi sento fortissimo. I miei ragazzi mi danno sempre la convinzione di potere ovviare ai punti di forza dei nostri avversari. Poi è il campo, in 40 minuti, che deve dimostrarlo».