Alzi la mano chi, alla vigilia della stagione 2019-2020, avrebbe detto che Unieuro-Assigeco Piacenza sarebbe potuto essere uno scontro diretto al vertice con in palio la qualificazione alle finali di Coppa Italia. Già, di mani alzate non ne vediamo, eppure è così. Eppure lo è nonostante Piacenza abbia cambiato almeno due volte assetto in appena 11 gare, ma quando hai un Mike Hall tornato determinante come ai tempi d’oro, tutto può succedere e quella di domenica è una sfida che conta tantissimo per entrambe.
Conta, nell’immediato, ai fini del primo traguardo volante della stagione. Perché se Forlì dovesse vincere e, contemporaneamente, Ferrara riuscisse a battere Caserta, allora non conterebbero più gli altri risultati. Né quelli della domenica né quelli dell’ultimo turno: l’Unieuro sarebbe per la prima volta dentro le Final Eight di Coppa.
Come arriva, però, la “Pieffe” a questo snodo cruciale del suo cammino? Ce lo dice coach Sandro Dell’Agnello.
«Ci arriviamo convinti e in fiducia nonostante parecchi acciacchi in settimana e senza Klaudio Ndoja che salterà il match di domani e anche quello con Imola. Sarei contento di poterlo recuperare con Ravenna. A parte questo sono soddisfatto di quello che stiamo mostrando perché nelle ultime settimane abbiamo messo in campo la giusta durezza mentale che, poi, diventa anche durezza fisica. E anche con Piacenza ce ne sarà bisogno».
Per l’Aquila di Scutari che deve ancora tenere a riposo le sue ali, c’è un Tommaso Oxilia pronto, però, a riaprirle. Sarà ancora a referto? E in previsione, come pensa di utilizzarlo Dell’Agnello nel suo scacchiere?
«A referto Tommaso ci sarà, non so se giocherà qualche minuto già domani, dipende da come evolve la gara, comunque il suo rientro effettivo in partita è vicino. Le condizioni, ovviamente, sono ancora approssimative e molto dipenderà anche da come lui, mentalmente, approccerà il ritorno in campo, però si sta allenando molto bene, con grande intensità.
Dal punto di vista tattico lo vedo come un playmaker aggiunto di questa squadra. Ha il fisico dell’ala, certo, ma preferisco che abbia la palla in mano perché sa giocare il pick and roll e di queste sue doti la squadra può beneficiare. E poi facendo ciò che ama, ci mette anche dentro l’anima».
Una buonissima notizia per Forlì che, invece, attende ancora di vedere il Maurice Watson Jr che si aspettava in estate.
«Credo che in senso generale dalla squadra non si possa pretendere ancora continuità assoluta. Io di alti e bassi me ne aspetto ancora, perché a questo punto della stagione sei ancora sull’altalena e lo siamo un po’ tutti. Lo stesso vale per Watson che vorremmo certamente più continuo. Da lui non ci aspettiamo 20 punti a partita, ma un rendimento medio buono, quello sì. Sta ancora alternando alti picchi di rendimento, come i 9 assist di Roseto che, di fatto, valgono 18 punti, a fasi di smarrimento».
Ora, però, a prescindere dai singoli ci si aspetta una Forlì che la “via maestra” non la abbandoni più. Piacenza è un esame importante sotto questo profilo prima dei due derby in trasferta.
«Adesso guardo all’Assigeco anche perché tutte le partite, anche le prossime, vanno vissute come un’opportunità e mai come un rischio. Poi gli ultimi tre successi li abbiamo ottenuti tutti in modi diversi, giocando molto bene e giocando anche meno bene. Questo deve infondere grande sicurezza in quello che facciamo, deve farci sentire a nostro agio.
Su Piacenza dico attenzione al loro essere atipici. Hall e Ogide sono due finti lunghi che ricevono a 6 metri dal canestro e possono concludere o mettersi al servizio dei compagni. L’Assigeco, poi, è la squadra che tira più e meglio di tutte dall’arco in rapporto alle conclusioni da due».
Per la partita, poi, al Pala Galassi sarà ospite Admo Emilia-Romagna per una serie di bellissime iniziative. Agli ingressi del palasport ci saranno i banchetti informativi e potrete sostenere Admo attraverso la campagna “Un Panettone per la Vita” che prevede la distribuzione di panettoni e pandori, utile per finanziare le attività e le necessità dell’Associazione.
Sull’esempio di capitan Giachetti, che già lo scorso anno è diventato potenziale donatore di midollo osseo e testimonial, domenica i giocatori delle due squadre e gli arbitri entreranno in campo indossando le magliette dell’associazione.
#IoSostengoAdmo: ricordatevi che se avete tra i 18 e i 35 anni, potreste essere potenziali gemelli genetici di chi combatte la leucemia. In Emilia Romagna sono già oltre 70.000 i soci Admo, e la nostra Regione ricopre un ruolo di eccellenza nel contesto italiano.