Il Kleb Ferrara interrompe l’egemonia della Pallacanestro 2.015 al “Memorial Sante Seganti-Trofeo Athos Tampieri”, la cui sesta edizione, dopo le ultime 4 vinte consecutivamente dai biancorossi, va con assoluto merito alla squadra di Spiro Leka apparsa decisamente più fluida e sicura in attacco rispetto agli appannati forlivesi.
Prestazione modesta sul piano qualitativo quella dell’Unieuro, che priva di Klaudio Ndoja per noie al collo trovava per la prima volta in campo Erik Rush, applaudito ex degli estensi, ma è apparsa sin dalle battute iniziali arruffona e priva di precisi riferimenti offensivi. E non inganni il -4 finale, maturato esclusivamente con il sussulto d’orgoglio di Giachetti e Watson negli ultimi 3′ dopo che Campbell e Wiggs, di gran lunga i migliori in campo con il primo premiato Mvp, avevano respinto il primo, convinto assalto romagnolo avvenuto a inizio quarto periodo scrivendo il 72-61 del 37′ che, di fatto, faceva calare il sipario.
Certo, Forlì tira con percentuali pessime (33% dal campo, addirittura 29% all’intervallo), ma queste sono frutto di una manovra offensiva con poco movimento di uomini e di palla, nella quale Dell’Agnello non riesce mai a trovare un riferimento continuo e affidabile e che paga la serata storta di Maurice Watson dei cui 13 punti, ben 10 arrivano nei 3′ finali. Con il play che chiude con 4 assist, ma anche 4 perse, e un Marini sempre sulla soglia del match senza mai metterci i piedi dentro, resta il temperamento di Giachetti (che gioca molti minuti al fianco del play statunitense) e la crescita della coppia di lunghi Bruttini-Benvenuti. Per il resto tanto affanno e una difesa che a tratti piace per consistenza fisica, ma che non riesce ad arginare la coppia a stelle e strisce di Ferrara, decisiva sia nell’allungo iniziale (10-5 al 5′ con tutti i punti a sua firma), che nella spallata conclusiva.
In mezzo a questi due estremi, Ferrara fa la partita trovando un vantaggio in doppia cifra già in avvio di seconda frazione (24-12 all’11’30”) e conservandolo con sicurezza dimostrandosi più fluida, corale, efficace. Insomma, più in palla dei biancorossi. Il Kleb resiste alle prime sfuriate di Giachetti e Marini (39-32 al 19′) e in un avvio di ripresa nel quale Forlì trova i primi punti con Benvenuti solo dopo 4′, avanza sul 54-38 del 28′ e mette virtualmente le mani sul trofeo.
In realtà non è così, perché i romagnoli rialzano la testa all’improvviso e a 6’37” dal gong sono incredibilmente a -5 (59-54), poi Panni con una tripla e le giocate di Campbell e Wiggs li rispediscono al mittente e il guizzo finale serve solo a rendere meno amaro il punteggio. Non, però, la sostanza di un match che lascia meditabondo il pubblico giunto da Forlì.
KLEB FERRARA – UNIEURO FORLI’ 77 – 73
(21-12, 42-32, 57-44)
KLEB – Wiggs 23, Vencato 3, Petrolati ne, Fantoni 10, Baldassarre 6, Panni 9, Buffo, Balducci, Ianelli, Campbell 23, Ebeling 3. All. Leka.
FORLI’ – Benvenuti 13, Bruttini 14, Campori, Cinti ne, Dilas, Giachetti 15, Kitsing, Marini 9, Petrovic, Rush 9, Watson 12, Bandini ne. All. Dell’Agnello.

UPs
- Centri di gravità. A Faenza nella prima uscita non avevano lasciato il segno, a Lugo in una serata nella quale c’è poco di positivo da trarre, sono proprio Benvenuti e Bruttini a risultare i più solidi e continui dell’Unieuro. Non che abbiano piazzato zampate, però il 4/5 dell’ex Orlandina con due triple a bersaglio, i 10 falli complessivi subiti dalla coppia, i movimenti e le difese di Benvenuti e i 13 rimbalzi catturati (6 Bruttini, 7 il collega) sono segnali confortanti.
- La tempra del capitano. Forlì ha pochi riferimenti offensivi? Vero, d’altronde è stata costruita con una logica diversa rispetto alla Ferrara di Wiggs e Campbell, ma quando c’è da inventare un canestro in carpiato con doppio avvitamento raggruppato, c’è da gettarsi su un pallone vagante e provare a suonare la tromba per lanciare un assalto, è sempre lui il protagonista: Jacopo Giachetti. Gioca 30′ e Watson 31′, segno che stanno molto in campo assieme. Non ci stupisce.
DOWNs
- Watson. Quando a inizio quarto periodo prende un arresto e tiro e Michele Ebeling lo stoppa involandosi poi in contropiede, gli sguardi dei tifosi forlivesi al Pala Banca diventano bui. Segna 10 punti negli ultimi 3′, segno che comunque ha orgoglio personale, ma la sua serata è da dimenticare tra palle perse anche banali, un tiro che prende poco e con mira rivedibile e compagni che sbagliano anche le conclusioni che riesce ad aprire per loro. Ci vorrà tempo affinché prenda le misure alla squadra e al basket italiano. Diamoglielo
- Avanti con le marce ridotte. Domenica si giocherà una gara ufficiale, il derby di Supercoppa a Ravenna e Massimo Cancellieri presente sugli spalti del Pala Banca avrà annotato tantiussimo. Sicuramente anche le difficoltà attuali dei biancorossi a muoversi conb fluidità e sincronismo in attacco. Marini ancora deve entrare nel nuovo ruolo che gli si vuole cucire addosso, in generale si vede poco movimento senza palla e i giovani Kitsing e Petrovic che a Faenza avevano brillato, contro Ferrara sono rimasti nell’ombra. Forlì sicuramente sarà prima di tutto una squadra difensiva, ecco allora che dovrà cercare prima di tutto di prendere spunto da questa per correre. A difesa schierata la scuola per imparare ha appena aperto le proprie aule.