Nella Pallacanestro Forlì 2.015, che continua la sua marcia imperiosa in vetta alla classifica, c’è un Fabio Valentini (foto copertina di Massimo Nazzaro) appena recuperato dall’infortunio al polpaccio che scalpita e vuole rendersi protagonista da qui sino alla fine della stagione dopo un inizio più difficile di quanto si fosse immaginato. Noi di Piazzale della Vittoria abbiamo voluto ascoltare direttamente dalla sua voce sensazioni e prospettive dell’ambiente biancorosso.
Buongiorno Fabio, innanzitutto a che punto è la sua condizione fisica dopo l’infortunio patito al polpaccio?
“Buongiorno innanzitutto. Diciamo che sono ancora in fase di recupero perché ho iniziato ad allenarmi con la squadra giovedì scorso facendo quindi solo due allenamenti. L’infortunio di Allen non mi ha aiutato anche perché in teoria non avevo tanti minuti nelle gambe e non avrei dovuto giocare così tanto domenica a Roma. Però sono contento di aver dovuto fare gli straordinari perché insieme ai compagni abbiamo portato a casa un’importante vittoria”.
Il suo rientro a Roma, contro la Luiss, è coinciso con l’assenza forzata di Allen, di cui ha preso il ruolo lasciando la cabina di regia a Zampini. Liberato da compiti di playmaking sente di poter esser maggiormente pericoloso in questo momento?
“Mah.. di natura sono un po’ più guardia che playmaker anche se mi piace molto fare il play. Domenica ho dovuto prendere il posto di Kadeem e lasciare un po’ più spazio a Fede in cabina di regia e di conseguenza, sì, aumenta la pericolosità che è ciò che viene richiesto ad una guardia nel gioco del basket”.
A Roma siete stati a lungo in vantaggio salvo poi esser risucchiati da Cucci e compagni. L’avete spuntata grazie al guizzo di un campione, ma la sensazione è che foste decisamente sulle gambe. Avete analizzato col coach i motivi di questo calo?
“In realtà no perché oggi (ieri per chi legge) abbiamo svolto lavoro di recupero data la situazione un po’ così e così visti alcuni acciacchi, ma lo sapevamo che Roma è una squadra che fa dell’energia il suo punto di forza. Dal canto nostro ci siamo fatti trovare pronti per tre quarti, poi nell’ultimo abbiamo avuto un piccolo calo come è umano che possa accadere, ma non deve succedere se vogliamo puntare in alto come vogliamo fare. Il calo è stato sia di concentrazione che fisico perché ci sono giocatori che stanno giocando molto di più di quanto sarebbe normale giocassero, penso a Fede su tutti, che sta giocando tantissimo, o a Cincia che comunque ha quasi 41 anni e sta giocando minuti importanti che poi alla lunga paghi in fatto di lucidità. Come detto non deve essere una scusa e dobbiamo evitare che ciò accada se vogliamo arrivare in alto”.
La sua stagione sin qui è stata come l’aveva immaginata o ha incontrato più difficoltà di quanto si aspettasse?
“Sicuramente delle difficoltà le ho incontrate ed è evidente perché rispetto all’anno scorso sono meno costante e questa è una cosa che un po’ mi dispiace, ma fino ad un certo punto perché siamo primi e i singoli vengono dopo la squadra”.
Nei primi mesi di questa stagione abbiamo spesso fatto paragoni con la squadra che dominò la regular season 2022/2023. Oggi l’Unieuro sta producendo una stagione addirittura più impressionante. Qual è il segreto che vi rende così capaci di stupire?
“Penso non ci sia nessun segreto particolare, semplicemente lavoriamo duro, siamo una squadra unita dentro e fuori dal campo, ci piace stare tanto insieme e ci piace vincere. Poi ci piace tanto giocare qui a Forlì con questo pubblico incredibile e questo è forse il segreto che ci sta portando ad essere così in alto. Rispetto all’anno scorso secondo me siamo più continui, più duri e più tosti ed abbiamo tanta fame, soprattutto noi quattro, reduci dal finale della stagione scorsa, che vogliamo un esito diverso e tutti i compagni ci stanno venendo dietro con grande determinazione”.
Sia sincero, si aspettava di arrivare a questo punto ed essere così davanti a tutti nel girone rosso?
“Aspettarmelo sinceramente no, anche perché il livello del nostro girone si è alzato in maniera esponenziale e quindi non era facile fare quello che stiamo facendo. Sul campo però stiamo dimostrando di essere, magari non quelli più forti, ma quelli con più fame, più voglia di vincere e che non mollano mai anche a fronte di assenze di un giocatore piuttosto che un altro. Infatti nell’ultimo mese non siamo mai stati al completo, ma abbiamo conosciuto soltanto vittorie perché se manca uno di noi gli altri 9 fanno di tutto per non far sentire la sua mancanza”.
Nello spogliatoio capita mai tra di voi di addentrarvi in discorsi che sfiorano il concetto di promozione? Avvertite le grandi aspettative del pubblico?
“Eh.. (lungo sospiro) la voglia c’è inutile nasconderlo perché se siamo qui e siamo primi un motivo c’è e non è certo per scherzare, ma come ho detto prima dobbiamo rimanere sul pezzo, dobbiamo pensare partita dopo partita, aspettare i playoff e poi tutti sappiamo come sono fatti i playoff. Lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle l’anno scorso. E’ fondamentale arrivarci al meglio possibile. Per quanto riguarda le aspettative avvertiamo un grande entusiasmo che è anche la benzina che ci sta consentendo di fare la stagione che stiamo facendo perché le piazze con entusiasmo sono quelle che ti permettono, durante una sfida, di cambiare l’inerzia e molte volte la partita la vinci grazie al pubblico e non soltanto grazie ai giocatori che stanno in campo o all’allenatore”.
Avete già incontrato quattro formazioni del girone verde e domenica ospiterete Torino. Rispetto alle formazioni del girone rosso avete notato differenze nell’intensità o nella velocità di gioco?
“Mah, alla fine sono tutte squadre che lottano duro e noi abbiamo vinto molte partite negli ultimi minuti come quella contro la Luiss o altre più per l’inerzia che abbiamo sfruttato per andare avanti e aumentare il gap. Però l’intensità e il talento ce l’hanno anche le squadre dell’altro girone e personalmente non ho notato tutta questa differenza”.
Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e Fabio Valentini per la disponibilità mostrata nella realizzazione della presente intervista.