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E’ stato uno dei protagonisti del successo contro Verona, la sua ex squadra, e noi di Piazzale della Vittoria abbiamo voluto incontrarlo per scambiare quattro chiacchiere sulla sua esperienza qui in Romagna e su chi è Xavier Johnson (foto copertina di Massimo Nazzaro) dentro e fuori dal campo.

Buongiorno Johnson, dopo 19 turni di campionato, come giudica la sua esperienza a Forlì?

“La mia esperienza è fino ad ora molto buona, credo che come squadra abbiamo migliorato la qualità del gioco e siamo un team che può puntare alla vittoria. Se continuiamo a seguire la nostra tattica di gioco e la strategia del coach, se rimaniamo uniti come squadra, abbiamo ottime chance di vincere il campionato. Tutto ciò anche grazie all’ambiente, che è molto incoraggiante. I tifosi poi sono fantastici e l’atmosfera è meravigliosa. E’ molto piacevole essere qui”.

Domenica avete vinto una entusiasmante battaglia contro Verona e lei è stato autore di una grande performance. Com’è cambiato il suo modo giocare da Verona a Forlì?

“Ottima domanda. Credo che in ogni squadra e in ogni stagione che giochi da professionista, ogni coach ti permetta di giocare un ruolo diverso, per cui credo che essere un buon giocatore e adattarti al meglio a quello che la squadra ti richiede sia la cosa più importate in assoluto. L’anno scorso giocavo molto dentro l’area, ero uno che chiudeva al ferro. Quest’anno sto attaccando anche dal perimetro e giocando uno contro uno riesco ad attaccare e realizzare per me e i miei compagni. Questo è quello che serve alla squadra. Ogni team ha le sue esigenze e sono grato ai miei compagni che mi danno tanta fiducia che voglio ripagare portandoli al successo”.

Il suo ruolo naturale è quello di ala grande, ma spesso il coach la utilizza come cinque tattico. Che tipo di giocatore è Xavier Johnson?

“Diciamo che mi è sempre venuto naturale prendere i rimbalzi e portare palla, mi riesce senza grandi difficoltà. Il coach mi utilizza spesso per questi compiti perché ha fiducia nella mia capacità di controllare il gioco e la situazione ed è grazie a questa fiducia che riesco a essere così performante. Ad ogni modo, sin da quando ero in G-League, e anche prima, ho sempre preso palla al ferro portandola avanti ed anche ora sta andando bene così”.

Nell’ultima sfida contro la sua ex squadra lei ha messo a referto una bella doppia doppia. Cosa le dà più soddisfazione fare canestro o catturare rimbalzi?

“Beh credo che la tripla alla fine sia stata il colpo di grazia. E’ sempre stimolante giocare contro ex compagni e coach, ti dà un certo vantaggio, capisci? Per me, riuscire in quel tiro da tre, soprattutto dopo aver sbagliato i primi cinque, è stato ciò che serviva per chiudere la partita. Il pubblico è impazzito ed è sempre una sensazione fantastica. In definitiva preferisco segnare, ma prendere i rimbalzi serve ad assicurarsi la vittoria è una questione di grinta ed energia. Cerco di prenderne il più possibile perché il team possa vincere”.

Quando è arrivato a Forlì ha avuto bisogno di un po’ di tempo per ingranare. Oggi è un giocatore fondamentale nell’economia della squadra. In cosa deve ancora migliorare?

“Credo nel dover essere più continuo. Si deve sempre essere più continui. Ho mancato dei tiri liberi che in teoria sono cose facili, ho sbagliato triple che di solito metto e ho persino sbagliato qualche lay up. In generale non credo che la mia stagione stia andando male, ma sicuramente ho margini di miglioramento. Se saremo tra le squadre ai playoff devo essere più continuo e portare più energia in campo per aumentare le chances di vittoria”.

Lei è nativo di San Diego. Come si trova a vivere in una piccola città come Forlì?

“Beh… (ride) è diverso, ma è apprezzabile. Vivo in un bellissimo appartamento con la mia famiglia. Qui tutto è molto semplice ed è piacevole potersi prendere una pausa dai ritmi frenetici della California. È semplicemente diverso, in senso positivo”.

Come trascorre il suo tempo quando non è impegnato in palestra con i compagni?

“Dunque, come squadra almeno una volta a settimana mangiamo fuori tutti insieme, che sia al ristorante o a casa di qualcuno che si offre di cucinare. Probabilmente questa è la squadra più affiatata in cui abbia mai giocato, sia in campo che fuori. Siamo molto uniti e pronti a sostenerci a vicenda. Quando non esco con loro ho la fortuna di avere vicina la mia famiglia, per cui passo moltissimo tempo con la mia ragazza e i miei due figli. Complessivamente è tutto molto tranquillo. Riesco a rilassarmi molto quando i miei figli me lo permettono (ride)”.

Lei ha già vinto un campionato di Serie A2 a Verona e recentemente ha dichiarato di volerlo vincere anche qui a Forlì. Crede che Forlì sia attrezzata per regalare questo sogno ai suoi tifosi?

“Credo sia possibile, anche se stare dal nostro lato del tabellone è piuttosto impegnativo, c’è tanta competizione. Complessivamente ci sono ottime squadre come Bologna, Udine, Trapani… Credo siano avversari difficili da battere, sarà una gara dura. Ci sono così tante ottime squadre che davvero può accadere di tutto, ma comunque, (tocco ferro) anche nel caso in cui un americano o un altro giocatore chiave si infortunasse, qualunque previsione fatta ora cambierebbe completamente. Credo che sia meglio non pensare troppo avanti nel tempo e rimanere costanti, lavorare duro per rimanere su questa strada e non perdere la concentrazione”.

Domenica scorsa è stato qui John Fox un americano molto amato a Forlì e che conosce bene la città e la gente. Le ha dato qualche consiglio?

“Si, prima della partita abbiamo parlato brevemente mentre facevo riscaldamento e mi ha suggerito di focalizzarmi bene sul mio gioco, godermi il momento e assorbire tutto quanto. Penso di esser stato fortunato ad ascoltare le sue parole perché mi hanno spronato a portare ancora più grinta ed energia in campo. E abbiamo vinto la partita, per cui sono molto felice”.

Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e Xavier Johnson per la disponibilità mostrata nella realizzazione della presente intervista.