All’Unieuro il plauso di Dell’Agnello: «Concentrati dall’inizio alla fine»

Tutto facile. Sono bastati due sguardi torvi, neppure due “urlacci”, nel primo periodo e il messaggio è stato recepito: anche se Roseto si era presentata al Pala Galassi ai minimi termini, l’Unieuro non avrebbe dovuto giocare al piccolo trotto. E così è stato, almeno sino all’intervallo, perché poi se vai al riposo con 30 punti di vantaggio, puoi permetterti di amministrare. Perché prima hai fatto il tuo dovere e l’hai fatto sino in fondo.

Per questo coach Sandro Dell’Agnello se la gode, soddisfatto.

«Abbiamo rispettato la partita, come dovevamo, dandole un indirizzo preciso sin dai primi minuti non lasciando scampo a Roseto. È stata una giornata particolare, nella quale abbiamo fatto anche più canestro del solito da tre punti, ma quello che mi preme sottolineare è lo spirito con cui siamo stati in campo, dal primo all’ultimo minuto e specialmente nei primi 20 e quindi dico pubblicamente bravi ai miei giocatori perché era una di quelle gare che, se non la prendevi bene, poteva prendere un’altra direzione.

Abbiamo perso tre palloni nei primi 5 minuti forse perché pensavamo fosse facile, ma sulla nostra pelle abbiamo sperimentato che di facile non c’è mai nulla, l’abbiamo capito subito e siamo stati sul pezzo sino alla fine».

Tanto spazio alle seconde linee, buone risposte ricevute e possibilità di riposare prima di farlo per i prossimi tre giorni di totale stacco. La squadra tornerà in palestra giovedì dovendo giocare a Piacenza il 26 febbraio. Rush e Ndoja, invece, già domattina lasciano la città per raggiungere i ritiri delle proprie Nazionali e giocare 2 gare con queste. Rientreranno a Forlì a inizio della prossima settimana, per poi scendere subito sul parquet in casa Assigeco.

Sul discorso dello spazio alle “riserve”, Dell’Agnello non ha chissà quali pensieri da svelare. Tranne che su Tommaso Oxilia. Guai a parlare di “giocatore alla ricerca della forma migliore”.

«Hanno risposto presente anche se era facile farlo mancando la tensione del risultato, ma già altre volte avevano dimostrato di saperci dare una mano. Su Oxilia basta con il discorso della “forma”: deve fare il giocatore di pallacanestro. Oggi l’ha fatto, bravissimo, sennò la tiriamo avanti 15 anni. Oggi ha dimostrato che c’è, deve continuare così».

A Dell’Agnello c’è un’altra cosa che non bisogna dire, ossia che con questo successo Forlì è seconda matematicamente prima della fase ad orologio.

«Mancano otto partite ed è questo il conto che dobbiamo fare. È vero che la stagione regolare termina solo all’ultima delle 6 gare contro il girone Ovest e se adesso c’è uno scalino, non dobbiamo scenderlo, accumulando punti per la griglia play-off. Adesso è tempo, però, che siamo secondi con scarto sulla terza, quindi ammetto che siamo molto soddisfatti».

C’è solo da recuperare dagli acciacchi nei prossimi giorni di sosta. Tanti titolari si portano dietro problemi assortiti come un sacchetto di caramelle. Con un nuovo male di stagione, che in casa Unieuro non è il raffreddore…

«No, è il “mal di polso” che stiamo attaccandoci l’un l’altro come se fosse influenza. È strano (afferma col sorriso sulle labbra ndr.), ma anzichè passarsi il raffreddore, i miei giocatori si passano il male al polso e non so spiegarmelo perché sono in quattro con lo stesso problema: Giachetti, Ndoja, Petrovic, Watson Jr. Faranno a cazzotti la notte, chissà….».