Seconda gara interna consecutiva per l’Unieuro, che alle 18 di domenica ospita una delle rivelazioni del primo mese di campionato, nonché una formazione contro la quale ha sempre fatto una fatica bestiale in tutti i confronti delle precedenti stagioni e della preseason di questo torneo 2019-2020 quando a Lugo la affrontò e perse.
Parliamo del Kleb Ferrara di coach Spiro Leka, prima in classifica in coabitazione, una formazione che ha cambiato poco rispetto all’ultima annata e che a dispetto dei pronostici della vigilia è partita a razzo facendo il pieno di fiducia in vista della sfida del Pala Galassi. Quella che, tra l’altro, ha vinto nelle ultime due stagioni.
Normale, quindi attendersi un match difficile per i biancorossi e Sandro Dell’Agnello lo conferma.
«Sì, difficile perché noi dovremo trattare Ferrara per quella che è, ossia la prima in classifica. In più è una formazione davvero atipica, con tre esterni alti e grossi e un play di due metri come Vencato. Anche sotto canestro sono ben muniti di chili e muscoli e il nostro compito sarà quello di non subire la fisicità degli estensi che sfruttano, giustamente, le qualità che hanno. Io comunque ho molta fiducia. Sono convinto che nella battaglia fisica non ci tireremo indietro perché non lo abbiamo mai fatto e sono sicuro che la mia squadra in campo saprà disputare una partita intensa e farsi valere».
Il tempo per preparare il match è stato poco, ma una lettura del finale della gara con l’Urania MIlano e quei 2 minuti appena nei quali Forlì ha rischiato di gettare alle ortiche il successo, ha fatto parte dei discorsi che il tecnico ha rivolto alla squadra.
«Ci siamo detti che fermare la palla nelle mani di chicchessia non ci porta da nessuna parte. Abbiamo pagato anche delle ingenuità? Certo, ma soprattutto il tenere troppo il pallone fermo. Ho comunque un gruppo di ragazzi di grande disponibilità al lavoro e al sacrificio, gente che non ha mai messo l’io davanti al noi: cresceremo capendo il timing giusto, il come, dove, quando e a chi, dare la palla in ogni momento della partita. La nostra ricerca continua da questo punto, è impensabile per noi come per tutti, che in due mesi appena funzioni tutto a regola d’arte».
Insomma, Forlì è ancora alla ricerca di una sua identità, specialmente offensiva? Deve ancora chiarire e definire le gerarchie al suo interno?
«Più che le gerarchie direi i ruoli. Abbiamo tanti buoni elementi in rosa, ma nelle partite di basket i momenti e le situazioni evolvono e mutano nell’arco dei 40 minuti. Noi abbiamo una buona identità, ci serve esprimerla con maggiore continuità per capire chi e cosa è, in un determinato momento, fondamentale e come sfruttare giocatori e situazioni».
Identità, dunque. E su questo tasto Dell’Agnello batte per analizzare più ad ampio raggio cosa ha detto il campionato di serie A2 nel suo primo mese.
«Se noi cerchiamo di perfezionare la nostra identità, il campionato stesso è ancora alla ricerca della sua. Sinora non ha ancora definito valori precisi e questo concetto dobbiamo tenercelo dentro e farlo nostro. Avete visto la classifica? Avete notato quanti risultati alla vigilia imprevedibili, si sono poi determinati? Ecco, questo vale per il nostro girone, ma anche per il Girone Ovest (al quale bisogna assolutamente guardare perché 6 gare contro questo nell’orologio, sono tutt’altro che poche e conteranno ndr.) e in questo periodo trovare la nostra identificazione precisa e trovarla presto, ci può portare grandi vantaggi. Sotto questo aspetto la gara con Ferrara sarà molto importante».