Davide Pascolo: “Piacenza squadra aggressiva. Dovremo esser bravi a imporre noi il ritmo alla partita”

Il derby vinto con Rimini e la prossima sfida di domenica contro l’Assigeco Piacenza sono i temi affrontati con il grande ex dell’incontro della 6^ giornata: Davide “Dada” Pascolo (Foto copertina di Massimo Nazzaro) raggiunto telefonicamente per Piazzale della Vittoria.

Buongiorno Pascolo. Partiamo subito con il derby vinto contro Rimini. Nonostante la vittoria qualcosa nel vostro piano partita non ha funzionato per oltre 30 minuti. Quali sono le principali difficoltà che la squadra ha riscontrato?

“Intanto buongiorno, diciamo che abbiamo faticato ad imporre il nostro gioco e siamo stati in difficoltà per buona parte dell’incontro, come giustamente evidenziato, non riuscendo a correre in contropiede in transizione e a distenderci come avevamo pensato la partita, ma vanno riconosciuti i meriti a Rimini di esser stata brava ad imbrigliarci. Cercheremo di migliorare questo aspetto perché anche nelle partite precedenti abbiamo avuto dei blackout che dovremo limitare. Nulla di preoccupante, siamo ad inizio stagione e fanno parte del normale processo di crescita. A noi, però, va dato atto di esser stati bravi a rimanere sempre attaccati alla partita”.

A livello personale non è stata certo una delle sue migliori performance. Al di là dei numeri da Pascolo ci si aspettano tanta esperienza e leadership, ma contro Rimini è parso in difficoltà. Come analizza la sua prova?

“No (sorride), non è stata una delle mie migliori performance senza dubbio. Sicuramente non sono riuscito ad esprimermi come volevo e quindi già dalla prossima sfida cercherò di impattare meglio la partita ed essere più efficace e di aiuto alla squadra”.

Coach Martino ha detto che serviranno una decina di partite per capire che squadra siete. Le chiedo invece a che punto è il suo inserimento negli schemi di Forlì?

“Il mio inserimento procede bene. Personalmente mi sento bene e mi sento coinvolto in questo che ritengo essere un bel gruppo. D’altra parte la nostra forza deve essere proprio il gruppo e cercare di tirar fuori da ogni giocatore il meglio, valorizzandolo, e piano piano questo, che è il nostro obiettivo, cercheremo di farlo sempre di più”.

Domenica sarete di scena a Piacenza dove lei ha giocato le ultime due stagioni. Che tipo di squadra è quella emiliana?

“Sicuramente sarà una sfida complicata, difficile contro una squadra nella quale ho passato due anni belli e dove ritroverò tanti amici. L’Assigeco è una squadra con un’identità ben precisa, molto giovane, ma al tempo stesso con giocatori abituati a giocare certe sfide. E’ un mix di gioventù ed esperienza il cui marchio di fabbrica è l’aggressività. Sono infatti una squadra a cui piace correre e giocare ad alto ritmo. Dal canto nostro dovremo esser bravi ad imporci e fare noi la partita”.

Entrando nel dettaglio ci descriva che tipo di pallacanestro predilige il suo ex coach Stefano Salieri e quali analogie ha sinora riscontrato con coach Antimo Martino?

“Mah.. come dicevo prima coach Salieri dà un’identità ben definita alle sue squadre. Predilige una pallacanestro basata su una difesa aggressiva cercando poi di correre in contropiede attraverso un alto ritmo di gioco. Con coach Martino noto analogie da questo punto di vista perché anche noi cerchiamo di imporre la partita sul piano difensivo per poi ribaltare l’azione e riuscire ad essere efficaci in attacco imponendo il ritmo alla partita”.

Lei ha giocato in piazze importanti come Trento e Milano oltre ovviamente alla sua Udine. Che cosa l’ha convinta a venire a Forlì e cosa le ha chiesto la società puntando su di lei?

“Mi è piaciuto il modo con cui mi hanno cercato chiedendomi di portare le mie qualità al servizio di una squadra e di una società ambiziose. Sono contento della scelta fatta e cercherò di portare la mia esperienza e le mie capacità per aiutare i più giovani nel loro percorso di crescita”.

Siamo in chiusura e allora ci tolga la curiosità su dove nasce il suo soprannome “Dada” Pascolo?

“Mah.. semplicemente da piccolo mio fratello non riusciva a chiamarmi Davide e mi chiamava Dada. Da lì è nato e mi è rimasto il soprannome. La cosa curiosa è che sono Dada per quasi tutti tranne che per mio fratello che mi chiama Davide (e ride divertito)”.

Si ringraziano la Pallacanestro Forlì 2.015 e Davide “Dada” Pascolo per la disponibilità nel realizzare la presente intervista.