Dell’Agnello contento a metà: «Bene la reazione, ma sull’approccio c’è da lavorare»

Nel giorno del suo 58° compleanno, il tecnico dell’Unieuro, Sandro Dell’Agnello, ha più di un motivo per festeggiare: i primi due punti casalinghi, la prestazione da protagonisti dei suoi due stranieri tanto criticati nelle scorse settimane, il volto giusto della squadra al momento giusto.

Tutto vero, però se l’obiettivo tanto giustamente decantato è la continuità, verso quella la strada appare ancora lunga e, soprattutto, la faccia con cui i biancorossi sono scesi in campo e hanno poi avuto per tutti i primi 10 minuti, proprio non è piaciuta al coach labronico.

«L’approccio non è stato ottimale ed è già successo nelle altre due gare: dobbiamo assolutamente lavorarci. Paradossalmente faccio i complimenti doppi ai miei giocatori perché siamo riusciti a girare una gara iniziata in salita e lo abbiamo fatto con grande determinazione e raziocinio. Vuol dire che dentro abbiamo avuto qualcosa che ci ha fatto capire che la strada era sbagliata e la devi raddrizzare.

Una reazione di cui sono contento perché tutti hanno dato qualcosa, anche in difesa, ma il primo quarto è un mistero sul quale lavoreremo, perché se San Severo alzava la mano e segnava, era per colpa nostra. Il modo in cui iniziamo le partite va cambiato, perché avete visto come San Severo non fosse affatto una squadra di sprovveduti».

Sui singoli, il tecnico biancorosso si concentra su ciò che dalle statistiche appre meno. Nulla da togliere alla grande prova di Watson Jr e Rush, ma l’applauso di Dell’Agnello per una volta va agli “attori non protagonisti”, comunque fondamentali.

«E’ stata dura, ma nel quarto tempo se è parsa “facile” è perché qualche merito lo abbiamo avuto nel renderla tale. Basta guardare la valutazione finale (99-69 ndr.) per capire che qualcosa in più l’abbiamo prodotto.

Ci sono stati tanti giocatori utili come Kitsing di cui proprio in settimana parlavo in termini positivi con Pasquali e mi aspettavo potesse fare cose buone. Le ha fatte perché le sue triple sono state importanti. Devo però elogiare anche Marini che non ha vissuto la sua migliore serata in attacco, ma ha fatto tre giocate importantissime in attacco e in difesa negli ultimi minuto. Mi è piaciuto un sacco. E poi Ndoja oggi è stato il Re della Spazzatura e credo sia il più grosso complimento che posso fargli».

La capacità di vincere anche in serate storte offensivamente da parte di Marini e Giachetti (che non stava bene ed è stato tutelato e ringraziato a fine match da Dell’Agnello) è qualcosa che merita una sottolineatura. Così come la mentalità che l’abruzzese sta avendo in questa prima fase di stagione.

«Per un realizzatore come Marini, stare dentro alla partita quando non fai canestro e hai pochi tiri perché i tuoi compagni ne stanno avendo di più, non è mai facile, ma stasera ha ripagato con un finale importante la mia fiducia che in lui è da parte mia sconfinata».

Il mirino, però, si sposta già avanti: domenica c’è il big match a Udine, con tanta voglia di rivincita in casa biancorossa dopo l’eliminazione patita da mano friulana in Supercoppa

«Vogliamo andare a giocarcela. Siamo convinti di poterlo fare con chiunque in ogni partita. Ovviamente dobbiamo cambiare l’approccio, perché anche in Supercoppa, in casa, lo pagammo a caro prezzo, ma se sarà quello giusto ce la giochiamo.

Lo sport è bello perché ti dà sempre le possibilità di rivincita. Vogliamo provare a prendercela e l’ho già detto questa sera, a fine partita, ai miei giocatori».