Servono tre quarti e mezzo di gioco alla Pallacanestro 2.015 per superare una coriacea San Severo ed inanellare la seconda vittoria consecutiva del suo campionato. L’Unieuro porta a casa la partita, con merito, in virtù di un’ultima frazione di gioco da incorniciare, in cui è riuscita far girare un po’ tutto a dovere. Ma in precedenza, fino a poco prima della pausa lunga, si sono ripresentati vari vizi di forma su cui ancora urge un fine lavoro, a partire dall’approccio alla partita. Ma andiamo oltre e guardiamo al lato positivo, come giusto che sia.
Perché Forlì, si badi bene, ha superato un discreto ostacolo. I pugliesi, fino ad oggi imbattuti, sono infatti squadra di tutto rispetto, che si giocherà (e probabilmente aggancerà) un posto ai playoff. Mai doma, la squadra di coach Cagnazzo ha saputo rispondere a ogni ‘battuta’, con grande spirito, sino a quando gli è stato possibile farlo. ‘Friggendosi’ un po’ con le proprie mani, va detto, per le ‘espulsioni’ cercate prima da Kennedy e poi da Mortellaro. L’Unieuro può invece finalmente farsi forza con le prove dei suoi due americani – Rush 27 punti, Watson 22 – in un’ultima frazione ai limiti della perfezione, sia per costanza offensiva che per prova difensiva. Giusto per dare i numeri: nell’ultima frazione il computo dei rimbalzi è 13-7 Forlì, con ben 7 carambole offensive forlivesi.
LA CRONACA
Starting five in versione ‘classica’ per la Pallacanestro 2.015, Klaudio Ndoja compreso; da segnalare, in panchina, la presenza di Paolo Bandini, classe 2004 prodotto del settore giovanile forlivese. Avvio di gara che se lo prende per intero un brioso Erik Rush – suoi i primi 4 punti casalinghi – con la partita che scorre via veloce, su ritmi elevati, fino all’11-9 dopo 3’40”. Si tratta però dell’unico momento positivo forlivese nel primo quarto, perché poi la scena viene ben presto monopolizzata da San Severo. Aiutata da ottime percentuali al tiro, frutto di un’ottima manovra corale, infatti, i pugliesi calano un break addirittura di 0-14 che li porta sull’11-23 con la tripla di Demps. L’Unieuro, dall’altra parte, è davvero pochissima cosa. Inesistente nella costruzione di gioco, una marea di forzature, Marini coinvolto poco e nulla: con la ‘parziale’ reazione made in Petrovic (17-23) si va poco lontano, perché gli ospiti con Kennedy sono di nuovo sul +11 (17-28). Watson e Ndoja si mettono in ritmo e accorciano (25-28), ma San Severo, che continua a tirare più che discretamente, pesca la matta dalla panchina con Antelli, a firmare 6 punti in un amen per il 28-36. Qui, però, sale finalmente in cattedra Mo Watson, abile a colpire la difesa avversarie con un paio di accelerate suggellate, a 18’55” dal canestro di Ndoja per il sorpasso (39-38). Una nuova partita, di fatto, si apre all’Unieuro Arena, come certificato dalla tripla a fil di sirena segnata da Erik Rush.
In apertura di terza frazione, in effetti, Forlì è ben più pimpante e tonica. Tutto, poi, dopo un mini-break iniziale targato Bruttini (50-45), pare prendere una piega favorevole quando Markus Kennedy si ‘auto-estromette’ dalla partita dopo fallo (il quarto) e proteste (tecnico): cinque falli e partita chiusa, la sua, appena dopo 22’40” di gioco. Pare, perché in realtà San Severo dimostra grande maturità e trova anzi vigore da tale episodio: Spanghero e Demps trovano il 53-56, quindi risposta colpo su colpo a ogni canestro forlivese continuando a condurre le danze fino agli ultimi secondi del terzo quarto (59-62). Quando, cioè, la magia si spegne improvvisamente (e anche piuttosto fisiologicamente). Perché la ‘solita’ tripla sulla sirena, questa volta mandata a bersaglio da Kitsing, gira una volta per tutte la sfida. Nell’ultimo periodo è infatti una Forlì da manuale, assolutamente costante sul fronte offensivo (guidata un Mo Watson che trova minuti di grazia) e soprattutto altrettanto solida a difesa del proprio canestro: appena 5 punti concessi in ben 6′ di gioco, quando cioè allunga dal 72-70 all’85-75 che, a -40″, chiude a doppia mandata la vittoria. Nel mezzo c’è tanta, tantissima, Unieuro. Con un ‘mini’ riscatto di Marini (impercettibile sino a quel momento), 11 punti segnati da un tarantolato Watson, predominio (finalmente) a rimbalzo, Mortellaro che a 36’40”, a partita apertissima (79-72), decide di ‘darla su’ facendosi estromettere per doppio tecnico. Insomma, una bella vittoria, fondamentale più che mai per avvicinarsi al meglio allo scontro diretto a Udine di domenica prossima.
Unieuro Forlì – Allianz Pazienza San Severo 89 – 78
(17-26, 44-43, 64-62)
FORLÌ – Rush 27 (7/8, 4/8), Watson 22 (10/15, 0/3), Bruttini 10 (5/8), Marini 8 (1/6, 1/4), Ndoja 7 (1/3, 1/2), Kitsing 6 (0/2, 2/3), Benvenuti 3 (1/2), Giachetti 3 (1/5, 0/2), Petrovic 3 (0/1, 1/1), Campori, Dilas, Bandini ne. All. Dell’Agnello.
Tiri liberi: 10 / 16 – Rimbalzi: 39, 13 offensivi (Ndoja 9) – Assist: 14 (Watson 5)
SAN SEVERO – Demps 15 (2/8, 2/5), Antelli 15 (3/3, 2/5), Maspero 11 (0/3, 3/5), Spanghero 10 (1/3, 2/4), Mortellaro 10 (4/6), Saccaggi 9 (1/3, 2/8), Kennedy 8 (3/5), Angelucci (0/1 da 3), Conti 0 (0/1, 0/1), Di Donato ne. All. Cagnazzo
Tiri liberi: 17 / 21 – Rimbalzi: 30, 10 offensivi (Mortellaro 8) – Assist: 7 (Saccaggi 4) – Fuori per Falli: Kennedy (poi espulso), Mortellaro (poi espulso)

LE PAGELLE
Rush 8,5 – Parte col piede sull’acceleratore e non lo alza sino alla sirena finale. Ampiamente alla miglior prova in maglia forlivese, chiude con ben 27 punti in saccoccia (tirando benissimo, peraltro: 11/16 dal campo) e dando la scossa pura nella propria metà campo.
Kitsing 7 – Continua a macinare minutaggio più che dignitoso per un classe 2001 (12′ in campo) e lo giustifica alla grande. Firma due pesanti triple a cavallo tra terzo e quarto periodo.
Giachetti 5 – Sufficienza ‘falsa’: non sta per nulla bene (alla vigilia era probabile una sua assenza tout court) e si è visto. Resta poco sul parquet, in cui il capitano biancorosso, sofferente, non riesce a combinare alcunché di ‘interessante’. Chiude con 4 falli fatti sul groppone.
Watson 8 – Primo quarto col freno a mano tirato, poi cresce alla distanza ed esplode nell’ultima frazione. Quando è un rebus difficilmente risolvibile per San Severo, macina canestri a suon di penetrazioni al ferro con una semplicità imbarazzante. L’Unieuro Arena è ai suoi piedi: dopo i buoni segnali lanciati a Montichiari, la speranza è che questa sia la ‘stura’ definitiva.
Petrovic 6 – Una tripla che ‘tira su’ l’Unieuro dal -13 nel primo quarto, qualche buona difesa su Maspero, poi però non vede più il campo.
Marini 5,5 – Un ‘quid’ in più, mezzo voto quasi ‘doveroso’ per esser stato parte integrante dell’ultima (decisiva) frazione forlivese, che l’esterno abruzzese disputa per intero con più che discreta diligenza. Prima, però, non riesce a trovare mai il bandolo della matassa (8 punti sono troppo poco per lui), se non per i 7 rimbalzi catturati.
Benvenuti 5,5 – Prova scialba del lungo biancorosso, che a volte pare quasi brancolare nel buio. ‘Lievita’ un po’ nel terzo periodo, ma in certi contatti di gioco sotto canestro è sin troppo soft nei confronti degli avversari.
Bruttini 7,5 – Il classico esempio di “tutto ciò che le statistiche non dicono”. Sì, perché se ci si limitasse allo scout, del suo 10+3 in 21′ si parlerebbe di prova pienamente sufficiente e poco più. In realtà il lungo senese è una tassa per i lunghi pugliesi, che devono fare i conti con i gomiti e il tonnellaggio di Davide. Nel pitturato forlivese non si passeggia.
Ndoja 7,5 – E il compagno di reparto del sopracitato non è da meno. Anzi. Prova di energia, grinta, leadership da parte dell’albanese, tutto ciò che alla squadra serve come il pane e che i tifosi si attendono di vedere. Imprescindibile nell’economia forlivese, nell’ultimo quarto tira giù la serranda a chiunque passi dalle sue parti.
Campori, Dilas sv
Bandini ne
