Sandro Dell’Agnello entra in sala stampa senza cravatta e immediatamente ne percepiamo la rabbia. Immaginiamo l’abbia scagliata in qualche angolo dello spogliatoio dal quale esce visibilmente provato. Una sconfitta e, soprattutto, un ko casalingo con 96 punti subiti erano l’incubo peggiore della vigilia che, adesso, diventa realtà. Ovviamente non ci si può fermare a questo, anche se in poche frasi il tecnico dice amaramente già tutto. Come, quando e perché Forlì ha perso una gara che non doveva perdere?
«Fare 92 punti in casa e perdere, bisogna essere proprio bravi. Non conta se a metà terzo periodo eravamo a +7, la gara non l’abbiamo mai avuta in mano, dobbiamo essere realisti. Non c’è stato alcun momento del match nel quale ho sentito di potere avere la gara in pugno, perché abbiamo dato troppa confidenza a Orzinuovi sin dall’inizio e loro l’hanno vinta con pieno merito».
Fisicità, energia, attenzione, concentrazione. Dopo il derby ci si aspettava ben altro e invece Forlì è caduta negli stessi errori. Con un avversario di rango diverso, però, e questo aggrava la sconfitta.
«Il derby era un’altra cosa perché Ravenna era Ravenna e lo sta dimostrando su ogni campo rullando tutti. Orzinuovi è stata brava, ha realizzato anche tiri difficili, ma io non voglio nessun alibi perché questa era una partita diversa e se vuoi avere delle ambizioni non ti puoi permettere di giocarla così. Adesso ci abbiamo battuto la testa sopra».
Il coach biancorosso distoglie subito il discorso dai singoli e guarda al futuro che inizia domani con il ritrovo anticipato in palestra per riguardare con attenzione il match appena giocato.
«Non punto il dito contro nessuno, lo punto contro me stesso e basta. Colpa mia anche se era da martedì che dicevo che non sarebbe stato facile. Da domani si riparte, bisogna lavorare, oggi abbiamo dimostrato di averne bisogno. Gli onori si prendono quando è il caso, mentre quando le cose non vanno si abbassano lo orecchie e si lavora».