Disastro Forlì. Resuscita il fanalino di coda Orzinuovi: ko fragoroso 96-92

Troppo brutta per essere vera. La lezione di Ravenna non ha insegnato davvero nulla alla Pallacanestro 2.015, che si fa sorprendere dall’ultima della classe tra le mura amiche concedendogli la bellezza di ben 96 punti, 28 dei quali segnati negli ultimi 10′ di gioco. Una prestazione totalmente da dimenticare, in cui Forlì l’ha persa innanzitutto sotto il profilo emotivo. Approccio rivedibile, pessimo se considerato l’andamento nell’arco del match, in cui nessun componente del roster biancorosso ha mai dato l’impressione di poter prendere per mano la squadra con leadership ed il giusto spirito. Non può bastare rifugiarsi in Jacopo Giachetti nella speranza che, come già avvenuto nel recente passato, scardini la partita di par suo senza assistenza alcuna.

Sta di fatto che questa Unieuro, uscita dal campo tra i fischi dei suoi tifosi, ha riportato la rediviva Orzinuovi alla vittoria, appuntamento che mancava ai lombardi da ben dieci turni: una mezza impresa. Aprendo corsi e ricorsi storici tra i forlivesi: il ko di qualche settimana fa con Caserta, ma anche il buco nero dello scorso anno post derby pre-natalizio con la Fortitudo…

In un’Unieuro Arena spenta e spompata, pur con una discreta dose di pubblico presente, l’avvio di partita è estremamente in equilibrio, se non altro in termini di punteggio. Perché, con Rush in partenza dalla panchina, lo sprint iniziale forlivese è un po’ troppo permissivo sul fronte difensivo, specie faticando a trovare le contromisure a Mekowulu nel pitturato. Così, l’8-6 del 3’30” è rotto dalla tripla di Carenza, che dà il ‘la’ ad uno 0-6 ospite in 55″ che porta Orzinuovi a condurre (8-12). L’Unieuro rialza la testa per un attimo (13-14), salvo accusare un paio di minuti completamente in balia degli avversari, che piazzano un break di 0-8 a suon di tagli a canestro e dopo 8’20” volano via portando il proprio vantaggio in doppia cifra (15-25). Watson e Giachetti prima e Marini poi tengono Forlì a galla (26-29 a inizio secondo periodo), salvo subire nuovamente la verve degli esterni avversari: Bossi e Negri riportano Orzi avanti sul 26-33 a 12’10”. È così sulle spalle del ‘solito’ Giachetti l’onere e l’onore di trascinare i suoi nella metà campo offensiva, con una serie di iniziative personali che valgono 5 punti personali di fila per il -2 (31-33) che parrebbe realmente poter svoltare la partita. Così non è, perché l’Unieuro riesce sì a rimettere di nuovo la testa avanti a 17’40” con Benvenuti e il quattordicesimo punto di Watson (43-40), ma il pieno feeling con la partita continua ancora a mancare a troppi forlivesi e non si coglie mai la sensazione che l’inerzia del match sia effettivamente svoltata. Anche perché a fil di sirena un’ottima difesa di Watson è vanificata da un fallo ‘stupido’ di Rush (il terzo della sua partita) che regala tre tiri liberi a Carenza per il 48-47 dell’intervallo.

Al rientro dagli spogliatoi Forlì è (leggermente) più attiva e intensa sui due fronti di gioco. Marini mena le danze con aggressività nella metà campo offensiva (anche se il terzo fallo lo estromette presto dai giochi), mentre in difesa, con tanto lavoro di gomito, vengono messi in ombra le due bocche da fuoco avversarie, Miles e Mekowulu. Così, l’Unieuro piazza agilmente un break complessivo di 7-2 che al 24′ le regala il primo tentativo di fuga del match sul +7 (61-54) sull’entrata a canestro di Rush. Proprio qui Forlì dovrebbe matare Orzinuovi, scattare una volta per tutti giocando un paio di minuti come Dio comanda. In realtà è l’esatto contrario, perché la reazione ospite è immediata (61-59) e, nonostante il quarto fallo a Mekowulu, Orzinuovi mette addirittura la freccia. Per ben 5’40”, infatti, Forlì non vede la retina dal campo (soltanto un 2/2 di Ndoja dalla lunetta nel mezzo), spianando la strada al +5 Agribertocchi in avvio di ultimo quarto: 65-70, svantaggio sin troppo contenuto a onor del vero. Il canestro dal campo di Marini a 31’15”, dunque, fa rialzare la testa all’Unieuro, che dopo 3’30” nell’ultimo parziale è addirittura avanti (75-74) con i canestri di Giachetti e Bruttini. Anche in questo caso, però, manca la zampata vera e propria e la Corbani band, assolutamente rinvigorita e attiva, in appena 1’45” cala sul tavolo un parziale di 10-1 che la conduce sul +8 (76-84) a 35’30”. Da quel momento per Forlì è buio pesto. Capitan Giachetti prova a suonare la sveglia e ‘buttarla’ al solito sul talento rianimando in solitaria i suoi (84-87), tutto messo a tacere dalla tripla di Negri a -1’48”. L’Unieuro accorcia con Bruttini (88-90), ma l’uscita per falli a 1’04” dalla fine del playmaker livornese fa suonare il de profundis su Forlì. Che ha un moto d’orgoglio con la tripla di Rush (91-92, -21″), prima dell’1/2 di Watson dalla lunetta che fa calare definitivamente il sipario su una pessima ultima uscita del 2019.

Unieuro Forlì – Agribertocchi Orzinuovi 92 – 96
(21-25, 48-47, 65-68)

FORLÌ – Pierpaolo Marini 18 (7/8, 1/4), Maurice Watson 17 (5/7, 2/5), Jacopo Giachetti 16 (6/9, 0/2), Erik Rush 15 (5/8, 1/3), Davide Bruttini 12 (6/7), Lorenzo Benvenuti 10 (2/3, 1/3), Klaudio Ndoja 4 (1/2, 0/2), Tommaso Oxilia (0/1), Danilo Petrovic (0/1), Luca Campori, Kaspar Kitsing ne, Federico Cinti ne. All. Dell’Agnello.

Tiri liberi: 13 / 21 – Rimbalzi: 25, 7 + 18 (Davide Bruttini 5) – Assist: 11 (Maurice Watson, Erik Rush 3)

ORZINUOVI – Anthony Miles 27 (5/9, 2/5), Matteo Negri 19 (4/7, 1/3), Giovanni Carenza 13 (2/3, 3/7), Stefano Bossi 10 (3/5, 0/3), Salvatore Parrillo 10 (2/2 da 3), Christian Mekowulu 9 (3/6), Lorenzo Galmarini 8 (3/3), Lorenzo Varaschin (0/2), Petar Jovanovic ne, Francesco Guerra. All. Corbani.

Tiri liberi: 32 / 39 – Rimbalzi: 30, 9 + 21 (Christian Mekowulu 9) – Assist: 9 (Anthony Miles 4)

LE PAGELLE

Rush 5 – Una valanga di errori ‘di concetto’, dovrebbe dare intensità ed energia alla PF ma di tutto ciò non se ne vede nemmeno l’ombra. 15 punti (inutili, se non per la tripla nel finale) e poco altro.

Giachetti 6 – Al solito, è l’unico appiglio dei forlivesi nella metà campo offensiva. Esce alla distanza, con un po’ di ‘ritardo’ rispetto al solito, ma nel finale è l’unico dei suoi in grado di poterla vincere. Peccato per il quinto fallo proprio sul più bello…

Campori sv – 7′ spesi in difesa, senza grossi sussulti.

Watson 4,5 – Il discorso è parecchio complesso e va ben oltre al mero voto e giudizio. Scende in campo con la faccia giusta, ‘cazzimma’ e agonismo, la prima parte di gara è decisamente buona. Dopo l’intervallo, però, è un fantasma, con tanto di 1/2 dalla lunetta nel finale che regala la vittoria a Orzinuovi e gli vale il mezzo voto in meno. Finirà forse per essere il capro espiatorio di svariati problemi collettivi, ma qualcosa dovrà pur cambiare.

Petrovic sv – Tabellino più o meno immacolato in 7′.

Marini 6 – Lotta con i falli sin dalla palla a due, che ne influenzano irrimediabilmente la partita. Mette a segno 18 punti (tirando bene, tra l’altro) e tanto basta per valergli la sufficienza, ma c’è ancora un briciolo di nervosismo di troppo.

Oxilia 5 – Un passo indietro nel processo di crescita fisica graduale: è imballato e non va oltre i 7′ di impiego, solo pochi secondi nel secondo tempo.

Benvenuti 5 – Gara di lotta contro Mekowulu e compagni, ‘fisicamente’ non è però la sua partita e non esce mai dal guscio.

Bruttini 5,5 – Come il compagno di reparto di cui sopra, anche se cresce alla distanza ed è decisivo nel rientro forlivese nel finale di gara. Prima, però, ha stretto i denti non senza qualche patimento di troppo.

Ndoja 5 – Rientra in campo e già questa è una buonissima notizia. Il minutaggio è contenuto (17′) e non riesce mai ad incidere sull’andamento della partita. Nelle prossime settimane, da lui, servirà ben altro.

Kitsing, Cinti ne