È vigilia di sfida casalinga a Chieti in casa Pallacanestro 2.015, che tornerà all’opera due settimane dopo l’esordio vittorioso in rimonta su Ferrara. Al di là delle ambizioni e dei risultati sin qui ottenuti, quella dell’Unieuro Arena (palla a due alle ore 18 di domenica, diretta tv in chiaro su Teleromagna [canale 74 digitale terrestre]) sarà un’uscita ricca di insidie, contro un avversario tutt’altro che da sottovalutare. Uno ‘scenario’ potenziale di cui i biancorossi sono ben consapevoli, con lo stesso coach Sandro Dell’Agnello che, a poche ore dalla palla a due, avverte di mantenere le antenne dritte nel corso del match.
SULL’AVVERSARIO…
«Chieti può disporre di un quintetto ottimo. Ha sei giocatori, considerando anche Ihedioha in uscita dalla panchina, super veterani di questo campionato, in grado di saper ‘aggiustare’ le cose in campo a partita in corso, a prescindere da schemi e regole tattiche. Sarà uno scoglio certamente non facile da affrontare. Ripeto, massima attenzione all’esperienza e al mestiere dei loro giocatori. Credo sia l’aspetto più temibile degli abruzzesi».
SULLA PARTITA DI SUPERCOPPA…
«Li abbiamo già affrontati nei gironi, ad ottobre, ma senza dubbio oggi sarà una sfida ben differente. Allora si contavano assenze importanti da entrambe le parti, mentre ora tutte e due le squadre hanno un po’ più di vissuto e sicuramente si vedrà qualcosa di diverso, sia da Chieti che da Forlì. Mai come domani, però, credo che dovremo pensare soprattutto a noi stessi. Dobbiamo ancora imparare a giocare insieme nel migliore dei modi».
SULLO STATO DELL’ARTE…
«Dal punto di vista degli allenamenti, questa settimana la abbiamo fatta al completo e tutti saranno della partita. Questa è la cosa più importante. Abbiamo recuperato tutti, anche se ovviamente c’è una forte eterogeneità tra le varie componenti: c’è chi è in forma e si è allenato sempre, chi è invece rientrato dopo qualche giorno. Il livello di forma è un po’ differente nel gruppo. Però, finalmente, ci siamo allenati tutti insieme e di questo ne siamo molto felici. Ora però dobbiamo ‘macinare’ ancora un po’ di chilometri di strada insieme, perché al completo lo siamo solo da dieci giorni. Quindi, se in difesa il principio è sempre lo stesso ed è stato recepito, in attacco cambiano gli equilibri rispetto alle scorse settimane e vi è l’esigenza di conoscersi meglio. Non è così facile trovare i giusti incastri dall’oggi al domani. Dobbiamo mettere a punto diversi aspetti e trovare un po’ di armonia e fluidità che a momenti ancora non abbiamo, fisiologicamente. Siamo ancora in rodaggio, questa è la verità. Se la ‘pausa’ è stata salutare? Dal punto di vista fisico sicuramente sì. Siamo tornati dalla Final Eight con le ossa davvero rotte, avendo dovuto spremere giocatori. Dal punto di vista tecnico, invece, siamo un po’ in ritardo e solo giocando si mettono a posto le cose».
SULL’ANDAMENTO ‘GLOBALE’ DEL CAMPIONATO…
«Se la stagione ‘falsata’ inciderà mentalmente sui giocatori? Lo scopriremo soltanto strada facendo. Noi ci sforziamo di allenarci e giocare, quando giochiamo, dimenticandoci di tutto il resto. Non dobbiamo ‘lamentarci’ di assenze, settimane con tre partite e rinvii dell’ultimo minuto, che saranno purtroppo numerosi. Non dobbiamo riempirci di alibi che poi suonano come giustificazioni e non servono assolutamente a nulla, sono soltanto negativi. Sarebbe un errore colossale. Purtroppo possiamo poco dinanzi alla situazione attuale. Anche il nostro calendario, ad esempio, ora si è fatto abbastanza ostico, per la successione delle partite. Ma è veramente inutile fasciarsi la testa, è uno spreco di energia. Ora c’è Chieti: giochiamo contro gli abruzzesi e pensiamo soltanto ad affrontare al meglio gli avversari di turno. Alla sfida successiva bisogna pensare soltanto dopo la sirena finale, a prescindere dall’avversario e da quando si giocherà».