Dell’Agnello incorona l’Unieuro: «Attenti e precisi, era la partita che volevamo»

Vincere contro un’avversaria diretta fa bene, anzi benissimo. Farlo dopo una battaglia di 40 minuti, grazie alla difesa e agli artigli tirati fuori al momento giusto, ti rende ancora più felice ed orgoglioso. Se, poi, ci mette lo zampino Mantova che perde in casa da Montegranaro e ti lascia la seconda piazza solitaria della classifica… Beh, diventa una domenica perfetta che il coach dell’Unieuro, Sandro Dell’Agnello, celebra con una dedica speciale e un sassolino dalla scarpa da togliersi.

«Prima di tutto ci farebbe piacere sapere, ma ne siamo convinti, che con questa vittoria siamo riusciti a regalare magari un sorriso a Gabriele Nowak (il magazziniere tuttofare della “Pieffe” ndr.) dopo la disgrazia che l’ha colpito questa settimana (la perdita della madre ndr.).

Se, poi, posso aggiungere una cosa lo faccio. Ormai mi conoscete e sapete che parlo. Questa settimana ho letto un paio di volte sui giornali la parola “crisi”. Ci sta? Non ci sta? Noi comunque l’accettiamo, ma questa squadra nelle ultime 9 partite ne ha vinte 7 e io spero allora di essere in crisi tutta la vita».

Rimanendo focalizzati sul match, è stato il successo dello “spirito Unieuro”?

«Ho detto ai giocatori nello spogliatoio a fine gara di andare a casa e, quando vedranno mogli, fidanzate, amici e genitori, dire loro: “Abbiamo giocato una partita di pallacanestro”. Sì, perché secondo me stasera è stata una partita di pallacanestro, intesa come attenzione, concentrazione, durezza. Abbiamo fatto un’ottima partita e lo dico senza guardare le statistiche. C’è stato lo spirito, è vero, ma a parte un frangente nel secondo periodo ci sono state anche buone scelte tecniche dei giocatori».

Il coach le analizza, a partire da quella che è stata una sua scelta di piano-gara ben precisa. Limitare al massimo gli esterni di Udine.

«Avevamo deciso di togliere completamente a Cromer ed Amato i loro movimenti abituali, pur dovendo concedere qualcosa alle rollate di Beverly. Questa era stata la nostra scelta e direi che ha pagato perché l’abbiamo eseguita con coerenza per 40 minuti e grazie all’applicazione dei miei giocatori, Cromer e Amato hanno fatturato appena 14 punti in due».

E poi ci sono le prestazioni anche dei singoli. Un super Giachetti da 16 punti nei 13′ finali e un Watson straordinario per grinta, difesa e letture per i compagni.

«In tutto il match abbiamo lasciato solo due tiri aperti a Nobile nella ripresa, in generale ho visto tanto desiderio di vincere e mi fa piacere dopo un successo in una gara bruttina, avere ottenuto due punti giocando bene. Siamo contenti e tutti hanno fatto bene, Maurice ha giocato un match importante sia difensivamente, sia per scelte offensive. Ha recuperato due palloni molto importanti, da giocatore furbo e smaliziato. Gli possiamo imputare davvero pochi errori, bene così. Veramente bene».