Il finale hot premia Forlì: Udine ko 80-74 e l’Unieuro è seconda da sola

Dopo San Severo, l’Unieuro cala il bis e lo fa nel miglior modo possibile. Facendo cioè proprio il big match contro Udine, questa volta con una grande prova del collettivo, che ha saputo ‘silenziare’ certi passaggi a vuoto dei singoli (Ndoja e Rush su tutti) con tanta energia, reattività e faccia tosta, oltre a rendersi pericolosi dalle parti del canestro avversario con una certa costanza e precisione. L’inerzia del match, del resto, è sempre restata tra le mani dei padroni di casa, fatta eccezione per un terzo periodo così così.

Tutto ciò nonostante si sia dovuto attendere esattamente 39’30” per certificare la vittoria forlivese. Già, perché all’Unieuro Arena è andata in scena una grande sfida di pallacanestro, tra due squadre dallo spessore tecnico di un certo livello, al di là dei singoli momenti, che giustamente si è ‘tirata avanti’ fino alla fine. Ed è proprio così, sul talento, che Forlì alla fine ha prevalso. Vale a dire grazie alle autentiche magie di Jacopo Giachetti, che prima l’ha indirizzata (fine terzo quarto), quindi l’ha letteralmente vinta (7 punti nel finale). Nel mezzo, però, c’è anche tanto altro. Una difesa arcigna che ha portato Udine (priva di Fabi e con Penna ko a partita in corso) a perdere ben 19 possessi, ad esempio. Ma anche un Marini finalmente sul pezzo, anche come linguaggio del corpo. Al pari di un “Mo” Watson davvero totale, autore di una prova che va più che mai oltre il mero tabellino. Insomma, un successo top che rende l’Unieuro inseguitrice in solitaria della capolista Ravenna, facilmente vittoriosa a Caserta.

Battute iniziali di gara capitalizzate da Gerald Beverly: tutti gli attacchi ospiti passano per le sue mani e, favorito da una difesa un po’ troppo permissiva da parte dei lunghi forlivesi, dopo 2’30” regala ai suoi il +4. L’intensità forlivese ‘lievita’ però a stretto giro di posta, portando a rimbalzi e recuperi che propiziano un mortifero break di 10-0 in 1’40”, con Benvenuti grande protagonista, che vale il +6 (12-6) siglato da Marini. Il timeout chiesto da Ramagli (già alle prese con un Cromer a quota 2 falli) mette effettivamente un po’ di sabbia negli ingranaggi offensivi Unieuro, abile comunque a mantenere il proprio vantaggio sul +5 prima che due triple in successione, Gazzotti e Nobile, regalino il nuovo vantaggio a Udine (17-18) a 8’30”. A cavallo tra prima e seconda frazione, però, ecco un’ulteriore spallata biancorossa, sull’onda di una grande energia e transizioni fulminee. Bruttini dà il ‘la’, Marini partecipa attivamente con due triple, Giachetti rifinisce e un nuovo 10-0 è servito: punteggio sul 27-20 al 12′. Peccato che da dietro l’arco Marini fallisca il punto esclamativo del potenziale vantaggio in doppia cifra, finendo per infondere nuova linfa all’Old Wild West. Sì, perché Antonutti e Beverly, unici veri punti di riferimento della prima parte di gara ospite, riportano i bianconeri a contatto (27-26, 14-35″), prima di un nuovo mini-break Forlì targato Ndoja e Watson (33-26). Tocca dunque al solito Antonutti caricarsi i suoi sulle spalle e rimettere in carreggiata un match che Udine ha sino a quel momento ‘pastrocchiato’ in ogni modo possibile. Lasciando Giachetti e compagni con un pugno di mosche in mano: il punteggio per Forlì poteva essere un po’ più ‘rotondo’.

Rimpianto che assume dimensioni ‘reali’ al rientro dalla pausa lunga, quando gli ospiti appaiono più tonici e intensi rispetto a quanto visto nel primo tempo. Certo, qualche sbavatura non manca (Amato continua a gettare possessi alle ortiche, idem Beverly con due perse di fila), ma se Marini e Ndoja pur ci provano dalla lunga distanza (42-39), è Nobile a rompere gli equilibri. Lasciato puntualmente libero in angolo, l’esterno udinese affonda il colpo e regala ai suoi il +3 (46-49, quindi 48-51). La risposta al fugace momento opaco è tutta riposta in capitan Giachetti, che sale letteralmente in cattedra a suon di talento e colpi di classe negli ultimi 3′ del terzo periodo. Sì, perché se Udine trova punti dalla propria panchina, il playmaker livornese infila addirittura 9 punti con tanto di tripla del sorpasso sulla sirena sul 59-57. Momento magico Unieuro che prosegue poi anche nelle fasi iniziali dell’ultima frazione, quando Forlì prevale buttandola sull’energia e sulla ‘garra’, calando sul tavolo difese ultra-aggressive e decisive che scavano un solco, nel suo piccolo, importante. Rush e il 2/2 di Oxilia portano infatti Forlì sul +6 (66-60), riscaldando non poco via Punta di Ferro, ma, puntualmente, arrivano Gazzotti e Beverly a rompere le uova nel paniere: 8 punti in due, parziale di 2-8 e tutto è di nuovo in parità sul 68-68, col 2+1 del lungo ex Brescia che a -3’30” riporta avanti i suoi (70-71). Ma è l’ultimo sussulto udinese. Ndoja regala infatti il nuovo vantaggio a Forlì a 2’35” dalla sirena, quindi gli ultimi giri di orologio del match sono tutti di marca Giachetti. Prima marcando il +3 (74-71), quindi rompendo definitivamente gli equilibri (74-74, -51″) con un 2+1 e l’entrata a canestro, dopo una bruttissima persa avversaria, che a 18″ dal termine regalano il 79-74 e la meritata vittoria a tutta l’Unieuro Arena. Che nel finale, prima dell’avvento di Giachetti, rischia di vedersi rovinare partita e serata da fischi da mani nei capelli dei tre grigi.

Unieuro Forlì – Old Wild West Udine 80 – 74
(19-20, 36-35, 59-57)

FORLÌ – Rush 9 (3/5, 1/7), Kitsing ne, Giachetti 18 (6/8, 1/3), Campori, Watson 8 (1/5, 2/5), Petrovic, Marini 18 (3/5, 3/6), Bandini ne, Oxilia 4 (1/1, 0/2), Benvenuti 7 (3/5, 0/1), Bruttini 7 (3/6), Ndoja 9 (3/5, 1/2). All. Dell’Agnello.

UDINE – Cromer 3 (1/7, 0/2), Minisini ne, Gazzotti 8 (2/2, 1/1), Amato 11 (1/3, 3/8), Antonutti 14 (4/7, 0/2), Zilli 4 (2/2), Jerkovic (0/1 da 3), Beverly 23 (9/12, 0/1), Nobile 11 (2/2, 2/4), Penna. All. Ramagli.

LE PAGELLE

Rush 5 – Un po’ di energia e muscoli nel finale, ma la sua prova non è comunque sufficiente. Parte bene, poi si spegne e fatica ad uscire dall’anonimato. Da aggiustare anche la mira (1/7 da 3).

Giachetti 8,5 – In versione diesel: esce dal guscio nelle battute finali del terzo quarto (2 punti fino al 27′), ma poi il motore è quello di una Ferrari. Con tanto di super sgasata nel finale di partita, quando la decide a tutti gli effetti regalando ai suoi due punti di platino.

Campori sv – Solo 3′ in campo.

Watson 8 – Sì, come i punti realizzati dal playmaker USA, frutto di un rivedibile 3/10 dal campo. C’è però tutto il resto. In partita (nel vero senso della parola) dalla palla a due sino alla sirena, un autentico ‘spacca ritmo’ dell’attacco udinese, con super difese su Amato e su tutti gli esterni bianconeri. E non è tutto: 6 assist, 5 recuperi, 3 rimbalzi offensivi. Insomma, una prova totale e fondamentale per le sorti del match.

Petrovic sv – Applicazione in difesa, ma vede il parquet solo nel primo quarto.

Marini 7,5 – Unico appiglio offensivo Unieuro fino a metà del terzo periodo, prima di abdicare in favore di capitan Giachetti. Da quel momento in avanti, infatti, l’esterno abruzzese combina poco e nulla. In precedenza, però, è una costante spina nel fianco di Udine: ritrovato.

Oxilia 6,5 – Minutaggio fisiologicamente dosato (10′), la miglior forma fisica ancora non c’è ma qualche (netto) miglioramento sì. Partecipa attivamente alla energica ‘guerriglia’ biancorossa di inizio ultimo quarto.

Benvenuti 6 – Partenza sprint, poi esce dal match: sotto canestro son botte da orbi e in qualche frangente appare un po’ ‘fragilino’. Limitato a soli 7′ nel secondo tempo.

Bruttini 6,5 – Si arrangia come può contro i lunghi bianconeri e Beverly & Antonutti sono clienti appena appena complicati da gestire. Spesso l’unico reale baluardo del pitturato forlivese, alla fine, con tanto lavoro di gomito, la vince lui.

Ndoja 5,5 – Ancora un match complicato, in cui fatica a trovare il bandolo della matassa. In difesa si perde spesso l’uomo concedendo facili canestri. Si riscatta in parte nel finale, acchiappando rimbalzi importanti e infilando (con coraggio) il canestro del +1 con 2’30” ancora da giocare.