Dell’Agnello oltre sconfitta e acciacchi: «A Verona comunque più luci che ombre»

Ha visto la sua squadra sconfitta per la prima volta nel 2020, battuta da una Scaligera Verona che ha meritato, ma non impressionato se non dal punto di vista fisico. Il coach della Pallacanestro 2.015, Sandro Dell’Agnello, questa volta qualche giustificazione per una prova tenace difensivamente, ma assolutamente sotto tono in attacco, può accamparla. Le condizioni di salute nelle quali alcuni uomini importanti del suo scacchiere si sono presentati all’appuntamento, erano davvero precarie e contro una squadra in forma e in crescendo di convinzione, sarebbe servita un’Unieuro al top. E così ieri non è stato.

«Devo ringraziare in partenza Giachetti, Marini, Ndoja e Watson Jr perché si sono resi disponibili per giocare, ma sabato due erano a letto con la febbre e due fasciati e fermi anzichè in palestra. Li ringrazio per lo forzo che hanno fatto in una partita ruvida giocata tra due squadre che non ci stavano a perdere. La vera differenza della gara la vedo nel secondo tempo quando noi abbiamo sbagliato alcuni tiri aperti, mentre Verona ha inanellato una serie di canestri dalla lunga distanza: mi sento di poter dire che se i fattori fossero stati invertiti, il risultato forse sarebbe stato diverso.

Avremmo potuto comunque fare meglio in alcuni aspetti come a rimbalzo difensivo, dove abbiamo concesso la possibilità di toccare la palla e questo si è tradotto in 14 carambole offensive per la Tezenis».

Quando il match aveva voltato le spalle a Forlì sembrava averlo fatto in modo deciso. Per due volte i biancorossi sono piombati a -16, ma la “partita nella partita”, ossia quella per la difesa del +14 dell’andata, fondamentale nell’ottica di lungo periodo semmai Verona proseguisse nella sua rincorsa che ora la vede terza proprio alle spalle dell’Unieuro, è stata vinta. In quella particolare sfida, i romagnoli si sono dimostrati determinati e combattivi e, alla fine, hanno difeso un punticino, importantissimo, di vantaggio.

«Ci abbiamo provato al meglio delle possibilità che avevamo e che non sono quelle dell’ultimo periodo, ma nella difesa della differenza canestri in un momento difficile non abbiamo aperto alcun argine. Con perseveranza e sostanza abbiamo vinto quel mini-parziale che ci serviva con 3-4 difese e un paio di canestri. Non tanto di più, ma è bastato in una gara nella quale abbiamo chiuso il promo tempo con il 20% al tiro e, purtroppo, lì siamo rimasti. E i tiri da tre punti di Verona non sono stati migliori dei nostri. Però… sono andati dentro».

Forlì ha pagato, però, a livello di fisicità il confronto con i gialloblù. A patirlo soprattutto Maurice Watson J, ma anche altri biancorossi sotto tono come Benvenuti e Oxilia.

«Verona è una squadra fisica, lo sappiamo, ma più dura di noi credo lo sia stata solo all’inizio del match, ma io avevo quattro gioatori che non erano al 100% e in una partita fisica come lo era questa, invece devi esserlo».

Ora si punta a recuperare le energie in vista del ritorno in casa con Roseto. Una vittoria garantirebbe a Forlì il secondo posto prima della fase ad orologio, ma i biancorossi dovranno anche riguardare la partita di Verona per capire cosa non abbia funzionato in un attacco tropo spesso imperniato sugli uno contro uno individuali e con palla molto più ferma rispetto alle ultime uscite.

«E’ vero, specialmente a cavallo tra terzo e quarto periodo quando ci siamo innervositi e la frustrazione a portato a questo. In più Verona ci ha messo del suo ed è stata la squadra che più ci ha creato difficoltà da quel punto di vista essendo più alta e grossa di noi in ogni ruolo. Avremmo dovuto aggirarli, ma per riuscirci avremmo dovuto segnare da fuori.

Per questo resto convinto che sia una sconfitta con più luci che ombre, perché non facendo mai canestro e nelle condizioni in cui eravamo, abbiamo retto l’urto».