Forlì interrompe, brutalmente, la serie positiva a Verona, chiudendo il gas a metà III quarto e lasciando strada alla Tezenis. Ma non sono solo nubi e pensieri scuri quelli che l’Unieuro porta a casa dalla trasferta in Veneto, in quello che era il big match della 23ª giornata. Due, in effetti, gli appunti positivi. Primo, la differenza canestri, quel +14 (83-69 dell’andata) da difendere a tutti i costi. E così è stato in un finale giocato col coltello tra i denti, coi punti preziosi di capitan Giachetti, Ndoja ed Erik Rush (per altro, offensivamente abbastanza abulico). “Coltello” che è il vero secondo cenno di sorriso: la PF, al di là del punteggio, dell’attacco deficitario, delle prove opache – più o meno scusabili per acciacchi vari – di alcuni protagonisti, ha lottato senza timore. Con Ravenna vincente, Mantova brava nello stoppare Udine a domicilio, il primo posto si allontana ma si consolida il secondo.
Non splendidi e splendenti (Marini e Watson febbricitanti, Giachetti scapigliato, Ndoja alle prese con i dolori a un polso) ma i biancorossi sono tutti arruolati per il big match, quello che varrà più per misurare la tenuta mentale e le ambizioni Unieuro che la classifica. Campori in missione difensiva su Hasbrouck è la carta tattica provata da coach Dell’Agnello alla palla a due. Ed, in effetti, è nelle retrovie che Forlì combina il meglio, murando il pitturato – vero punto forte dei locali – con un ottimo Bruttini e Ndoja rapace. Dopo 3’ è appena 2-3, segno di un match che viaggia sottoterra mentre Rush soffre già i primi problemi nella gestione falli (due mentre il tabellone dice 2-5, 4’30”). Watson prova a monetizzare l’ottima difesa, scheggiando il ferro ma è tutta l’Unieuro che non riesce a togliere il coperchio (0/5 dall’arco) patendo la fisicità veronese (il doppio ingresso di Marini e Oxilia non aiuta). Hasbrouck con tre azioni delle sue, sferza l’afasia romagnola (8-5, 7’30”) e solo Giachetti con una magia (2+1), dopo oltre 5’ di nulla, rompe la diga (8-8). Verona incrementa ulteriormente l’agonismo (Candussi e Jones su tutti) e mette il quarto in tasca per 11-8.
Si torna in campo con gli arbitri in modalità locomotiva, a fischiare a raffica per tener le redini di un gioco sempre più intenso e spigoloso. A farne le spese per primo è Candussi, al suo terzo fallo, sul solito pragmaticissimo Bruttini: un’ottima notizia per Forlì, in una partita che pare sempre più una splendida battaglia in stile play-off. A regnare in feroce dittatura sono sempre le difese e i pochi punti a referto (14 pari) sono in gran parte dall’arco o dalla lunetta. Apre il primo giro di rasoiate, Loschi (tripla 16-12, 12’30”) cui risponde Marini (16-15, 14’30”) con la prima a referto per Forlì. Jones e Giachetti sono l’anima dei rispettivi team anche se talvolta eccedono, Bobby nei palleggi, il Capitano nei jump. Mo mette nella retina un altro buon recupero biancorosso (rubata di Ndoja) – 18-17, 16’ – ciccando però la bomba del sorpasso. Hasbrouck, tutto mestiere e furbizia, getta altro sale sulle ferite (20-17) ma è Tomassini dall’arco (25-20, 18’30”) che sporca il taccuino col primo vero break di serata. La partita è impastata, nessuno molla un centimetro. Emergono talento ed esperienza di Rosselli (suoi i tocchi su mille palloni) e Giachetti che guadagna i liberi del -3, 25-22, al 20’.
I difetti del primo tempo non escono trasformati dall’intervallo: Forlì dietro fa bene, tiene testa alla Tezenis ma davanti proprio non trova la quadra. Verona, invece, alla lunga esce, di talento e profondità. Tomassini lo fa capire subito insaccando una palla velenosa da 3 (28-22, 21’). Marini e Bruttini (il migliore dei romagnoli) prima (31-26, 23’), Giachetti poi, pur in affanno, tengono la PF in scia gialloblù o meglio, in scia Hasbrouck (35-30, 24’40”; 38-33, 25’30”). Al 27’ c’è ancora partita, quando Rush, a rimbalzo, mette il -5 (40-35, 27’20”) ma Forlì drammaticamente non graffia, è asfittica in attacco, priva d’idee e fantasia, stanca dai tanti acciacchi già citati (Marini pare il più debilitato). Una situazione che alla lunga non può reggere. E, infatti, Loschi e Candussi in due azioni mettono le bombe che seppelliscono le fatiche ospiti: 48-36, 29’30”. Dell’Agnello si dispera per la mancanza di pazienza nella realizzazione degli schemi mentre il tabellone al 30’ scrive -10, 48-38. Il treno Tezenis ormai è partito, l’ultimo quarto è solo una fermata verso la vittoria. Loschi, Candussi, Hasbrouck calano la mannaia e Verona può ora ragionare sulla differenza canestri. Un tecnico cercato da Dell’Agnello sveglia i suoi, settando lo svantaggio a -16 (56-40, 33’). Il match, deciso il vincitore, resta così acceso con botta e risposta tra il -16 e il -12. Ndoja e, finalmente, Rush metton punti in pronta replica a Jones, Hasbrouck e Candussi. Quando il centrone Tezenis segna con un 2+1 il 69-53, pare perso anche lo scontro diretto. Rush e Giachetti con un cesto assurdo (69-57, 51”) tengon viva la speranza che ancora Candussi prova a spegnere (71-57, 31” dalla sirena). Forlì non molla, Rush si guadagna i liberi, realizzandone 1 che vale oro, difeso nell’azione finale.
Tezenis Verona – Unieuro Forlì 71-58
(11-8, 14-14, 23-16, 23-20)
Tezenis Verona – Kenny Hasbrouck 18 (4/7, 2/6), Bobby ray Jones 13 (1/3, 2/7), Francesco Candussi 13 (3/8, 2/2), Federico Loschi 8 (0/0, 2/2), Guido Rosselli 7 (2/4, 0/4), Giovanni Tomassini 6 (0/3, 2/4), Mattia Udom 4 (1/4, 0/0), Roberto Prandin 2 (1/2, 0/1), Alessandro Morgillo 0 (0/0, 0/0), Leonardo Beghini 0 (0/0, 0/0), Davide Guglielmi 0 (0/0, 0/0). All. Diana.
Tiri liberi: 17 / 24 – Rimbalzi: 43 14 + 29 (Bobby ray Jones 15) – Assist: 16 (Kenny Hasbrouck, Guido Rosselli, Giovanni Tomassini 3)
Unieuro Forlì – Erik Rush 14 (4/6, 1/4), Jacopo Giachetti 14 (3/6, 1/2), Davide Bruttini 9 (3/6, 0/1), Klaudio Ndoja 8 (1/2, 2/6), Pierpaolo Marini 7 (2/6, 1/3), Lorenzo Benvenuti 4 (2/3, 0/1), Maurice Watson jr 2 (1/6, 0/1), Luca Campori 0 (0/0, 0/1), Tommaso Oxilia 0 (0/0, 0/2), Danilo Petrovic 0 (0/0, 0/1), Kaspar Kitsing 0 (0/0, 0/0), Federico Cinti 0 (0/0, 0/0). All. Dell’Agnello.
Tiri liberi: 11 / 17 – Rimbalzi: 31 7 + 24 (Erik Rush 7) – Assist: 9 (Erik Rush, Jacopo Giachetti, Maurice Watson jr 2)

LE PAGELLE
Rush 5,5. In una partita ‘rovinata’ dal problema falli (è già a quota 3 a metà del secondo quarto), contribuisce ugualmente col solito carico di energia. Non propriamente brillante fino alla pausa lunga (anche se in difesa si sbatte), nel secondo tempo è però spesso il principale terminale offensivo forlivese, pur trovando la retina a spizzichi e bocconi.
Giachetti 6. Non al meglio dal punto di vista fisico dopo la distorsione alla caviglia di mercoledì scorso, fa comunque il suo, prendendosi spesso la squadra sulle spalle: di ciò gli va dato atto. Ci sono state serate più brillanti, ma infila pur sempre 14 punti in 23’. A volte, però, meglio non farsi prendere la mano da troppe ‘incursioni’ a canestro nel traffico…
Campori 6. Gettato nello starting five da Dell’Agnello, difende bene su Hasbrouck nel primo quarto.
Watson 5. Stritolato nella fisicità della partita sui due lati del campo, fatica a prendere le misure ed adattarsi allo ‘stile’ del pomeriggio. Inizio shock (0/4 al tiro), nella trasferta veronese non riesce poi a cambiare verso: 2 punti, appena 1/7 dal campo. Se non altro fa valere rapidità e scaltrezza nei rimbalzi lunghi (5 carambole, 2 offensive).
Petrovic 6. In campo 4’ nel primo tempo (in cui se la cava anche discretamente bene, peraltro), poi non trova più spazio.
Marini 5. Ottiene il minutaggio più alto dei suoi (28’) ma quasi non ce ne si accorge nemmeno. Diana costruisce su di lui una difesa asfissiante, togliendogli il tiro dalla lunga distanza (solo 1/3) ed offensivamente finisce per incidere tra lo zero e il nulla. Ha comunque l’attenuante delle condizioni fisiche precarie.
Oxilia 5. Utilizzato più come grimaldello difensivo che altro, non trova la sua dimensione nella propria metà campo. In generale, ad ogni modo, fatica a ‘sporcare’ il tabellino personale in 20’: 0/2 al tiro, un rimbalzo, 2 falli fatti.
Benvenuti 6. Gara di grandissimo sacrificio, si spende in ogni modo (esce per falli) e stringe i denti contro i solidissimi lunghi avversari. Tra fine terzo e inizio quarto periodo, con due belle giocate nel pitturato veronese cerca di tenere a galla i suoi.
Bruttini 6,5. Nel primo tempo inscena un master in ‘dominio del pitturato’ da una parte e dall’altra: canestri, rimbalzi e falli subiti (5 all’intervallo) con movimenti d’altri tempi e altra categoria. A giochi fatti, poi, viene probabilmente gestito nell’utilizzo.
Ndoja 5. Inizia bene a rimbalzo, ma la sua è una lunga parabola discendente nella partita. All’intervallo, per dire, ‘conta’ su uno 0/4 dalla lunga distanza: tutte conclusioni aperte ben costruite. Nel quarto periodo vede finalmente la retina (chiude con 2/6), ma Verona è già a +14. Proprio qui ‘regala’ almeno un paio di triple a Jones senza nemmeno contestarle.
[Simone Casadei]