Derby bloccato, Miramari promuove il Forlì: ordine, sacrificio e un punto meritato

Il 102° derby di Romagna tra Ravenna e Forlì si chiude senza reti, ma con indicazioni chiare sul piano tattico e sulla solidità mostrata dai biancorossi. La squadra di Alessandro Miramari esce dal Benelli con uno 0-0 costruito sull’ordine, sulla capacità di soffrire e su una lettura della partita lucida e coerente con quanto preparato alla vigilia.

«Abbiamo fatto una partita ordinata, più o meno sulla falsa riga di quella precedente, modificando alcune cose», spiega il tecnico biancorosso. «La qualità del Ravenna ci ha messo in difficoltà: è una squadra organizzata, ben messa in campo e con grandi giocatori. Sapevamo che per uscire da questo campo c’era da soffrire e credo che lo abbiamo fatto bene».

Nel confronto tra le occasioni create, Miramari sottolinea l’equilibrio complessivo della sfida: «Se guardiamo il numero delle occasioni, penso che si siano bilanciate in modo diverso. Il Ravenna le ha avute più per dominio, schiacciandoci quando ci ha messo in area; noi invece abbiamo avuto delle ripartenze a campo aperto in cui avremmo potuto anche fare gol. Per questo, al di là di tutto, credo che il risultato sia giusto».

Spazio poi alle scelte di formazione (molto inaspettata l’assenza di Martelli fino ad ora sempre titolare, ndr), a partire dall’impiego di Veliaj: «Per noi le settimane di allenamento sono il nostro barometro. Veliaj sta facendo molto bene da settimane ed era giusto premiare un giocatore che in questo momento si meritava il posto. Siamo una neopromossa, con tutte le nostre problematiche, ma chi merita di giocare trova spazio: la qualità dell’allenamento determina le scelte della partita».

Dal punto di vista tattico, l’allenatore forlivese conferma che il derby si è sviluppato come previsto: «Abbassare il baricentro in maniera situazionale era una scelta chiara. Sapevamo che così il Ravenna avrebbe provato a premere per trovare spazi e che noi dovevamo rimanere ordinati ed essere pericolosi in ripartenza. È stata la partita che avevamo disegnato».

Capitolo nuovi arrivi: «Selvini ha fatto una rifinitura e Palomba due, quindi è presto per giudicare», chiarisce Miramari. «Però si vede che sono giocatori importanti: con loro abbiamo alzato il livello numerico e qualitativo della squadra. Allenarci in sedici era un problema, non riuscivi nemmeno a riprodurre le geometrie della partita. Inserire giocatori giovani ma con esperienza ci permette di migliorare la qualità del lavoro».

Infine, una riflessione più ampia sui risultati: «A volte il risultato è statistico. Ci sono partite perse che non meritavi di perdere e altre vinte che magari non dovevi vincere. Bisogna guardare le prestazioni e la loro continuità nel lungo periodo. Il Ravenna è una squadra forte, costruita per vincere anche partite equilibrate. Se siamo diventati una sorta di bestia nera è più per casualità che per altro, faccio i complimenti per il campionato che stanno facendo il Ravenna»