Ti sarà inviata una password tramite email.

Riavvolgete il nastro a sette giorni fa, alle prove ufficiali del sabato di Assen, in cui Dovizioso non è riuscito ad andare oltre l’11º posto. Afferrato? Bene, replicatele tale e quali oggi, sul circuito tedesco del Sachsenring. Anzi, arrivando finanche a peggiorare la situazione. Sì, perché per la seconda volta di fila le qualifiche sono davvero da dimenticare in casa Ducati. Dopo aver faticato (e tanto) nelle FP3 della mattina, costretto a passare per le forche caudine del Q1, Dovi non riesce addirittura nemmeno a strappare il pass per il Q2: partirà soltanto in quinta fila, dalla 13ª casella in griglia di partenza. Un risultato davvero pessimo.

Certo che, oltre alle oggettive difficoltà attuali delle Ducati e di Andrea, ci si è messo di mezzo pure un briciolo di cattiva sorte. L’1’21.105 stampato, del resto, pareva essere un tempo tutto sommato discreto e rassicurante, considerando che nessun altro in pista (fatta eccezione per Rossi in 1’20.933) girava veloce. Peccato che, a bandiera a scacchi già sventolata, un commovente Takaaki Nakagami a mezzo servizio (scenderà poi dalla moto addirittura in stampelle) riesca a spingere la sua Honda sotto il tempo della Ducati. Di quanto? Appena tre millesimi… Tanto basta, ad ogni modo, per far masticare a dir poco amaro Dovizioso e dare il ‘la’ ad una nuova domenica di rincorsa. A caccia di un Marc Marquez volante: nuova pole per lo spagnolo (1’20.195, record di tutti i tempi in Germania), che partirà davanti alle Yamaha di Quartararo e Vinales.

E’ inevitabilmente grande la delusione nel box Ducati (anche Petrucci in down: scatterà 12º, però con tanto di caduta proprio sul più bello), con Davide Tardozzi, team manager Ducati Corse, che commenta tra il rammaricato e l’indispettito l’immediato post-Q1. «È evidente che abbiamo grossi problemi. Il punto è che non sappiamo cosa stia succedendo, altrimenti avremmo già risolto. I piloti si lamentano della moto, avvertono una forte mancanza di grip. È chiaro che non stiamo performando quanto dovremmo e tali problemi vanno risolti al più presto».

Così, invece, Dovi appena sceso di sella. «Oggi siamo riusciti a migliorare un po’ le sensazioni in sella e la velocità sul giro, ma purtroppo non a sufficienza per accedere alla Q2. È stata una giornata complicata, abbiamo lavorato duramente come sempre, ma su questo tracciato facciamo più fatica che in altri. Partire dalla quinta fila non rispecchia le nostre potenzialità ma dobbiamo semplicemente rimboccarci le maniche e cercare di trovare lo spunto migliore allo spegnimento dei semafori per poi recuperare più posizioni possibili. Le condizioni meteo potrebbero mischiare un po’ le carte, in ogni caso sicuramente non ci arrendiamo».