«Duri e sostanziosi», Sandro Dell’Agnello applaude la sua Unieuro

C’è poco da dire forse perché c’è tanto di cui essere contenti e orgogliosi. Forse tutto, perché nella vittoria della Pallacanestro 2.015 a Caserta c’è la Squadra, quella con la “S maiuscola” che Sandro Dell’Agnello voleva e sta avendo. Una squadra che vince con i suoi lunghi mattatori, con un Watson perfetto in regia, con i muscoli e la grinta ritrovata di Ndoja e che può permettersi anche di non fare recitare una parte da protagonista ai suoi primattori Giachetti e Marini.

Insomma, la Forlì corale che in estate si era ipotizzata e che di partita in partita canta perfettamente intonata.

«Abbiamo giocato la partita che ci eravamo prefissi di disputare, una gara dura, spigolosa e organizzata in difesa perché Caserta era una squadra che poteva fare facilmente 80 o anche 90 punti – dichiara il coach dell’Unieuro Sandro Dell’Agnello in sala stampa -. C’è anche da dire che a metà partita si è infortunato Marco Giuri e senza il play titolare dei nostri avversari, è diventato tutto più facile».

Un filotto di vittorie che dimostra tanta sicurezza e personalità raggiunte dalla formazione biancorossa

«Al di là degli handicap di Caserta, questa è stata una prova davvero molto sostanziosa da parte dei miei ragazzi. Abbiamo avuto un solo momento in cui non siamo stati efficienti. Era tra la fine del primo e l’inizio del secondo periodo, ma di meglio ai miei giocatori non potevo chiedere perché siamo stati noi a rendere la vita difficile a Caserta dall’inizio alla fine di questo match».

Da segnalare sia prima della palla a due che a fine gara, tensioni all’esterno del PalaMaggiò, con i tifosi biancorossi al seguito della squadra tenuti a lungo dentro il palasport per evitare schermaglie con la tifoseria casertana.

Adesso Forlì torna al Pala Galassi mercoledì e attende la Montegranaro dell’ex capitano Davide Bonacini (che sarà premiato dal club). Una gara importante per mantenere quanto meno immutato il vantaggio (+6) sul gruppo delle terze tra le quali c’è Verona cui, poi, i romagnoli faranno visita.