Perentoria, mai fuori sincrono, serena come solo i forti sanno esserlo. L’Unieuro ribadisce la costante crescita caratteriale e di gioco anche in casa della Juve Caserta, spezzettandone ogni velleità di successo in poco più di 25’ di gioco. Tanti (pochi?) minuti quanti son serviti ai biancorossi per piazzare un paio di accelerazioni di “prova” sull’asse Rush-Bruttini-Ndoja, prender le misure di Seth Allen (16 punti al 20’, appena 2 nei restanti due quarti) e, a cavallo tra fine primo e inizio secondo tempo, demolire il gioco dei locali cavalcando senza patemi verso il 62-83 finale. La truppa Unieuro – sempre più vicina all’ideale di gioco battagliero di coach Dell’Agnello – agguanta così il sesto pollice a favore di fila e tiene il ritmo della capolista Ravenna (86-78 su Milano).
Omaggiata la memoria di Kobe Bryant lasciando scorrere le prime due azioni di gioco, simbolicamente settate su 24 e 8 secondi – i numeri di maglia indossati dal Mamba, una tra le stelle più fulgide del basket di tutti i tempi – è tutta romagnola la prima giravolta d’azioni con Benvenuti e Rush a scaricare triple (4-6, 2’), ottimo velo su altrettante amnesie difensive Unieuro. Quando poi si accende anche Watson (jump e 2 preziosi assist), Forlì suona la prima sinfonia: 6-14 (6’). La risposta casertana è tutta USA con Mike Carlson e, soprattutto, Seth Allen a gettare sulla difesa PF2.015 manciate di grattacapi aggredendo il ferro: suoi 7 punti consecutivi che proiettano i campani testa avanti, 18-17 (8’40”). Rinsaldati alcuni meccanismi sul play Juve, ecco che Forlì torna padrona della partita. Tra fine primo quarto e avvio di II, è nel pitturato che la luce romagnola si fa più forte: Bruttini domina l’area (facendo impallidire Cusin) e Ndoja scardina le geometrie. Il +7 (21-28) toccato al 13’ potrebbe esser pure più generoso se non fosse che dall’altra parte Gentile (che nel frattempo perde Giuri per infortunio) dispone pur sempre di atleti come Carlson e Allen. Il contro-break è tutto di marca stelle-e-strisce casertana (31-32, 16’) ma l’onda che monta non è bianconera ché l’attacco di Dell’Agnello gira meglio della difesa dove Allen (16 al 20’) resta un rebus. Danilone Petrovic con una tripla dall’angolo chiude sul +9, 35-44, la fine tempo. La ripresa è una flambata forlivese che letteralmente incenerisce Caserta. Mo e Rush mettono la polvere pirica (35-48) che la difesa carica di potenza lasciando spazio di gioco al solo Hassan (due triple di fila, in un match per altro poco più che sufficiente). Mike Carlson, recupera e schiaccia il -7 (43-50, 23’30”): l’ultimo guizzo suo e dei suoi perché, mentre su Allen è già calata la notte, anche l’ala ex Latina è prossima all’eclissi. Con la Juve proiettata al massimo sforzo, Watson insacca una pesantissima tripla mettendo ancora una decina di punti tra le contendenti (43-53, 24’30”). Gap che Ndoja e Bruttini difendono (45-57, 27’). La Juve scricchiola e il ko è servito brutalmente da Giachetti in jump e da una tripla in transizione di Ndoja (46-61, 28’30”). La coltre di nebbia che cala sul PalaMaggiò per un fumogeno acceso in curva dagli adirati ultras casertani, anticipa quanto si mostrerà sul parquet. L’ultimo periodo è una passeggiata romagnola su una Juve in serissima crisi di gioco. Di fronte a un’Unieuro severissima in difesa, non c’è una palla pulita nei giochi campani né un canestro facile. Di contro Forlì corre, sulle ali dei giochi per i suoi lunghi, verso il ventello (al 34’40”, 50-71, su cesto di Benvenuti, top scorer di serata per Forlì con 16 punti) e un agile finale amministrato senza alcuna difficoltà.
Sporting Club Juvecaserta – Unieuro Forlì 62 – 83
(21-20, 14-24, 11-18, 16-21)
Sporting Club Juvecaserta – Seth Edwin Allen 18 (5/7, 1/4), Michael Carlson 10 (3/7, 1/3), Norman Hassan 10 (2/3, 2/4), Marco Cusin 9 (3/4, 0/0), Andrea Valentini 6 (3/4, 0/1), Marco Giuri 3 (0/2, 1/1), Paolo Paci 2 (1/3, 0/0), Mirco Turel 2 (1/3, 0/2), Davide Mastroianni 2 (1/1, 0/0), Tommaso Bianchi 0 (0/3, 0/2), Bruno Del vaglio 0 (0/0, 0/0), Roberto Gervasio 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 9 / 10 – Rimbalzi: 25 5 + 20 (Marco Cusin, Andrea Valentini, Marco Giuri 4) – Assist: 11 (Norman Hassan, Tommaso Bianchi 3)
Unieuro Forlì – Lorenzo Benvenuti 16 (5/7, 2/2), Maurice Watson jr 13 (3/4, 2/4), Klaudio Ndoja 13 (4/6, 1/3), Davide Bruttini 12 (6/8, 0/0), Erik Rush 11 (3/7, 1/3), Jacopo Giachetti 7 (2/5, 1/1), Danilo Petrovic 4 (0/1, 1/1), Tommaso Oxilia 3 (1/2, 0/0), Pierpaolo Marini 2 (1/3, 0/1), Luca Campori 2 (1/1, 0/1)
Tiri liberi: 7 / 13 – Rimbalzi: 30 5 + 25 (Lorenzo Benvenuti 6) – Assist: 18 (Maurice Watson jr 7)

LE PAGELLE
Rush 7 – I numeri raccontano di una prova tutto sommato sufficiente: 11 punti e 4 rimbalzi con 3/7 da 2, 1/3 dalla distanza e il solito tallone dei liberi (2/4). Beh i numeri mentono: Erik non sarà un primo violino ma è il basso continuo dell’orchestra Unieuro, detta il ritmo difesivo, mette pezze dove qualcosa si strappa e sa offrire agilità in attacco.
Watson 7.5 – Nonostante un Seth Allen funambolico (fino alla sirena di primo tempo, poi sarà il nulla) Maurice non si scompone e tiene in pugno la regia PF con raziocinio per tutto il match. Più dei 7 assist, sono i 13 punti con 2/3 da 6.75 (l’ultima tripla è capitale per tagliar le gambe a Caserta a metà III) ad innalzarlo ad MVP della partita.
Benvenuti 7 – 16 punti (5/7 da 2) raccontano di una abilità offensiva inusuale per un pivot. 6 rimbalzi condiscono una prova importante, al cospetto di un Cusin che, pur tra le difficoltà di una stagione non al top, resta un gran giocatore.
Bruttini 7 – Tra I e II quarto titaneggia, accettando e vincendo lo scontro con Cusin. Il neo-padre di Dante, si fa trovare sempre pronto. Una certezza. 12 punti (6/8) e 5 rimbalzi.
Ndoja 7 – Primi minuti da bypassare poi ingrana e son dolori per Caserta: 13 punti, 3 assist, 4 rimbalzi e una presenza fondamentale quando si tratta di contenere la Juve poi d’infliggerle il colpo di grazia.
Marini 6 – Capisce presto che non è serata (2 punti con 1/4 dal campo) e, saggiamente, dedica i suoi 27’ al PalaMaggiò a difendere e a tener alto il ritmo.
Oxilia 6.5 – Anima della PF, anche quando pare in ombra, in ogni azione pregevole c’è sempre il suo contributo. Non a caso da quando può offrire il suo contributo d’intensità e tigna, Forlì vola.
Giachetti 6 – Avvio timidissimo, resta una prova meno scintillante delle precedenti anche perché gli arbitri non lo tutelano come si dovrebbe.
Petrovic 6.5 – Ha sposato la causa forlivese rinunciando a ben più dei 5’ scarsi d’impiego di stasera. Che sfrutta con grande cuore e una tripla importante per aprire il break decisivo a fine primo tempo.
Campori sv