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Forlì, la testa di Trombetta vale oro: “Il gol è arrivato nella partita più importante!”

Dopo oltre 100 minuti di gioco, il Forlì è uscito dal “Sandro Cabassi” di Carpi con tre punti pesantissimi, quelli che hanno sancito la definitiva salvezza diretta, rincorsa a lungo nel girone di ritorno e rimandata fin troppe volte. L’episodio decisivo della stagione è arrivato al 19’, quando una grande accelerazione di Farinelli sulla sinistra ha portato all’assist per l’incornata vincente di Michele Trombetta, al secondo gol dal suo ritorno in biancorosso. A due giorni di distanza da quella rete, l’attaccante ex Piacenza si è raccontato, soffermandosi sul momento della squadra e lanciando anche uno sguardo al futuro.

Il gol segnato contro il Carpi è il più importante della sua carriera?
«Diciamo che è il secondo più importante, dopo quello segnato a Lentigione lo scorso anno. Stesso risultato, stessa importanza, stessa gioia».

Nelle settimane precedenti aveva avuto qualche problema fisico: cosa è successo e come sta ora?
«Nelle precedenti partite ero in calo fisico, perché non riuscivo ad allenarmi con continuità. Dovevo gestire alcuni problemi agli adduttori e l’affaticamento accumulato, quindi mi sono reso disponibile solo per la gara, anche per via dell’emergenza nel mio ruolo. Ho stretto i denti, anche con l’aiuto di antidolorifici. Ora invece sto meglio, ho ritrovato una buona condizione e sono contento».

Dopo un gol che può valere una stagione, quali sono state le sue sensazioni?
«Sono molto soddisfatto. Si è detto e scritto molto sul nostro girone di ritorno: abbiamo fatto buone cose, anche se spesso gli episodi e un po’ di sfortuna ci hanno penalizzato nei risultati. A livello personale ho sempre cercato di dare sempre il massimo, aspettando il momento giusto. È arrivato nella partita più importante, e il risultato di sabato è stato fondamentale: senza quei punti ci saremmo trovati in difficoltà. Ora ci godiamo questa settimana e prepariamo al meglio l’ultima partita contro il Perugia».

La stagione è stata divisa in due: qualche difficoltà a Piacenza e una crescita a Forlì. Come la valuta?
«A Piacenza ho avuto qualche problema fisico che mi ha tolto continuità e non è stata un’esperienza positiva come speravo. A Forlì, invece, ho ritrovato un ambiente familiare e sono riuscito ad avvicinarmi ai miei livelli».

C’è stato un momento in cui ha temuto i playout?
«Temere no, perché abbiamo sempre lavorato con serenità e il mister ci ha trasmesso leggerezza. Però abbiamo capito che serviva più concretezza: troppe volte, pur essendo in vantaggio o in situazioni favorevoli, ci siamo complicati la vita e abbiamo perso punti, contro la Juve Next Gen e il Livorno in casa, ma anche a Pineto e Campobasso, giusto per citarne alcune. A volte basta anche vincere 1-0, magari non giocando benissimo, ma portando a casa il risultato».

Ha già pensato al futuro? Potrebbe restare a Forlì?
«Se la società vorrà parlarne, io sono disponibile a sedermi e discuterne. Mi farebbe piacere restare, ma al momento non c’è ancora stato nulla di concreto».