A pochi giorni dalla sfida contro la Juventus Next Gen, il terzino biancorosso Nicola Mandrelli ha parlato del suo momento personale dopo una stagione complicata e del finale di campionato che attende il Forlì.
Dopo le ultime buone prestazioni crede di meritare una chance dal primo minuto contro la Juve?
«Sinceramente non so se partirò titolare, se entrerò a gara in corso o se non giocherò. Per me l’importante è che la squadra faccia bene e porti a casa il risultato. Quello che riguarda me viene dopo. Sono comunque contento di aver dato una mano nelle ultime partite e di aver risposto presente quando il mister mi ha chiamato in causa. Cercherò sempre di farmi trovare pronto».
Ha dimostrato di essere un giocatore affidabile quando è stato chiamato in causa. Come ha vissuto questi mesi con meno spazio rispetto all’anno scorso, al suo primo anno di professionismo?
«Sicuramente non è stato facile. Però ho cercato di viverla nel modo migliore possibile, capendo che se giocavo meno rispetto all’anno scorso dovevo lavorare ancora di più per ritagliarmi il mio spazio. Negli ultimi mesi penso di essere migliorato e infatti sto trovando più spazio. Sono contento, e quando gioco cerco sempre di aiutare la squadra: per me è la cosa più importante».
Nel 2025 aveva giocato 157 minuti, nel 2026 è salito a 236. Le difficoltà iniziali sono state dovute all’adattamento alla categoria o alla concorrenza nel ruolo?
«Direi un insieme di fattori. Sicuramente la concorrenza: ho davanti un giocatore molto forte (Manetti, ndr) che sta facendo un grande campionato. Poi conta anche l’adattamento a una categoria che non avevo mai affrontato prima. Sono tutte cose che mi hanno fatto capire che dovevo migliorare per arrivare a un livello importante. E so che devo ancora crescere molto».
Essendo già da un anno a Forlì e conoscendo la piazza, pensa di poter essere d’aiuto ai nuovi arrivati?
«Me lo auguro. A prescindere dal fatto che giochi o meno, cerco sempre di impegnarmi al massimo e di trasmettere quanto sia importante questa piazza. Dopo la cavalcata dell’anno scorso vogliamo ripeterci facendo un grande campionato anche in una categoria superiore».
Nel finale di stagione quattro delle ultime sette partite saranno al Morgagni. Può essere un fattore?
«Sicuramente giocare in casa è importante, ma il nostro approccio deve essere lo stesso ovunque. Dobbiamo cercare di fare risultato sia in casa che fuori, senza farci condizionare. L’obiettivo è giocare sempre al massimo, indipendentemente dal campo».
Con il mister è cambiato qualcosa rispetto all’anno scorso, quando aveva più spazio?
«No, assolutamente. Con il mister mi sono sempre trovato bene. Ha sempre creduto nel mio miglioramento fin dall’inizio e nella possibilità che potessi arrivare a fare questa categoria. Anche per questo a gennaio non ho mai pensato di muovermi: volevo rimanere a Forlì perché qui mi trovo benissimo, sia con lo staff sia con i compagni».
Contro la Juventus Next Gen cosa si aspetta?
«È una squadra molto forte. Contro alcuni di loro ho giocato quando ero in Primavera: hanno tanta qualità e grande velocità. Essendo la squadra B della Juve ci sono tanti talenti. Noi però cercheremo di affrontarla a viso aperto, come facciamo sempre, per portare a casa il bottino pieno».
La quota salvezza è stata indicata attorno ai 40 punti. Quanti ne serviranno secondo lei?
«Non lo so con certezza. Conoscendo il valore della nostra squadra, però, non voglio pormi limiti o fare calcoli. L’obiettivo è fare più punti possibili e provare a vincere tutte le partite».