Forlì, Martelli si racconta dopo il rinnovo: “Spero di ripagare la fiducia”

Dopo Macrì e Farinelli, anche l’estremo difensore biancorosso Luca Martelli ha prolungato il proprio contratto fino al 2028. Il portiere classe 2005, autore di cinque clean sheet in stagione, rappresenta un altro tassello nella strategia del club, intenzionato a costruire la spina dorsale su cui poggiare il futuro della squadra.

Sensazioni a caldo dopo il rinnovo?

«Sono molto contento della proposta che mi è stata fatta. Mi trovo benissimo in questa piazza e considero il Forlì un passaggio fondamentale per la mia carriera. Sono grato per l’opportunità e per la fiducia rinnovata dalla società, e spero di ripagarla già sabato contro la Torres. Se ho ricevuto altre offerte? No, nel mercato invernale non si è mosso nulla, lo dico con sincerità».

Che rapporto c’è con gli altri portieri? E con mister Miramari?

«Con i colleghi di reparto, Veliaj e Calvani, c’è un rapporto sano e di aiuto reciproco. Siamo molto uniti, dentro e fuori dal campo. Con il mister ho un bel rapporto: ormai lavoriamo insieme da tre anni».

Siete la quarta difesa più battuta del campionato: che spiegazione si dà?

«Siamo una squadra molto giovane e per diversi di noi è la prima esperienza in questa categoria. Nel corso della stagione capita a tutti di commettere errori che possono portare a subire gol. Fa parte del percorso di crescita».

Sabato arriva la Torres: che partita sarà?

«Conosciamo i nostri mezzi e lavoriamo duramente durante la settimana. Un pizzico di tensione è normale, perché si tratta di una gara cruciale per la nostra stagione. Dobbiamo giocare come sappiamo per portare a casa tre punti fondamentali in ottica salvezza».

La parata più difficile della stagione? E l’errore che le pesa di più?

«La parata più difficile, secondo me, è stata sul colpo di testa di Capuano nella gara d’andata contro la Ternana. Gli errori più gravi, invece, le uscite sbagliate contro Ascoli e Guidonia. L’attaccante che mi ha impressionato maggiormente? Pattarello dell’Arezzo: è fuori categoria».