Forlì, Onofri si presenta: “Questo è l’ambiente giusto per crescere!”

Appena arrivato in prestito dallo Spezia fino al termine della stagione, il classe 2004 Matteo Onofri è pronto per la nuova esperienza in Serie C con la maglia del Forlì. Dopo aver giocato soltanto 80’ in Coppa Italia, il difensore ex Ravenna, reduce da una stagione positiva in Serie D con 5 gol e 5 assist, sarà a disposizione di mister Miramari per la seconda parte del campionato.

Quali sono le sue caratteristiche principali?

”Mi reputo forte nel gioco aereo e nelle letture difensive, cerco sempre di leggere il gioco in anticipo. L’anno scorso ho avuto la fortuna di segnare diversi gol, anche se difensivamente devo migliorare nella rapidità degli appoggi e nella gestione del pallone. Tuttavia, credo che questa sia la realtà giusta in cui crescere anche sotto questi punti di vista.”

Un suo idolo a cui ruberebbe qualcosa?

”Non ne ho uno in particolare. In generale, mi piacciono i difensori aggressivi che cercano di leggere le situazioni in anticipo o comunque che rispettano le mie caratteristiche.”

Aspettative su questo nuovo capitolo della sua carriera?

”Conoscevo sia il direttore sia l’allenatore, di quest’ultimo apprezzavo soprattutto l’idea di calcio: è stato un fattore determinante, oltre alla vicinanza a casa. Cercherò di imparare il più possibile, è il primo anno che affronto la categoria. Tra i professionisti ho disputato una sola gara, quindi è una bella opportunità giocare in Serie C. Non vedo questo trasferimento come un passo indietro, ma come uno in avanti. Inizialmente dovevo essere girato in prestito, ma sono state fatte altre valutazioni da parte della società.”

Come ha vissuto il salto dalla D alla B? Quali differenze ha riscontrato?

”Ovviamente inizialmente ho fatto fatica, serviva un periodo di assestamento e dopo diversi allenamenti, grazie anche all’aiuto della squadra sono riuscito a trovare il ritmo giusto. Le differenze sia tecniche che fisiche rispetto alla D sono ampie, anche a causa dell’altissima intensità.”

Quanto sarà difficile inserirsi in una squadra a campionato in corsa?

”Non mi era mai capitato di cambiare squadra a gennaio; penso che l’inserimento venga dettato anche dal gruppo e ho avuto la fortuna di conoscere ragazzi giovani, con grandi idee: sono stato accolto calorosamente. Ho solo effettuato un paio di allenamenti, dovrò imparare schemi e situazioni di gioco nuovi per inserirmi correttamente in questo nuovo meccanismo. La concorrenza? Ho diversi compagni di reparto con esperienza in categoria; lavoreremo tutti per mettere in difficoltà il mister con le scelte.”

La scelta del numero di maglia a cosa è dovuta?

”Ho scelto il 36 perché è l’anno di nascita di mia nonna, che è venuta a mancare da poco. Ha sempre avuto il sogno di vedermi giocare tra i professionisti quindi il numero è un modo per sentirla sempre vicino a me.”