Se è vero che una rondine non fa primavera, allo stesso modo sarebbe sbagliato fare drammi dopo una sconfitta. Per quanto pesante – contro un’avversaria non da zona playoff – e netta in termini assoluti, far scattare processi dopo appena 40′ di gioco sarebbe ingeneroso. Di certo c’è che il ko del PalaRadi di Cremona ha confermato le persistenti difficoltà in cui la Pallacanestro 2.015 si è imbattuta nel corso del precampionato. Le scorie delle fatiche estive si fanno fisiologicamente sentire, però lo staff tecnico ha ancora una discreta mole di lavoro da dover portare a termine. Innanzitutto in termini di costruzione di una identità di squadra. Pensare di aver già trovato la quadra dopo appena un mese di lavoro in gruppo sarebbe irrealistico. Però è vero che Forlì, al debutto, ha schierato un quintetto base per tre quinti uguale a quello della scorsa stagione, dunque piuttosto a suo agio con i dettami dello staff tecnico, e viceversa. In più, un ‘arcinoto’ Kadeem Allen che ha subito lanciato lampi dei suoi, a dir poco preziosi. Le certezze, in realtà, non si sono dimostrate così granitiche. Perché Harper ha giostrato per larghissimi tratti nel ruolo di playmaker occulto della squadra, peraltro con esiti non sempre brillanti. Gaspardo è partito in quinta per poi scendere a più miti consigli e giocare più di spada che di fioretto. Finendo per coprire ‘buchi’ dei compagni di reparto e chiudere il match giocando nel ruolo di centro. Uno spartito già suonato a lungo anche nello scorso campionato, al pari della gestione di Del Chiaro (in questa stagione non sarà l’ago della bilancia ma qualcosa di molto simile) nell’arco del match. Tavernelli, in uscita dalla panchina, non ha inciso in alcun modo. Insomma, l’aiuto dello ‘zoccolo duro’ biancorosso è ancora latitante, il talento assortito del reparto esterni tricolore non è sbocciato (10 punti in 41′ complessivi per Aradori e Pepe) e i lunghi di ricambio sono apparsi in grande sofferenza (virgola in 31′ per Masciadri e Gazzotti, collezionando un -32 complessivo di plus/minus). Il potenziale vantaggio competitivo su cui la Pallacanestro 2.015 poteva potenzialmente contare in avvio non si è concretizzato. A maggior ragione se prendiamo in considerazione pure la Final Four di Supercoppa del PalaDeAndrè. Ruvo di Puglia sarà un’occasione da non fallire, perché poi il calendario comincia a presentare il conto. E la stessa Forlì deve cominciare a mostrare progressi.