La puntura di spillo | Unieuro, dov’è la via di fuga?

Da apprezzare lo sforzo, ma non è bastato. Si potrebbe semplicemente sintetizzare così l’ultima apparizione della Pallacanestro 2.015, uscita con le ossa rotte anche dal confronto casalingo contro Scafati e ora fanalino di coda del campionato di serie A2. È la peggior partenza di sempre del club di viale Corridoni, che, seppur nelle fasi embrionali del campionato, si trova invischiato in una situazione del tutto inedita, dalla quale non sempre è facile uscirne con un filo di gas. Forlì, contro i campani, ha mostrato qualche ‘upgrade’ rispetto alle precedenti uscite. Innanzitutto a livello emotivo e mentale, provando così a colmare alcune pesanti lacune palesate. Però a strappare il referto rosa è stato ancora una volta l’avversaria di turno. Vuoi per alcuni fasi di gioco appannate (il terzo quarto si è rivelato ancora una volta micidiale), vuoi per alcuni episodi che nel finale hanno punito Forlì. O, per meglio dire, che i biancorossi hanno cercato, come la palla persa di Harper e il banale appoggio fallito da Gaspardo. Sta di fatto che per l’Unieuro è arrivata la quinta sconfitta in sei partite e l’appuntamento con la ‘ripartenza’ è stato spinto ulteriormente più in là. Possibilmente nell’anticipo della settima giornata in casa della capolista Brindisi (ahia). Già, ma come ripartire? Per certo non intervenendo sul mercato, perlomeno non nell’immediato. È storicamente la soluzione più semplice e alla portata con cui provare ad invertire la tendenza negativa. Ma non è una soluzione all’orizzonte in casa forlivese, anche soltanto per questioni regolamentari ‘stringenti’. L’unica soluzione reale, dunque, è far quadrato e trovare spunti positivi dall’attuale composizione del roster. Con l’impellente urgenza di mettere in moto elementi senza i quali la strada della Pallacanestro 2.015 si fa maledettamente stretta. Pietro Aradori è l’indiziato numero uno, ma anche Raphael Gaspardo è chiamato a sfoggiare rapidamente lo smalto dei giorni migliori. Solo in questo modo Forlì potrà mascherare alcune mancanze strutturali ed imbastire qualcosa di interessante. Per lasciarsi alle spalle la zona rossa della classifica il prima possibile, e poi chissà. Ora, però, è soltanto tempo di rimboccarsi le maniche e lottare nel fango.