L’Unieuro affila le armi e Dell’Agnello sprona: «Dobbiamo essere esigenti con noi stessi»

Vincere o perdere pesa doppio. Perché tra Forlì e Udine non può essere diversamente e non può esserlo soprattutto in questa fase della stagione con le squadre distanziate di appena due punti in classifica, il doppio confronto che può oscillare a vantaggio dell’una o dell’altra e l’altalena psicologica delle due formazioni che ne subirebbe inevitabilmente una spinta o verso l’alto o con il sedere all’indietro.

Un match, quello di domani, verso il quale coach Sandro Dell’Agnello cerca di tenere il profilo basso, concentrandosi esclusivamente su aspetto tattici. Vero è che sotto il profilo del “mood” di questa sfida, qualcosa di specifico ne esce inevitabilmente fuori.

«È un momento nel quale dobbiamo essere molto esigenti con noi stessi perché questo ci aiuta a limitare gli alti e bassi che abbiamo e che tutti hanno, Ravenna a parte. Non è un mettere le mani avanti il mio, ma solo constatare che così è in un torneo dove l’equilibrio è massimo e la competitività altissima in ogni partita. E’ la stranezza e la bellezza al contempo, di questa stagione».

Constatarlo significa che domani si sfidano due personaggi in cerca d’autore. Due realtà che vogliono risposte in una fase difficilmente etichettabile del loro percorso. La Pallacanestro 2.015 come arriva a questo appuntamento?

«Con un segnale molto positivo che abbiamo dato a San Severo. È stato un successo che ha infuso in me molta più fiducia rispetto a quello, raggiunto in modo spettacolare, contro Imola. In quell’occasione andò dall’inizio tutto sin troppo bene, mentre domenica giocavamo in un campo dove tutti hanno faticato e il sapere di dovere vincere ha aumentato le difficoltà. Avere vinto soffrendo, in una serata dove tante cose non hanno girato nel modo giusto, lo considero un segnale ottimo».

Passiamo all’aspetto fisico. Quella che scenderà in campo domani è una Forlì in ripresa?

«Maurice Watson ha subito a San Severo un colpo al ginocchio e ha saltato tre allenamenti, ma ci sarà. Tommaso Oxilia valuterò anche sulla base dell’andamento della gara perché la settimana scorsa l’avevo visto in difficoltà durante la settimana e ho preferito lasciarlo a riposo. In questa fase bisogna capire che la condizione fisica da ritrovare passa anche da momenti difficili.

Su Klaudio Ndoja che abbiamo visto poco sinora, dico invece che in settimana è stato più brillante. Sta ritrovando il ritmo del gioco che non è certo semplice dopo un periodo di stop. Correre e fare le ripetute è ben diverso che allenarsi coi compagni e giocare, ma se ancora non so dire quando sarà al 100%, sono comunque convinto che ci siamo vicini».

Chiudiamo con Udine. Come va affrontata?

«Giochiamo contro la migliore squadra nella percentuale di tiro da tre punti. Di gran lunga. Questo significa che tra lei e una formazione “normale”, ballano già 6 punti. Dovremo stare molto attenti sapendo che i vantaggi per questi tiri se li prendono spesso dal pick and roll. E poi c’è anche il gioco interno con uno dei pacchetti lunghi più nutrito e tatticamente duttile del campionato. Dovremo fare molta attenzione a rimbalzo anche se è vero che, in fin dei conti, sotto questo aspetto abbiamo sofferto solo a San Severo.

È una partita importante come lo saranno tutte d’ora in poi e la posta in palio è significativa. Lo sappiamo noi, lo sanno i nostri avversari e lo sa pure il pubblico. Sono sicuro ci darà una grande mano come sempre».