Miramari amaro dopo il ko del “Del Duca”: “Sconfitta pesante, ora servono certezze di categoria”

Un pomeriggio complicato

Al termine della sfida dell’Immacolata al “Del Duca”, chiusa con una sconfitta pesante sia nel punteggio che nell’andamento, Alessandro Miramari non cerca scuse. Il suo Forlì esce battuto con nettezza dall’Ascoli e allunga a cinque la striscia di gare senza vittoria. Un campanello d’allarme che il tecnico non nasconde.

“Lo sapevamo, non sarebbe stata una partita semplice,” esordisce Miramari. “Il Forlì aveva provato a farla sin da subito, ma dopo il gol e l’andare della partita non siamo stati premiati. Qui ad Ascoli è sempre difficile uscire con punti, e quando vai sotto contro una squadra che offre un calcio di qualità, diventa complicatissimo: si aprono spazi, inizi a girare a vuoto e rischi di imbarcare.”

“La strada è giusta, ma servono giocatori di categoria”

Nonostante il momento negativo, l’allenatore sottolinea la necessità di continuare a lavorare sull’identità della squadra. “Sì, è la strada giusta. Però i chilometri di volo contano. Se finisci una partita così con otto under è complicato fare risultato. Bene la prospettiva dei giovani, ma abbiamo bisogno anche di qualcosa d’altro: servono giocatori di categoria, che sappiano cosa fare in campi come questi.”

Un messaggio chiaro alla società e all’ambiente: entusiasmo sì, ma ora occorre anche esperienza per uscire dalle sabbie mobili.

Settimana corta, obiettivo ossigeno

Il calendario non concede tregua, con una settimana corta e un’altra gara delicata già all’orizzonte. L’allenatore Forlivese lo sa bene: “Per noi tutte le partite valgono punti. Abbiamo bisogno di tornare a farli, diventano ossigeno puro in un momento in cui stiamo raccogliendo pochissimo. Ci proveremo, fino alla fine.”

La sensazione è che la sfida in arrivo possa diventare crocevia di un periodo che rischia di diventare pesante sotto l’aspetto mentale prima ancora che tecnico.

Difesa inesperta e letture sbagliate

Il tecnico analizza anche gli episodi che hanno indirizzato la partita, partendo dalle incertezze difensive: “Sapevamo che l’Ascoli difficilmente avrebbe giocato lungo. Ci siamo fatti male da soli: erano palloni semplici da leggere, e in tutti i casi eravamo in vantaggio nelle letture. Presentare una linea difensiva con cinque ragazzi fa la differenza contro una squadra ben allenata e con giocatori di alto livello.”

Parole che confermano come l’inesperienza, al momento, pesi più del previsto.

Il rigore e un episodio difficile da valutare

Un passaggio anche sul rigore che ha chiuso la partita: “La palla colpita si è vista bene, ma pensavamo fosse già uscita. Se fosse fuori, il fallo non sarebbe più punibile. Ma senza strumenti tridimensionali è impossibile definire la posizione esatta. L’arbitro ha mantenuto la decisione di campo perché non aveva oggettività per cambiarla. Forse sarebbe cambiato poco.”

Serve una scossa

Il Forlì esce dal “Del Duca” con più dubbi che certezze. Cinque gare senza vittoria e una sconfitta pesante, anche nei contenuti, aprono inevitabilmente le riflessioni in casa biancorossa.

Il mister biancorosso, però, prova a tenere unito il gruppo: “Non ci siamo snaturati. Continuiamo a provarci. Ma adesso servono punti e maturità.”

Il segnale è forte e chiaro: per ripartire servono esperienza, attenzione e una reazione immediata. Le prossime gare diranno se il Forlì saprà voltare pagina.