Dopo oltre un decennio, il Mondiale torna a partire dal Bahrain. Prima tappa di questa stagione 2021 che cerca di ritrovare una normalità persa nelle montagne russe organizzative di quella appena passata, segnata dall’emergenza Covid. Il circuito di Sakhir, che ha ospitato a inizio mese le tre giornate di pre-season testing, non fa nulla per nascondere la sua vicinanza al deserto: un vento costantemente oltre i 15 km/h e il conseguente apporto di sabbia sulla pista hanno aggiunto un’ulteriore incognita per i teams nella valutazione di assetti e gomme.
Qualifiche
È Guanyu Zhou (UNI-Virtuosi) a conquistare la prima pole position di questa stagione di F2, ripetendo l’ottima performance che lo aveva visto protagonista sempre qui lo scorso anno. Lo segue a soli 3 millesimi Lundgaard (ART Grand Prix), che riesce invece a battere sul cronometro il secondo pilota Virtuosi, Felipe Drugovich. Nannini non brilla e paga la poca confidenza con la monoposto, segnando un ventesimo tempo che lo pone comunque davanti al compagno di squadra, Deledda.

Al calar del sole è invece il turno della categoria regina, che vede quest’anno tanti nuovi volti e colori, ma macchine solo parzialmente modificate. Questa sarebbe dovuta essere, infatti, la stagione della rivoluzione regolamentare, posticipata però alla prossima a causa della pandemia. Ed ecco allora solo piccole modifiche al regolamento, con fondo piatto ridotto nella parte verso il diffusore e volume a disposizione per le prese aria freni posteriori variato. Infine, auto parzialmente congelate rispetto al 2020, col duplice intento di ridurre i costi per i team più piccoli, e salvaguardare le gomme Pirelli (comunque aggiornate) messe a durissima prova nelle scorse 15 gare dalle performance raggiunte da queste vetture.
Ma si sa, nelle corse il diavolo sta nei dettagli, e, nonostante il ridotto spazio di manovra, nel Golfo si presenta una Red Bull in grande spolvero, che riesce a piazzare un imprendibile Verstappen in pole position, davanti ad un implacabile Lewis Hamilton. Una freccia nera che sembra invece aver patito maggiormente le novità regolamentari al posteriore, ma che consente comunque a Bottas di guadagnarsi la terza piazza in griglia. Da segnalare Leclerc inaspettatamente quarto, che precede il nuovo compagno Sainz qualificato nono; una serata fortunata, o a Maranello stanno trovando le prime risposte ai troppi interrogativi della passata stagione? Perez invece non brilla nel suo nuovo sedile marcato Milton Keynes, fuori in Q2 e undicesimo in griglia.
Sprint Race 1 & 2
La prima Sprint Race vede un incredibile Lawson (Hitech), che scatta dalla seconda fila, bruciare tutti allo spegnersi del semaforo, e posizionarsi brillantemente in testa al gruppo. Alle sue spalle, rimonta a grandi falcate Daruvala (Carlin), letale soprattutto nello stint finale su gomme soft, per un finale tutto emozioni tra i due compagni nel Red Bull Junior Team. Il Kiwi si difende brillantemente; non si passa, e il gradino più alto del podio è suo. Poche piazze più indietro, altra bagarre tra compagni (di team questa volta), mentre il talentuoso Shwartzman si trova in una lotta serrata con il neo promosso compagno in Prema Racing, Oscar Piastri, campione 2020 di Formula 3.
Nannini, partito 19º (Vips viene penalizzato causa irregolarità sul fondo), non brilla, ma conduce una prima gara intelligente, macinando preziosi chilometri per entrare in confidenza con la nuova categoria, e chiude in quattordicesima piazza.
La seconda Sprint Race della giornata, invece, si gioca nella notte, sotto lo sfavillare dell’illuminazione a bordo pista. Un assaggio di F1 per i giovani piloti, che si presentano al via ancora più aggressivi che al mattino. Ed è in curva 1, infatti, che subito si accende l’azione, con Shwartzman e l’inglese Ticktum (Carlini Racing) che entrano in contatto, e si eliminano a vicenda. Nella bagarre che ne consegue, molto bravo Nannini a districarsi e non farsi sorprendere. Non perde posizioni, il team sfrutta abilmente le Safety Car (proseguono i contatti e i ritiri, tagliano il traguardo solo in 17) per sostituire le gomme, e con le soft il forlivese trova il passo giusto per chiudere in nona piazza. Ad un passo dai punti (nelle Sprint Race vengono premiati solo i primi 8), ma nondimeno una gara brillante e gestita con intelligenza. Vince Piastri [foto sotto], riconfermando quanto di buono mostrato al mattino.

Feature Race
Si torna a correre sotto al sole, per la manche principale di tutto il weekend, e mentre il vento non accenna a svanire, anzi, rinforza, la sabbia continua a velare la pista, rendendo grip e gestione gomme due grandi incognite. Incognite che il pilota romagnolo gestisce con sorprendente abilità, considerato il poco tempo trascorso su queste mescole e queste vetture. Ben gestita la partenza, tenendosi lontano dai guai (alle sue spalle Shwartzman tampona Nissany costringendolo al ritiro), e navigando in mezzo alle nuvole di sabbia sollevate dai diffusori delle auto che lo precedono.
Di nuovo, ottima strategia, che approfitta della SC chiamata in pista dal ritiro di Petecof per montare le Soft, con le quali Nannini mette a segno una serie di ottime tornate, portandosi all’undicesimo posto, subito alle spalle della lotta tutta ART tra Lundgaard e Pouchaire. Qui Matteo tenta di affondare il colpo, allargandosi sul cordolo in uscita di curva, ma non trova spazio, evita altri rischi inutili e si limita a gestire le gomme e rimanere incollato al duo. Scelta lucida, Lundgaard ha una penalità di 5”, e Nannini pur tagliando undicesimo conquista così con abilità la decima piazza e il suo primo punto in F2. Davanti, ottima vittoria di Zhou, frutto di una bella e sudata rimonta.

I ‘grandi’: la gara F1
Cala la notte, ed è il turno della categoria regina. Verstappen parte davanti; dietro, minacciose, le due frecce nere. Tante le domande, ma una su tutte: sarà ancora uno strapotere tutto tedesco, o l’Olandese Volante potrà portare una ventata di adrenalina nella contesa di questo titolo iridato? La partenza sembra voler prolungare l’agonia ed incalzare l’eccitazione dei tifosi: la Red Bull di Perez si spegne completamente durante il giro di formazione. Sembra debba ritirarsi, i commissari stanno per toccarla, poi lo schermo sul volante del messicano si riavvia, la monoposto torna in vita. Giro di formazione aggiuntivo, uno in meno per la gara, e il nuovo secondo del team Austro-Inglese parte dalla pitlane.
Si spengono i semafori, si parte, e tutto va come previsto: Verstappen glaciale, Hamilton subito ad incalzarlo. Bottas, perso, cede il passo ad un arrembante Leclerc; Mazepin, nelle retrovie, va in testacoda da solo e sbatte sul muro. Safety car, tutto da rifare, ma dopo la nuova ripartenza i valori in campo diventano chiari a tutti. Gara a sé stante per la vetta, tra la Red Bull numero 3 e la Mercedes 44, mentre Bottas si riprende timidamente la terza piazza. Bella la bagarre subito alle loro spalle, che vede in questo avvio di stagione Ferrari, Mclaren, Alpine e potenzialmente anche Aston Martin molto vicine come performance. Al giro 14, la Mercedes attacca: undercut per Hamilton, su un set di Hard (unica mescola rimasta disponibile per l’inglese) e di nuovo fuori in pista. La Red Bull al giro successivo non reagisce: mossa ricca di personalità, continua con la sua strategia, giudizio rimandato al finale.
E il finale, non delude in quanto a emozioni: Verstappen rimonta a grandi falcate, e a 6 tornate dalla fine è dritto incollato agli scarichi del sette volte campione. Lo supera, in esterno di curva 4, ma troppo all’esterno: track limits, deve restituire la posizione. Vantaggio di gomma finito per l’Olandese, i due rimangono legati a filo doppio fino all’ultima curva, ma non c’è scambio, non c’è sorpasso. Hamilton conquista la prima vittoria di questo 2021, e la vetta momentanea della classifica. Una prestazione da vero campione, e il distacco rifilato al compagno di squadra sta lì proprio a dimostrarlo.

Un altro mondiale già segnato? È presto per definire le gerarchie di questa stagione, ma un barlume di sfida vera pare possa esserci, con una Red Bull davvero competitiva, addirittura dominante in alcune frazioni. E che forse deve anche riprenderci un poco la mano ad essere in questo tipo di posizione; senza dimenticare una line-up di piloti davvero di pregio, con Perez che da ultimo rimonta fino a tagliare in quinta posizione sotto la bandiera a scacchi, intascando punti preziosi per il mondiale Costruttori.
Per la Ferrari, invece, la vetta pare ancora distante; ma, fatto forse più importante, anche il baratro dello scorso anno pare esserlo, alle spalle. La sfida per il terzo posto pare più interessante e aperta che mai.