E’ stata una battaglia, dura e spigolosa come solo le partite di play-off sanno essere. Se possibile gara 5, mercoledì sera al PalaSojourner – obbligo esserci: son 3 ore e mezza di E45 in fondo, mica la transiberiana – a Rieti sarà forse peggio. Coach Marcelo Nicola lo sa bene: “E’ stata una partita di play-off vera, incerta fino alla fine. Bravi noi a non mollare anche quando ci siamo trovati sotto di 12 punti. E’ stato molto importante l’aiuto del nostro pubblico che ci ha spinto a crederci; un connubio coi ragazzi che ci ha spinto a fare canestri pesanti. La svolta? Abbiamo trovato risorse caratteriali, il tifo e un attacco finalmente fluido. Avessimo continuato a segnare 14 punti, come nel primo quarto, sarebbe stato quasi impossibile vincere contro una squadra così fisica. Abbiamo iniziato a correre, trovando qualche tiro più veloce, più aggressivo, in contropiede, con pochi secondi giocati.” Nonostante le sfuriate di Antino Jackson (nel bene e nel male), l’Unieuro ha raccolto buoni frutti anche dalle difese allungate. Seppur solo nel finale: “Abbiamo cercato di essere più energici, con Carenza e Jones che si aprivano è stato più facile seguirli. Cosa ci serve mercoledì? Crederci, nient’altro. Ci vuole mente libera, non come a inizio gara. Dobbiamo esser pronti perché sarà una guerra, Rieti la metterà sulla fisicità e l’energia. Dobbiamo esser pronti a contrastarli poi potremo far leva sulla tecnica”.
Promette battaglia Alessandro Rossi, coach NPC Rieti: “Bella patita, emozionante per chi era sugli spalti e per noi. Direi che l’abbiamo approcciata bene e questo dev’essere il punto di partenza per gara 5. Se venerdì siamo stati molli, oggi abbiamo rivisto la Rieti che ci piace. Grande merito ai ragazzi che hanno dimostrato grande abnegazione. Purtroppo non è bastato: davanti avevamo una squadra di grande talento. Sappiamo di essere questi, duri e fastidiosi; dobbiamo ripartire dal nostro DNA. Ora abbiamo davanti una difficoltà: recuperare le energie spese soprattutto stasera, sia fisiche sia psicologiche. Abbiamo poche ore per ricompattarci, recuperare la lucidità che ci è mancata nei momenti cruciali”.
