Pallacanestro 2.015 a Udine con un pieno di fiducia

Un carico di fiducia e determinazione. E’ quello che la Pallacanestro 2.015 si porta sul pullman diretto al “Carnera” di Udine dove domani alle 18 sfiderà l’Apu in un match che vale sia nell’immediato che in prospettiva futura. Una gara i cui effetti benefici in caso di vittoria sarebbero, per Forlì, decisamente superiori a quelli negativi se dovesse arrivare una sconfitta. Con la prospettiva di due gare interne consecutive con Milano e Ferrara, l’eventuale exploit in terra friulana darebbe la concreta chance di filotto (potenzialmente 5 gare) a Sandro Dell’Agnello e ai suoi ragazzi. E questo pensiero conta più della pur presente sete di rivincita dopo il ko di un mese fa in Supercoppa.

«Rispetto a quella gara siamo meno soggetti ad alti e bassi, anche se ancora ne abbiamo, e la voglia di essere protagonisti di un match importante è altissima: tutti siamo convinti di poterci prendere una rivincita sportiva e vogliamo prendercela e quindi andremo a Udine con rispetto di una squadra molto forte, tra le favorite alla promozione, ma anche con la volontà di batterla. Lo dico come l’ho detto ai miei giocatori. Certo, se non gli avessi detto che vogliamo vincere mi avrebbero preso a calci…».

Perché l’Unieuro può vincere e cosa deve fare affinché arrivi un risultato pesantissimo nell’economia del girone d’andata del campionato?

«Possiamo farcela se avremo continuità per 40 minuti. Siamo reduci da due belle vittorie che ci danno morale, ma senza togliere nulla a Orzinuovi e San Severo, il nostro avversario di domani è di rango superiore. Con Udine non puoi permetterti cali di tensione, devi essere al massimo dall’inizio alla fine. E poi c’è la questione dell’approccio iniziale: ne abbiamo parlato a lungo in settimana e come sempre ci siamo allenati duramente, ma un conto è parlare e provare le situazioni, un altro è l’impatto effettivo in partita. Iniziare ad handicap domani, sarebbe uno svantaggio enorme».

Tutti abili e arruolati i giocatori biancorossi, con Giachetti in ripresa e solo Erik Rush dolorante a una caviglia per un incidente d’allenamento. La sua presenza in campo non dovrebbe essere in dubbio, però, così come è probabile giochi anche il play dei friulani Andrea Amato, “scavigliatosi” sabato scorso a MIlano contro l’Urania.

Tatticamente il regista realizzatore dell’Apu è basilare per coach Ramagli, ma l’allenatore dell’Unieuro sa che i pericoli arriveranno da tanti giocatori e da tanti lati del campo. Non solo sotto canestro con i guizzi di Gerald Beverly, ma anche dal perimetro.

«Udine è la squadra con la migliore percentuale nel tiro da tre punti e per noi difendere bene sulla palla è imprescindibile. La chiave è limitare le fonti di gioco e presidiare l’arco perché i bianconeri hanno sempre in campo 4 giocatori molto pericolosi al tiro. Noi, comunque, non siamo da meno, perché il 35% dall’arco non sarà clamoroso, ma è una percentuale per la quale firmerei se mi dicessero che l’avrò anche a fine campionato. E comunque per Marini e Ndoja qualche situazione in più per liberarli al tiro da fuori, la creeremo».

Dulcis in fundo, lo spirito con cui Forlì affronta il big match è…?

«Di fiducia e consapevolezza. Sia delle difficoltà di questa gara, sia dell’avere noi le carte in regola per provare a fare risultato».