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Germania, terra di Marquez, si diceva. E terra di Marquez con ogni probabilità sarà, perché il campione del mondo in carica nel venerdì delle prove libere ha immediatamente fatto la voce grossa, scandendo il ritmo e finendo davanti a tutti nelle FP2. Davvero imprendibile la Honda dello spagnolo, unico a scendere sotto il muro dell’1’21” (in 1’20″705), riuscendo ad abbinarci pure un fine lavoro di sviluppo. Durante la sessione ha infatti utilizzato anche un telaio con una pellicola in carbonio per modificare la rigidità del telaio stesso. Davvero spaventosa la ‘comfort zone’ di Marquez al Sachsenring.

Dietro di lui la Suzuki di Alex Rins (+0.341), quindi l’oramai certezza Fabio Quartararo (+0.360), mentre sono soltanto ottava e nona le due Ducati ufficiali, con Danilo Petrucci a precedere Andrea Dovizioso. Se il primo ha strappato soltanto in extremis un posto nei primi dieci (importante in chiave Q2 in caso di pioggia, probabile, sabato mattina), Andrea, al contrario, si è concentrato come suo solito sul lavoro in vista dell’appuntamento della domenica. Dimostrando, peraltro, passo e ritmo. Dovi ha infatti montato la mescola morbida, da tempo, soltanto a pochi minuti dalla chiusura delle FP2, strappando un comunque buono 1’21″489 che vale, appunto il 9º posto, a quasi otto decimi dalla saetta Marquez e quattro decimi e mezzo da Rins.

«Siamo riusciti a migliorare progressivamente le nostre prestazioni ma al momento non abbiamo ancora raggiunto il livello di competitività desiderato – spiega Dovizioso al termine del turno – In particolare continuiamo a faticare con la velocità a centro curva, ma non sono preoccupato perché è soltanto venerdì ed abbiamo ancora tempo per lavorare sulla moto. Non sono riuscito a fare un giro lanciato ‘pulito’, anche perché sto ancora faticando un po’ per un problema dovuto ad una piccola contusione alla schiena e sul finale ho preferito non forzare troppo e preservarmi per il resto del weekend. Sicuramente saremo più veloci domattina, ma lo saranno anche i nostri rivali. Dobbiamo semplicemente restare concentrati e continuare a lavorare, sulla costanza prima ancora che sulla velocità pura, perché la gara ha 30 giri».