Sandro Dell’Agnello esalta la solidità della sua Unieuro

Ci sono vittorie che, per il momento della stagione nelle quali arrivano, il luogo dove si configurano e il modo in cui maturano, valgono il doppio delle altre e lasciano dietro di sè una scia di sensazioni positive in proiezione futura. La vittoria della Pallacanestro 2.015 a Ferrara è una di queste. Avere vinto controllando sempre il match, in casa di una formazione in piena salute e che, tra le mura amiche, aveva fatto esultare solo Ravenna, ha un valore enorme. Oggi e pensando al domani.

Un successo frutto di tanti fattori e con tanti protagonisti. Pubblico compreso, cui il coach biancorosso, Sandro Dell’Agnello, dedica un applauso.

«È stato bellissimo vivere una partita così, in un ambiente molto caldo, con un pubblico straordinario che ci ha seguito da Forlì e sostenuto in modo straordinario per tutto il match.

Prima di scendere in campo avevo chiesto ai miei giocatori di venire qui a fare una partita fisica contro la squadra più fisica del nostro girone e i ragazzi da questo punto di vista hanno dato tutto quello che avevano, riuscendo persino a vincere contro Ferrara quella battaglia a rimbalzo che ultimamente ci aveva visto soffrire un po’ troppo. Abbiamo avuto per 40 minuti il giusto atteggiamento, non preoccupandoci del fatto che un pallone potesse entrare od uscire».

L’atteggiamento è sempre quello che fa la differenza. Anche le scelte tattiche, però, hanno pagato. Insomma, il piano perfettamente seguito per una domenica quaasi perfetta.

«Avevamo scelto di rischiare qualcosa sul tiro da tre per chiudere l’area e ci siamo riusciti abbastanza bene e poi dovevamo togliere a Ferrara il contropiede cercando di non forzare i tiri in attacco e rientrare con intelligenza in difesa. Bravi i miei ragazzi che lo hanno fatto mettendo sempre il corpo davanti e hanno tenuto a 72 punti la terza in classifica.

Abbiamo avuto solo un momento a cavallo tra terzo e quarto periodo in cui, a causa di 16 palle perse, troppe, abbiamo concesso punti che potevano ridare fiducia ai nostri avversari. E’ stato l’unico periodo di vera difficoltà che abbiamo avuto».

Non serve aggiungere molto altro. Una prestazione di grande solidità collettiva, che dà al coach l’immagine della squadra che voleva. Quattro vittorie in fila dopo lo scivolone con Orzinuovi sono una reazione da squadra di rango e spessore.

«È stata una bella battaglia, Ferrara era un cliente ostico e adesso riposiamoci un giorno e mezzo per poi prepararci alla prossima gara con Mantova. La squadra negli ultimi due mesi è stata spesso solida, a parte la buccia di banana sulla quale siamo scivolati. Nove vittorie in undici gare lo dicono, ma oggi il messaggio più bello che arriva è quello di una squadra consistente e questo dà molta fiducia all’interno dello spogliatoio».

Quello nel quale anche chi gioca un primo tempo decisamente di basso profilo, ha poi la forza di essere protagonista assoluto negli ultimi 6′. Il riferimento a Maurice Watson non è casuale… Però come dimenticare Giachetti, Marini, Oxilia….

«È stata una vittoria di squadra, non mi piace parlare troppo dei singoli, ma è vero che Watson nel secondo tempo è stato molto incisivo e bravo a non scoraggiarsi anche davanti ai problemi di falli che avevamo messo in preventivo perché in un match fisico devi anche spendere qualche fallo in più. Oggi ho visto tutta la squadra viva, presente, concentrata».

Al tecnico della Pallacanestro 2.015 fa eco la controparte ferrarese, coach Spiro Leka, che rende onore al roster biancorosso senza sminuire, al tempo stesso, la prova dei suoi.

«Sono onesto se dico che vedo il bicchiere mezzo pieno. Abbiamo tenuto testa a una squadra che sa sfruttare la propria profondità più di chiunque. Purtroppo giocare sui nostri standard contro Forlì non poteva bastare. Bravi loro a chiudere bene su Baldassarre e a rispondere alla nostra fisicità. C’è il rammarico per alcuni canestri subiti su secondo tiro e mi vengono in mente almeno 6 contropiedi facili lasciati sul ferro, ma questo è il basket: ti punisce sempre. Usciamo a testa alta stasera, da domani invece testa bassa e lavorare in vista della prossima partita perché restiamo una squadra nata per salvarsi che ora culla il sogno playoff. Ebeling tra i migliori? Da lui pretendo molto di più, ha grandi potenzialità inespresse»