FERRARA. San Severo, Udine, Milano, Ferrara: la Pallacanestro 2.015 è tornata il rullo compressore visto negli scorsi mesi ed infila la quarta vittoria di fila. Un successo pesantissimo, quello ottenuto in terra estense per 82-75, che regala ai biancorossi il secondo posto a +4 sulle dirette inseguitrici (in attesa di Mantova: giocherà mercoledì e domenica prossima sbarcherà in via Punta di Ferro) con tanto di titolo di anti-Ravenna, nonostante i bizantini siano sempre più in fuga.
La vittoria del MF Palace, però, va ben oltre gli stretti risvolti di classifica. Già, perché l’Unieuro è stata autrice di una prova praticamente perfetta in ogni aspetto, menando le danze dall’inizio sino alla sirena finale e mantenendo sempre gli avversari a distanza di sicurezza. Un’affermazione che ha evidenziato il maggior spessore tecnico dei biancorossi su di un avversario in grande forma, finora imbattibile tra le mura amiche (a Ferrara aveva vinto solo l’OraSì), in quella che è stata una solida prova di forza bella e buona. Rispettando cioè alla perfezione il piano partita: mandare gli avversari nel pitturato e lì contenerli alla grande, concedendo il meno possibile dalla lunga distanza. Tutto secondo i piani, in virtù di un’eccellente prestazione corale, per due punti davvero pesantissimi.
Ciononostante, le battute iniziali del match sono all’insegna del grande equilibrio, col 2+1 di Fantoni che dà anzi una piccola ‘spinta’ (8-5) ai padroni di casa. Forlì, però, nonostante qualche possesso pasticciato e un Klaudio Ndoja da 0/3 al tiro nei primi minuti, riesce subito a scavare un piccolo solco. Con un paio di transizioni ben giocate e realizzate da Benvenuti e Marini, infatti, i biancorossi inchiodano uno 0-7 che vale il +4 (8-12). Il Kleb si riporta sotto con Fantoni e Baldassarre, ma è un positivo Oxilia che a 7’10” riporta avanti i suoi: 11-16. Wiggs e quindi Campbell entrano finalmente in partita da una parte, Bruttini e Rush arrivano al ferro senza eccessive preoccupazioni dall’altra: a 13’45” l’equilibrio è totale, col punteggio fermo sul 27-27. Prima che entri in ritmo il ‘solito’ Jacopo Giachetti, che si prende per intero la fase centrale del secondo periodo alla sua maniera. Segnando cioè ben 10 punti in poco più di 4′, in ogni salsa (tripla dopo un bel recupero, arresto e tiro, un gioco da tre punti arrivando come un missile a canestro: il repertorio è davvero completo) e dando il ‘la’ alla prima vera fuga della partita. Col senno di poi decisiva. Sì, perché anche in difesa l’Unieuro è davvero solida ed intensa, tra aiuti e raddoppi assortiti sotto canestro e tiratori avversari ben ‘murati’, e un nuovo parziale di 0-7 vale il +8 siglato da Rush a 17’10”. Ferrara non è precisa dalla lunetta (11/17 nei primi 20′) e così Ndoja ha l’occasione di regalare a Forlì la doppia cifra di vantaggio (33-43), ‘confermato’ dalla tripla di tabella di Petrovic a 6″ dalla sirena che sigilla un primo tempo pressoché perfetto da parte degli ospiti.

Al rientro dagli spogliatoi Ferrara si presenta più pimpante ed energica, col fallo tecnico fischiato a Rush pare sul punto di poter prendere il sopravvento sul match, ma è qui che Watson si rivela un fattore. Dopo aver passato in panchina l’intero seconda frazione, infatti, il playmaker a stelle e strisce nel terzo periodo fa ciò che gli pare e piace: canestri, invenzioni per i compagni, recuperi, belle difese. Insomma, nel +11 forlivese (40-51) mandato a bersaglio da Oxilia c’è tanto, tantissimo, Mo, che poi a 23’20” segna la tripla del 42-54, massimo vantaggio del match. Un mini-break firmato Vencato-Wiggs, dopo canestri pesanti di Fantoni, ridà fiducia a Ferrara a metà del terzo periodo (54-58), ma ci pensa capitan Giachetti a rompere ritmo e inerzia ai padroni di casa. Prima con un jumper, quindi dall’arco: canestri pesantissimi, che respingono l’assalto dei padroni di casa e lasciano all’Unieuro un certo margine di sicurezza (58-65). Così, con Ferrara che entra nei 10′ finale sul -6, Fantoni suona la carica, cerca e trova il supporto del pubblico di casa, ma è una extrema ratio e nulla più. Non è così, infatti, che si può pensare di rovinare prova e partita di una Forlì mastodontica. Marini respinge un primo tentativo avversario regalando di nuovo la doppia cifra di vantaggio ai suoi (61-71), quindi, dopo due brutte perse di Giachetti che rivitalizzano Ferrara (67-75, 33’35”) e rischiano davvero di riaprire una partita già (quasi) chiusa, l’Unieuro alza le barricate una volta per tutte. Il pitturato difensivo torna ad essere il solito fortino visto nei precedenti 25′, mentre dall’altra parte Watson e Ndoja fanno urlare di gioia i 500 tifosi forlivesi al seguito: il 68-79 con 4’10” ancora sul cronometro è un’ipoteca sulla partita. Concedendo agli estensi 8 punti nei primi 9′ dell’ultimo periodo (appena un punto nell’arco di 5′), del resto, tutto è più facile.
Feli Pharma Ferrara – Unieuro Forlì 75 – 82
(17-20, 36-46, 61-67)
FERRARA – Wiggs 19 (4/10, 2/5), Vencato 6 (1/4, 1/4), Fantoni 16 (6/9), Ramazziotti ne, Baldassarre 3 (0/3, 0/3), Beretta, Panni 6 (1/2, 1/3), Buffo, Balducci ne, Campbell 15 (5/7, 1/2), Ebeling 10 (4/4, 0/3). All. Leka.
Tiri da 2: 21/39 (54%) – Tiri da 3: 5/20 (25%) – Tiri Liberi: 18/27 (67%) – Rimbalzi: 31, offensivi 6
FORLÌ – Rush 10 (2/4, 2/6), Kitsing ne, Giachetti 17 (4/7, 2/3), Campori, Watson 12 (4/5, 1/2), Petrovic 3 (1/1 da 3), Marini 14 (3/5, 1/4), Cinti ne, Oxilia 8 (3/4), Benvenuti 4 (2/4, 0/1), Bruttini 8 (3/6), Ndoja 6 (2/6, 0/4). All. Dell’Agnello.
Tiri da 2: 23/41 (56%) – Tiri da 3: 7/21 (33%) – Tiri Liberi: 15/18 (83%) – Rimbalzi: 39, offensivi 8 – Fuori per Falli: Benvenuti

LE PAGELLE
Rush 7. ‘Zavorrato’ dai falli (solo 26’ in campo), è autore di una prova pratica e di grande sostanza. Parte un po’ sottotono, poi cresce alla distanza e va all’intervallo già in doppia cifra. Non vede la retina nel secondo tempo, quando però si fa valere nella propria metà campo e sotto i tabelloni (8 rimbalzi).
Giachetti 7,5. Top scorer biancorosso a quota 17 punti, mette i ‘soliti’ canestri importanti quando conta. Segnando cioè ben 10 punti nell’arco poco più di 4’ nel secondo periodo, quindi togliendo le castagne dal fuoco a fine terzo quarto con 7 punti di fila. Unico neo del match le 7 perse, di cui 2 consecutive nel clou dell’ultima frazione.
Campori 6. Si ritaglia 6’ abbondanti nel secondo periodo: un recupero e un assist.
Watson 8. Si prende la palma di migliore in campo dei suoi. Passare l’intero secondo quarto in panchina (in seguito ad un colpo ricevuto?), infatti, ha portato i suoi frutti. Sì, perché nel secondo tempo, di fatto, l’ha svoltata lui, ‘chiudendo’ una prova eccellente in appena 18’ di utilizzo. 12 punti (5/7 al tiro), 4 assist, 2 recuperi, facendo sempre la cosa giusta al momento giusto. Dopo la pausa lunga tiene in mano le redini della squadra come mai.
Petrovic 6. Fa il suo egregiamente, infilando la bomba del +10 di tabella a fine secondo quarto.
Marini 7,5. Dimenticare la brillante prova offensiva di Milano e rimboccarsi le maniche in difesa in aiuto dei lunghi (ma non solo): compito rispettato alla grande. Chiude comunque in doppia cifra (14), ma è nella propria metà campo che dà il meglio di sé e compie un altro step nella sua ‘evoluzione’.
Oxilia 7,5. Non impiegato nell’ultima frazione, ma in precedenza è totale. Utilizzato ampiamente anche nel ruolo di playmaker, trova il canestro con continuità e ‘strappa’ la bellezza di ben 8 rimbalzi. Tassello importantissimo nello scacchiere.
Benvenuti 6,5. Tra i suoi è probabilmente quello che trova maggiori difficoltà a ‘sintonizzarsi’ col match. Fatica a trovare la quadra, anche se non esista a sporcarsi le mani e far valere la propria fisicità. Esce per falli.
Bruttini 7. Ingaggia un duello alla rusticana con Fantoni sotto le plance, dal quale ne esce sconfitto ma solo a livello statistico. La sua, in realtà, è una prova energica ma soprattutto costante: nelle difficoltà ferraresi c’è parecchio del suo.
Ndoja 6,5. In evidente crescita a livello di condizione fisica, dà il proprio importante contributo in fase difensiva. A far da contraltare, però, c’è un tiro ancora tutto da sistemare: 2/10, di cui 0/4 dalla lunga distanza.