Sandro Dell’Agnello si gode la sua “turbo-Unieuro”

Questa volta Sandro Dell’Agnello se la gode davvero la vittoria. Pienamente. Certo, avrebbe da dire sull’avvio ancora una volta slow motion dei suoi (e lo dice), potrebbe stigmatizzare il solito calo di tensione sul +20, ma quando vinci segnando 104 punti e mandando 7 uomini in doppia cifra, ne vale la pena? No. E infatti il tecnico dell’Unieuro è prodigo di elogi per i suoi ragazzi che, pur soffrendo a rimbalzo, smentiscono in una gara di avere una idiosincrasia per il tiro da fuori e che ci siano problemi di convivenza tra Giachetti e Watson Jr.

Perché in fin dei conti nello sport, tanto più dopo un mese di campionato, i “giudizi universali” emessi dopo una vittoria o una sconfitta – e quindi sia i giudizi positivi che quelli tranchant – hanno davvero poco senso,

«Abbiamo fatto una partita importantissima in attacco contro una delle migliori difese del campionato e mi piace vedere i miei giocatori avere voglia di passarsi la palla per tutti i 40 minuti senza dare punti di riferimento. Doppiamente bravi perché la partenza che abbiamo avuto è stata assolutamente inadeguata e ha messo la gara in salita ed era pericoloso con una squadra del genere. Lasciare 17 punti in 5′ non è possibile, ma dopo una prova come questa c’è solo da essere soddisfatti perché le classifiche vere sono quelle che decreta il campo e Ferrara sino ad oggi era la capolista e noi l’abbiamo battuta».

La svolta quando Dell’Agnello ha inserito Giachetti (sontuoso), Benvenuti (alla prova di campionato più convincente) e Luca Campori. E proprio sulla guardia forlimpopolese il coach spende parole di vera approvazione

«Campori è stato fondamentale quando è entrato. C’è voluto un po’ di coraggio a inserirlo subito, ma tanto in quel momento stava grandinando e più che lasciarci sommergere dalla grandine era il caso di aprire qualche ombrello. Ha cambiato il volto della partita giocando duro e sono contento per lui perché si allena forte tutti i giorni della settimana pur non avendo esperienza e talento di altri suoi compagni. Oggi è stato importantissimo».

Da quel momento si è vista davvero una bella Forlì, soprattutto quando è riuscita a velocizzare il gioco, sia facendo contropiede, sia muovendo velocemente palle e uomini a difesa schierata.

«E’ quello che cerchiamo di fare tutti i giorni in allenamento e che la domenica, anche perché ci sono gli avversari a provare a impedirtelo, non sempre è facile attuare. In questa Unieuro ci sono tanti ottimi giocatori d’attacco, non c’è Ronaldo che fa tre gol a partita, ma se ci passiamo la palla, un giorno tocca a me essere protagonista e un altro giorno a te. Deve essere il leit motiv dell’attacco e oggi l’abbiamo fatto con più continuità. Però….».

Ecco, c’era da immaginarselo. Con Dell’Agnello un “però” c’è sempre. Quale?

«Siamo una squadra che può subire meno di 90 punti in una partita e questa volta siamo andati sotto a rimbalzo concedendone 14 offensivi a Ferrara. E’ stata la prima volta, però, in 6 gare».