Ancora poche ore separano Andrea Schiumarini e il fido navigatore Enrico Gaspari dal debutto nella 42ª edizione della Dakar. Un autentico déjà vu per il primo, alla seconda partecipazione consecutiva alla corsa dopo avervi partecipato lo scorso anno in Perù, una ‘prima’ indimenticabile per il secondo, da sempre appassionato delle quattro ruote ma mai impegnato in corse di questa portata, nonostante sia un grande esperto di ambienti desertici.
Sì, proprio il deserto, perché la Dakar 2020, il raid per eccellenza più famoso del mondo, per la prima volta nella sua storia fa tappa in Asia (terzo continente ‘toccato’ nella sua storia, dopo Africa e Sud America; l’Europa, in passato, ospitava solo tappe di trasferimento), girando in lungo e in largo niente di meno che l’Arabia Saudita. Un vero e proprio inedito, dunque, tanto emozionante quanto più imprevedibile per chiunque. Per la prima volta si correrà infatti su terreni più o meno sconosciuti a tutti i partecipanti, anche per i più esperti del ‘gruppone’.
Dodici le tappe in programma, per un totale di 7.857 chilometri, di cui ben 5.116 dedicati a prove speciali. Partenza da Jeddah nella mattinata di domenica, con la prima frazione subito piuttosto impegnativa: ben 752km in programma, nello spostamento verso nord della carovana in direzione di Al-Wajh. Da lì altre cinque tappe fino a raggiungere, venerdì 10, la capitale araba Riyadh, dove sabato prossimo si tireranno i remi in barca per il ‘classico’ giorno di riposo. Quindi il rush finale verso Qiddiya, luogo di arrivo il prossimo venerdì 17 gennaio dopo aver corso gli ultimi 447km previsti.

Un’estenuante cavalcata tutta da vivere, dunque, ‘in compagnia’ del duo forlivese formato da Schiumarini e Gaspari, pronti a dare battaglia tappa dopo tappa ai big della corsa (presente, con ambizioni di vittoria, anche un certo Fernando Alonso). I due tenteranno l’impresa a bordo di un Mitsubishi Pajero Diesel, sfoggiando i colori del valido R-Team, che li assisterà a stretto contatto con un team composto da ben diciotto persone e tre mezzi di assistenza. L’obiettivo, chiaramente, è quello di raggiungere il traguardo finale, anche se l’ambizione nascosta (ma non troppo) di Schiumarini è di migliorare il proprio risultato personale conquistato lo scorso anno. Entrare nei top 50 della Dakar 2020, insomma, sarebbe davvero un sogno.