Battute conclusive per la Dakar 2020, giunta alla penultima tappa. Una frazione che si è rivelata difficile per tutti, estremamente tecnica e per piloti di esperienza. Lo Stage 11, seconda parte della tappa Marathon, si è svolto in pieno deserto del Rub Al Khali su un totale di 376 chilometri di prova speciale. Un percorso tra dune e sabbia che anche i piloti ufficiali hanno confermato essere stato tra i più duri di tutto il rally.
Una tappa decisamente complicata anche per il team forlivese formato da Andrea Schiumarini ed Enrico Gaspari, che riescono a chiudere il giovedì poco prima del tempo massimo a causa di un problema meccanico. Una Dakar per i due piloti che si è rivelata molto difficile, soprattutto per questa prova che da regolamento vieta l’intervento dei meccanici fino all’arrivo al bivacco.
I piloti romagnoli hanno riportato un importante guasto causato da un violento atterraggio dopo una duna. «In uscita da una duna, in fase di atterraggio, abbiamo avuto un guasto all’anteriore di sinistra e questo ci è costato un ritardo di 3 ore – dichiara Andrea Schiumarini –, che abbiamo cercato di risolvere con l’aiuto del camion assistenza. Abbiamo affrontato così metà della prova speciale al buio. Nello splendore del tramonto ci siamo trovati a percorrere una vecchia pista dei petrolieri praticamente invasa dalle dune. Ogni 10 metri di strada, ce n’erano 100 di dunette da superare. Con il sole rosso che scendeva sulle creste di uno dei deserti più belli e variopinti del mondo, ho voluto immaginare quante persone, camion e barili erano transitati su questa scenografica pista».
Il raid in Arabia Saudita, dunque, è giunto al suo epilogo. Nella giornata di venerdì, infatti, si terrà la prova conclusiva di questa edizione, con i piloti chiamati ad affrontare la tappa numero 12 che li porterà da Haradh a Qiddiya. Una prova speciale di 374 chilometri su fondo misto e molto asfalto. A 20 chilometri dall’arrivo si disputerà anche una mini-speciale per il Qiddiyah Trophy, che non avrà effetti sulla classifica.