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La terza e ultima giornata di test ufficiali MotoGP a Sepang si chiude con Danilo Petrucci al comando. Ma a sorprendere sono le quattro Desmosedici in cima alla lista dei tempi (pressoché inavvicinabili per gli altri) e la nuova carena aerodinamica della Ducati, con tre appendici che degradano dal cupolino verso la parte bassa della carena. Ultima invenzione di Gigi Dall’Igna, che ha sbalordito gli addetti ai lavori reinterpretando strategicamente il nuovo regolamento sulle carene.

Ultima giornata nel segno delle Ducati, dunque, che hanno monopolizzato la testa della classifica in lungo e in largo. Dovizioso e Petrucci, oltre ad alcune simulazioni di gara ed una prova di telaio per il primo, hanno testato in particolare un profilo aerodinamico dotato di sei alette, da riprovare anche in Qatar. Danilo Petrucci segna così dunque il nuovo record del circuito, fermando le lancette a 1’58.239, mentre Dovizioso, che chiude 4º, promuove la carena ma il telaio non convince ancora: serviranno ulteriori comparazioni nel test di Losail dal 23 al 25 febbraio. Ma vedere quattro Desmosedici in vetta (Bagnaia e Miller tra le due Ducati ufficiali), tutte con diverse caratteristiche, lascia ben sperare per il futuro. Resta il solito punto debole: la percorrenza a centro curva.

Questo test non basta per capire il livello della moto – ha dichiarato Andrea Dovizioso –, anche se sono stati tre giorni davvero produttivi. Oggi era importante tornare a spingere al limite, perché quest’anno abbiamo solo due test a disposizione prima di iniziare il campionato, ed abbiamo siglato un buon crono sul giro singolo, dopo essere riusciti ieri ad essere molto costanti anche nel ‘long run’. Il fatto poi di avere diverse Ducati nelle prime posizioni è un’ulteriore conferma che la nostra base è buona. Abbiamo utilizzato anche la nuova carena, ed è stata una prova positiva. È presto per trarre conclusioni e ci resta ancora un po’ di lavoro da fare, ma sono contento dei riscontri raccolti qui ed ora continueremo a lavorare per migliorare ulteriormente. Petrucci? Ottimo tempo, forse è stato sottovalutato fino ad ora, sbagliando. Valentino? Tanto di cappello per quello che sta regalando al nostro sport e per l’impegno che ci mette a 40 anni“.