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Tra salvezza e futuro societario: il punto di Cappelli e Mariani

A pochi giorni dal big match contro l’Ascoli, il presidente del Forlì Gianfranco Cappelli e il direttore generale Matteo Mariani hanno tracciato un primo bilancio della stagione, sia sul piano sportivo che su quello societario.

Premessa sulla biglietteria

In apertura viene chiarita la situazione relativa alla biglietteria: la decisione di chiudere la vendita online e limitare l’acquisto dei biglietti è stata assunta in accordo con la Questura, dopo che alcuni tifosi ospiti avevano acquistato tagliandi in gradinata dichiarando residenze diverse. Al momento i biglietti sono acquistabili soltanto in ricevitoria e non online. Si sta inoltre valutando l’eventuale apertura anticipata del botteghino nella giornata di sabato; ogni aggiornamento sarà comunicato attraverso i canali ufficiali del Forlì calcio.

Presidente Cappelli

C’è ancora la convinzione di poter evitare i playout?

«Siamo molto fiduciosi. Il nostro obiettivo è uscire da questa situazione e raggiungere la salvezza il prima possibile. È chiaro che le numerose defezioni ci hanno creato problemi, ma l’allenatore è tranquillo, resta al suo posto e ha la piena fiducia della società. Andiamo avanti con fiducia e aspettiamo la gara con l’Ascoli cercando di offrire la miglior prestazione possibile. In generale, riusciamo a esprimerci meglio contro squadre che giocano a calcio, mentre soffriamo di più contro avversari che giocano di rimessa.»

Eventuali nuovi ingressi in società dipenderanno dalla categoria della prossima stagione?

«No. Se qualcuno è davvero disposto a dare una mano in modo serio, noi siamo aperti a valutarlo, ma il discorso non dipende dal campionato a cui parteciperemo. Io sono convinto che riusciremo a mantenere questa categoria. L’eventuale ingresso di nuove persone sarebbe legato alla volontà di far crescere ancora di più il calcio forlivese. Ribadisco però che devono essere persone serie, perché di avventurieri nel calcio ce ne sono già troppi.»

Con mister Miramari si è già parlato del futuro oppure tutto è rimandato a fine stagione?

«Ho parlato con lui anche ieri, ma il confronto è stato soprattutto sulle ultime giornate di campionato e sul percorso da fare da qui alla fine. Non abbiamo affrontato discorsi concreti sul futuro. Adesso la priorità è mettere in sicurezza la squadra e raggiungere l’obiettivo.»

Come valuta il primo anno della società tra i professionisti?

«Sono piacevolmente stupito: sono molto contento di come ci siamo mossi. Siamo entrati da dilettanti in un mondo che non avevamo mai vissuto davvero da protagonisti. Credo che il bilancio, dal punto di vista societario e organizzativo, sia positivo. Siamo stati bravi anche a trovare imprenditori che hanno creduto nel progetto e ci hanno dato una mano. Da questo punto di vista siamo cresciuti molto e, considerando che era la prima esperienza, sono soddisfatto di come ci siamo comportati.»

 

Direttore Mariani

Come legge la situazione legata alla Ternana e le possibili conseguenze sulla classifica?

«Non spetta a noi giudicare o prevedere quello che accadrà, anche perché i tempi sono ristretti. Da osservatori esterni, però, è una situazione che fa riflettere. Noi siamo una neopromossa, veniamo dai dilettanti e da tante difficoltà economiche, ma abbiamo sempre cercato di fare solo ciò che potevamo sostenere. Quando nel professionismo emergono situazioni che alterano la regolarità della competizione, è inevitabile porsi delle domande. Se una società fa operazioni che poi non riesce a sostenere durante la stagione, viene meno l’equilibrio del campionato. È un problema che riguarda non solo questo torneo, ma il calcio in generale. Serve maggiore equilibrio economico e finanziario, perché altrimenti si creano disparità che incidono anche sul piano sportivo.»

Qual è la situazione dei difensori centrali?

«Abbiamo avuto defezioni importanti che non avevamo previsto. Elia non è più a disposizione, mentre altri sono ancora alle prese con problemi fisici: Saporetti sta migliorando, ma non è ancora del tutto pronto. Onofri invece sta meglio ed è disponibile. Per finire, Palomba stiamo cercando di recuperarlo per sabato. Questa è la situazione attuale. In certi momenti della stagione gli infortuni ti costringono a fare qualcosa di straordinario. Non possiamo piangerci addosso: dobbiamo trovare le soluzioni con le risorse che abbiamo e cercare di raggiungere l’obiettivo.»

Senza tutte le problematiche fisiche degli ultimi mesi ci si poteva aspettare un finale diverso?

«È difficile dirlo con certezza, ma sicuramente avere la rosa più completa, soprattutto dopo il mercato di gennaio, ci avrebbe aiutato. In un certo periodo si era visto che, con tutti gli elementi a disposizione, la squadra stava producendo un buon calcio e soffriva meno. È un peccato, ma questi episodi fanno parte dello sport. Alcuni infortuni sono anche frutto della sfortuna e della casualità, come quello di Coveri a Campobasso. C’è rammarico per non aver avuto tutti a disposizione, ma ormai non possiamo tornare indietro e dobbiamo pensare solo a reagire.»

Al di là degli infortuni, vi siete interrogati sul rendimento del girone di ritorno, in cui la squadra ha raccolto poco?

«Sì, è una riflessione che ci sta. Io credo che tra girone di andata e girone di ritorno cambi molto: nella prima parte della stagione c’è più libertà, mentre nella seconda il peso della classifica incide di più e le partite diventano più pesanti. Questo può averci penalizzato. In alcune gare, anche guardando dati e statistiche, abbiamo creato più degli avversari, ma non siamo riusciti a concretizzare, mentre loro hanno sfruttato meglio le occasioni. È chiaro che, se non siamo ancora arrivati al risultato che vogliamo, qualche responsabilità è anche nostra. Probabilmente hanno inciso tanti piccoli fattori: la conoscenza ancora limitata della categoria, le prime esperienze di molti, gli infortuni e altri aspetti che si sono sommati. Però la cosa più importante è che il nostro destino è ancora nelle nostre mani, e questo deve essere il nostro punto di forza.»