Si dice che nella vita il primo confronto che va sempre fatto sia quello con noi stessi. Ed è così, anche nello sport dove il limite da superare è doppio: quello dentro di noi e quello costituito dall’avversario. Domani, idealmente, la Pallacanestro 2.015 si troverà davanti agli occhi questi due ostacoli in 40 minuti molto delicati per il proprio presente e, forse, per il proprio futuro. La trasferta a San Severo (che evoca il felicissimo ricordo della salvezza sul campo del 2011) deve vedere una Forlì capace di scrollarsi dalle spalle la scimmia del ko con Orzinuovi e resistere al prevedibile urto agonistico di una formazione che, in casa, ha estremo bisogno di fare punti per evitare le forche caudine dei play-out.
Insomma, il migliore banco di prova possibile per un’Unieuro chiamata a riscattarsi agli occhi dei tifosi e del suo allenatore, Sandro Dell’Agnello.
«È gennaio e da questo mese tutti sanno di dovere iniziare a pedalare più forte di prima per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato. Noi ne abbiamo già raggiunto uno conquistando l’accesso alle finali di Coppa Italia, ma è chiaro che dobbiamo assolutamente riscattare una partita, quella con Orzinuovi, che non è andata giù a nessuno. Per questo voglio vedere una squadra più cinica e più concreta. Facile associare il termine “più” a un match che segue un ko davvero pesante, ma io voglio vedere ciò che siamo stati per due mesi prima di incrociare Orzinuovi, ossia un gruppo quadrato in campo».
Se psicologicamente la settimana non è stata facile, ancor meno lo è stata sotto il profilo fisico. Tanti intoppi, ma comunque l’Unieuro si presenterà al completo in Puglia.
«Abbiamo lavorato sodo e sotto il profilo della voglia che ci abbiamo messo è stata una settimana positiva. E’ vero, però, che Jacopo Giachetti non si è mai allenato per un colpo ricevuto durante il match di domenica scorsa e sia Benvenuti sia Campori hanno subito delle distorsioni che li hanno tenuti fermi. Poi ci sono Oxilia e Ndoja che sono ancora visibilmente lontani dalla condizione giusta.
Questi sono i fatti, però noi alibi non dobbiamo assolutamente accamparne. Io non sono un “piangina” e non lo voglio fare. Domani dobbiamo scendere a San Severo per vincere».
Su Klaudio Ndoja (che rumors dal mondo dei procuratori danno corteggiato da altre squadre di vertice del campionato) apriamo una parentesi. Come sta? Cosa gli serve per essere quel giocatore che è sempre stato, ma che Forlì, di fatto, ancora non ha visto?
«Si può dire in effetti così: non abbiamo ancora visto il giocatore che è. Anche se ha svolto lavoro atletico durante il suo stop per il problema alla mano, il ritmo partita, il feeling con il gioco ancora deve trovarlo. Il suo recupero fisico è da intendere in questo senso e ancora non è certo vicino ad averlo completato perché, di fatto, di gare ne ha giocate davvero poche».
Tutto ciò premesso, ormai l’Unieuro non deve più pensare a chi trova davanti. la classifica di San Severo è meglio non guardarla. Sotto l’aspetto ambientale e agonistico non sarà una trasferta agevole. Ai pugliesi mancherà sì il centro Markus Kennedy (si dice ci sia una trattativa, non semplice, con Imola per rilevarne il contratto di Anthony Morse), ma anche in sua assenza una vittoria, con Milano, è arrivata.
«Nelle ultime gare casalinghe hanno battuto l’Urania e perso con un solo tiro di scarto con Ravenna e Udine. Sul parquet schierano sempre 4 giocatori perimetrali e a volte cinque visto che Italiano gioca da finto centro in sostituzione di Mortellaro. San Severo è la formazione che tira di più dall’arco e noi dovremo assolutamente restringere il campo e impedire di trovare tiri aperti».