Mentre parla, scuro in volto e visibilmente teso, tutti lo ascoltano con lo stesso sguardo di chi, in testa, si chiede il “perché” e sa che non può trovarlo in una notte o nelle parole a caldo di un allenatore. Sì, sono state tante, troppe, le situazioni e gli aspetti che non hanno funzionato nella scialba prestazione dell’Unieuro con Caserta, che bisognerà capire quale sia il filo rosso che le lega evitando la tentazione di prenderle singolarmente.
È questo il compito che lo stesso Sandro Dell’Agnello si porrà nelle prossime settimane, visto che lui per primo ammette di non avere un “perché” in tasca, ma di doverlo pazientemente cercare prima di poterlo risolvere.
«Potremmo parlare di numeri, che comunque sono interessanti, ma la verità è che noi non riusciamo a fare una partita giocando 40 minuti con continuità. È il nostro problema più grosso. Non è il caso di puntare il dito su nessuno e casomai lo si punti su di me, perché se è così evidentemente la responsabilità è mia.
Abbiamo realizzato più canestri di Caserta da due, in contropiede e su rimbalzo offensivo, ma stasera abbiamo tirato col 17% da tre e questa è una variabile sulla quale non possiamo basarci. Non erano, però, tiri forzati, perché abbiamo provato ad andare in area e contro la loro zona lo abbiamo fatto al massimo. Il problema è che siamo discontinui».
Mentre Dell’Agnello parla, il presidente Giancarlo Nicosanti e il general manager Renato Pasquali ascoltano con grande attenzione. Prima e dopo le sue parole parlano fitto fitto e a lungo. Il malcontento è anche il loro e lo si vede chiaramente.
«A metà partita abbiamo subito un parziale pesante e anche negli ultimi 5′ abbiamo subiti troppi punti (17 per l’esattezza ndr.). Questa discontinuità la paghiamo chiara e quel che ci meraviglia a noi staff tecnico è che non ci alleniamo mai come abbiamo fatto oggi per metà partita o nel primo periodo con Ferrara. Mai così molli. È un mistero da risolvere e devo riuscirci io perché è mia la responsabilità».
Il lavoro che attende Dell’Agnello è tanto, ma ora arrivano due partite complicate e ravvicinate con Montegranaro (in trasferta) e Verona. Insomma, piove sul bagnato?
«No, meglio così. Ho voglia e la mia squadra ha voglia di giocarle subito. Fosse possibile, anche adesso finita questa».
Certo, ma ci vuole una Forlì con coraggio. Più di quello visto con Caserta. Dell’Agnello inizia ad avere dei pensieri, dei dubbi, su qualcuno dei suoi atleti?
«Non credo sia mancato coraggio. Con Caserta a zona e queste percentuali da fuori, mano a mano che sbagliavamo, la difesa si stringeva sempre di più, con i lunghi e con gli esterni. In area non puoi andarci sempre e noi del tiro da tre non abbiamo abusato.
Se continuo ad avere fiducia in tutti i miei giocatori? Sì. Infinita. Perché io so come ci alleniamo».