Un dato di fatto incontrovertibile: Caserta si è presentata all’Unieuro Arena priva dei suoi due principali riferimenti offensivi, Seth Allen e Marco Cusin. Mai prendere sotto gamba una partita, ma, con questi presupposti, Forlì non poteva non avere tutti i favori del pronostico. Bene, la stessa Forlì, alla prova dei fatti, si è invece trovata costretta ad inseguire l’avversario, di fatto, dal 1′ al 40′. Senza mai riuscire ad andare oltre al +3 (nelle battute iniziali) e soprattutto al +2 (in avvio di ultima frazione) quando poteva davvero girare l’inerzia della sfida.
Insomma, la Pallacanestro 2.015 esce con le ossa a dir poco rotte, tra i fischi dei propri tifosi, dal confronto contro la Juve, che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e, ruotando sette-uomini-sette – di cui almeno tre, diciamocelo, a dir poco ‘giocabili’ (e non teniamo in considerazione le prestazioni monstre di Hassan e Paci…) – ha violato il PalaGalassi lasciando Giachetti e soci con un pugno di mosche tra le mani. Per il secondo ko di fila dopo l’opaca prestazione di Mantova, replicata indubbiamente in tono ancor maggiore proprio contro Caserta.
Un primo tempo da dimenticare (il -11 all’intervallo dice tutto), poi, dopo aver rimesso un minimo in sesto le cose al rientro dall’intervallo, l’Unieuro non è riuscita a dar la zampata decisiva per ribaltare inerzia e punteggio. Non ha mai dato nemmeno la minima sensazione di poterlo fare. L’ha vinta la voglia e la determinazione della Juve, quella che Forlì non è stata in grado di tirar fuori, senza far fruttare i 15 rimbalzi offensivi ‘acchiappati’ né prendere al balzo le 21 palle perse dagli avversari. E ancora: nel secondo tempo Forlì ha preso ben 18 tiri in più degli avversari (sì, avete letto bene, 18), peccato che a far da contraltare al 56% da 2 ci sia un’inspiegabile 6% dall’arco (1/16).
Non resta dunque che mettersi sotto con l’infrasettimanale in casa di Montegranaro (campo impervio) e il big match di domenica prossima contro Verona: terreno fertile per un’immediata reazione, sì, ma anche al tempo stesso un doppio turno a dir poco complicato e delicato.
LA CRONACA
Partenza sottotono dei padroni di casa, in un avvio di match a punteggio bassissimo in virtù di attacchi piuttosto ‘spompati’ da una parte e dell’altra. Sta di fatto che Forlì, dopo il 7-4 a 4’10” targato Watson, trova polveri a dir poco bagnate dalla propria manovra offensiva (solo Marini si fa vedere con un paio di sottomano) e lascia strada spianata a Caserta. Pur non brillando, gli uomini di Gentile, si portano infatti sull’11-18 dopo 7’40”, con un parziale di 0-6 fatto di un predominio indiscusso a rimbalzo: 3-8 in questa fase, di cui ben 4 offensivi casertani. L’ingresso in campo di Benvenuti porta una ventata di aria fresca: Forlì accorcia sul 17-20, quindi, ‘sbloccando’ il secondo periodo dopo ben 2’05”, mette la freccia con Rush e Bruttini per il 22-20. Gli ospiti rispondono un altro mini-break (22-26), preludio di un parziale successivo ancor più sostanzioso che li porta avanti fino al +8: 26-34 a 17’15”. L’Unieuro non sfrutta a dovere un antisportivo fischiato a Giuri, che, di par suo, continua a far ciò che vuole di Watson. Tripla di Hassan, persa forlivese, tripla di Carlson e per l’Unieuro è buio pesto: -13 (29-42) che sintetizza alla perfezione una prima parte di gara giocata a ritmi bassissimi dai biancorossi e decisamente negativa su tutto il fronte.

Al rientro dagli spogliatoi Forlì cambia registro sul fronte difensivo, innanzitutto portando Giachetti in marcatura su Giuri (mossa quanto mai necessaria), e con un 6-0 iniziale rivede la luce (38-43). È un’altra Unieuro, quella del terzo periodo, per linguaggio del corpo e per velocità nella manovra e nell’esecuzione, ma, nonostante una buona difesa alternata tra uomo e zona, ancora qualcosa manca in quanto a ‘incisività’ offensiva. Così Caserta non ha vita troppo complicata nel mantenere a distanza di sicurezza gli avversari, perlomeno fino al 46-51. Quando cioè l’Unieuro si aggrappa letteralmente a un preziosissimo Lorenzo Benvenuti che conduce i suoi per mano al sorpasso sul 54-53, dando il ‘la’ ad un estenuante punto-a-punto nell’ultimo periodo. Il 2+1 di Bruttini, al 33’, regala il nuovo vantaggio ai forlivesi (60-58) dopo una ‘tirata’ di Carlson. Immediata arriva però la risposta casertana: break di 0-7, quindi la bomba di Hassan che vale il +5 (63-68) a 4’ dalla sirena. Attacco dei padroni di casa ancora in panne, con Giachetti e compagni che per 3’ esatti non riescono a centrare la retina dal campo e, pur restando a galla dalla lunetta, entrano nei 2’ conclusivi costretta ad inseguire sul -3, 67-70. Da quel momento, di fatto, l’Unieuro non riesce più a rimettere il becco avanti.
Perché a Caserta non trema per nulla la mano dalla lunetta e continua a condurre le danze in un lungo e inesorabile elastico tra il +1 e il +3. Così, dopo il 2/2 di Hassan (75-78, -13”), a Forlì non resta altro che un tiro dalla lunga per portare tutto all’overtime, ma lo schema disegnato per Marini (conclusione immediata dopo il blocco del lungo) non va oltre il ferro. Ci sono ancora 11” da giocare. Hassan fa ancora 2/2, Watson segna da sotto (77-80, -7”) prima di vedersi comminare un fallo tecnico per aver ritardato la ripresa del gioco prendendo palla dopo il canestro. Ma non è tutto finito. Perché Hassan sbaglia il libero, Giuri perde malamente palla pressato sul fondo e, con 1”3 ancora sul cronometro e metà PalaGalassi già ‘sloggiato’, la Pallacanestro 2.015 può ancora impattare. La conclusione di Giachetti, però, anche con un fallo non ravvisato, non trova la retina.
Unieuro Forlì – Sporting Club Juvecaserta 77 – 80
(17-20, 32-43, 54-55)
FORLÌ – Rush 3 (1/1, 1/7), Kitsing, Giachetti 7 (2/4, 0/2), Campori, Watson 14 (5/7, 1/3), Petrovic (0/2 da 3), Marini 21 (6/10, 2/7), Dilas ne, Zambianchi ne, Benvenuti 12 (3/4, 0/1), Bruttini 13 (4/9), Ndoja 7 (2/4, 1/7). All. Dell’Agnello.
Tiri da 2: 22/39 (56%) – Tiri da 3: 5/29 (17%) – Tiri Liberi: 18/22 (82%) – Rimbalzi: 32, offensivi 15 – Palle perse: 11 – Fuori per Falli: Watson
CASERTA – Mastroianni, Allen ne, Iavazzi ne, Sousa 4 (2/3, 0/1), Bianchi (0/1 da 3), Valentini, Paci 14 (5/8), Carlson 23 (5/9, 2/7), Hassan 16 (0/2, 3/5), Giuri 16 (4/7, 1/5), Cusin ne, Turel 7 (2/2). All. Gentile.
Tiri da 2: 18/31 (58%) – Tiri da 3: 6/19 (32%) – Tiri Liberi: 26/34 (76%) – Rimbalzi: 39, offensivi 12 – Palle perse: 21

LE PAGELLE
FORLÌ
Rush 4. Involuzione totale e completa: mai in partita, con mente e corpo, in senso assoluto. Tante piccole gestures in difesa, d’accordo, ma è la meno. Perché in 29′ chiude con 3 punti e 1/7 da 3 non è accettabile. Rifiuta poi tanti uno-contro-uno che sarebbero ampiamente farina del suo sacco.
Giachetti 5. Ordinato e diligente, forse sin troppo. Non va oltre il ‘compitino’ e non riesce mai a trovare lo spunto per svoltare la partita sua e della squadra. Abbastanza anonimo.
Campori 6. Ancora scampoli di partita (quasi 5′) positivi, soprattutto in fase difensiva.
Watson 4,5. Impalpabile per tre quarti di gioco, cerca di trovare il bandolo della matassa nell’ultima frazione ma risulta sempre pastrocchione e mai troppo preciso. Probabilmente, però, non è il ‘male peggiore’ in tutto ciò.
Marini 6,5. Finalmente rialza la testa e dà segnali di vita. Unico appiglio offensivo dell’Unieuro, anche se la mira è ancora un po’ ballerina (8/17 dal campo) e qualche tripla in più non guasterebbe. Ci aggiunge poi, anche qualche importante recupero in difesa, anche se sul più bello si eclissa. Bentornato, Pierpaolo.
Benvenuti 6. Nel terzo periodo partecipa attivamente al break che riporta a contatto Forlì, con canestri, rimbalzi, falli subiti ed un’ottima difesa. Insomma, mister utilità. Ha l’unica colpa di perdersi troppo presto.
Bruttini 5,5. Sgomita a destra e manca contro i lunghi avversari, anche se ci riesce con successo soltanto a tratti. Chiude comunque in doppia cifra e pure a corto di fiato.
Ndoja 4,5. La grinta e il temperamento su cui ha costruito un’intera carriera si sono sinora viste soltanto a spizzichi e bocconi. Una marea di triple frontali aperte sbagliate, ma anche un paio di semplici errori in appoggio. Maluccio.
Kitsing, Petrovic sv