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Dopo Jerez arriva un’altra pole position, un’altra straordinaria prova, da parte di Fabio Quartararo. Il francese volante, infatti, anche a Montmelò ha dato prova di come si fa a sfruttare al massimo il motore della sua Yamaha Petronas, strappando una nuova prima casella dopo gli acuti del venerdì e del sabato mattina. Nella gara di domenica (partenza ‘classica’ alle ore 14) partirà dunque davanti a Marc Marquez (+0.015) e Maverick Vinales (+0.226). Seconda fila tutta italiana, invece, con Franco Morbidelli, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso, che partirà al 6º posto pagando un ritardo di quasi tre decimi da Quartararo.

Una qualifica bollente, con i primi dodici in griglia tutti ‘attaccati’ in meno di un secondo. Bastava davvero un piccolo errore per perdere un sacco di posizioni. Un po’ come successo proprio a Dovi, che non ha certo commesso errori ma che, all’ultimo passaggio valido, dopo un giro pieno di caschi rossi, ha perso tutto il vantaggio acquisito in un quarto settore della pista in cui la sua Ducati gira un po’ meno forte rispetto ai competitor. La seconda fila, ad ogni modo, non è certo da buttare. Anzi. L’obiettivo minimo è stato centrato e Andrea sa di poter contare su una buona partenza e su un ritmo davvero buono.

Dando uno sguardo in chiave classifica generale, invece, Marc Marquez, pur con una moto che si muove molto, si mette nuovamente in mostra riuscendo ugualmente a essere super efficace e prendendosi la seconda piazza. Il passo è buono e partirà un’altra volta come favorito, o comunque come sicuro candidato per il podio. Messo un po’ peggio, invece, Maverick Vinales, ottimo sul tempo secco ma così così sul passo gara, mentre invece Alex Rins, caduto nei minuti finali della Q2, sarà costretto a partire dall’8º posto.

“Sono soddisfatto della nostra posizione – spiega Dovi al termine delle prove ufficiali – Oggi le condizioni della pista erano particolarmente critiche in termini di aderenza ed era facile commettere errori, quindi partire nelle prime due file va bene. Il passo gara al momento resta un punto interrogativo perché c’è davvero poco grip, come testimoniano i tempi sul giro più alti rispetto al passato. Lo abbiamo visto anche nel corso della FP4, nella quale i piloti hanno montato praticamente ogni combinazione possibile di mescole, segno che restano ancora delle incognite. Noi abbiamo lavorato bene e siamo nel gruppo dei primi, ma i distacchi sono minimi ed è difficile capire il potenziale degli avversari. Siamo competitivi, ma domani dovremo essere molto intelligenti e gestire la gara senza commettere errori”.