Derby time: primo atto. Domenica alle 18 al Pala Cattani va in scena Andrea Costa-Pallacanestro 2.015 e per una Forlì appena qualificatasi alle Final Eight di Coppa Italia è arrivato il momento non certo di allentare la presa, bensì di dare un ulteriore colpo al pedale dell’acceleratore.
La sfida con una squadra in salute come Imola, giunge a proposito e coach Sandro Dell’Agnello rimarca lo spirito con cui i suoi ragazzi devono affrontare la gara.
«La conquista delle finali di Coppa Italia è un bel traguardo per i tifosi, la società che in A2 le raggiunge per la prima volta e per i miei giocatori che ne sono stati i veri artefici. Sono contento, ma questo è solo un passaggio, anzi un punto di partenza e a iniziare da domani voglio vedere una squadra affamata come e più di prima, perché è in gare come queste che devi dimostrare chi sei e quanto vali davvero. La fame che ci ha portato sino al secondo posto deve essere la stessa che ci animerà nel derby».
Insomma, l’ultimo mese di campionato deve rappresentare un trampolino di lancio. Il coach livornese ne è consapevole.
«Si inizia a vedere un’identità importante. Le ultime vittorie, tutte diverse tra loro, lo dimostrano, così come il fatto di avere 7 uomini sopra i 9 punti di media, e quindi praticamente in doppia cifra, parlano di una pericolosità diffusa che per questa squadra è un vantaggio. Non diamo punti di riferimento agli avversari. Certo, i tifosi preferiscono l’uomo da 30 punti a partita, ma la squadra che abbiamo costruito in estate voleva essere quella che si vede adesso e io credo sia giusto così.
E’ ovvio, comunque, che c’è ancora tanto da fare per migliorare. In difesa direi che riusciamo a fare sembrare piccolo il campo e io ne sono molto soddisfatto; in attacco possiamo ancora avere più fluidità nell’arco dei 40 minuti. Quella che abbiamo avuto con Verona, intendo».
Passiamo a Imola. E’ una squadra che nelle ultime 8 partite ha vinto 6 volte. Si presenta al derby con un bel biglietto da visita.
«Sì ed è una squadra molto esperta. Questa è la sua grande qualità. Gente come Fultz, Bowers, Masciadri ha grande conoscenza del gioco e questa la porta a passare indenne dai momenti difficili, a reagire e a superarli. Noi possiamo avere dei vantaggi vicino a canestro, ma credo che la chiave sia soprattutto un’altra: dobbiamo costringere Imola a pareggiare la nostra intensità, perché sono sicuro che l’avremo e che sarà massima».
Forlì sarà ancora senza Klaudio Ndoja, la cui situazione è costantemente monitorata, ma che non si sa ancora se potrà rientrare domenica prossima a Ravenna o nel match successivo con Orzinuovi. Sarà, allora, il derby di chi?
Di Pierpaolo Marini forse? La guardia, dopo due match opachi un po’ per suoi demeriti e ingenuità, un po’ per fattori contingenti (leggasi arbitraggio) ha bisogno di dare risposte. E’ così?
«Non so se sarà la partita di Marini. Per me in questa prima fase del campionato sono state tutte partite di Marini così come dei suoi compagni. Pierpaolo è uno dei nostri migliori giocatori e marcatori. Nessuno di noi gli mette pressione».