Basta carte bollate, si torna in pista: Dovi è carico

Nulla cambia, tutto cambia. Già, perché le lunghe settimane di attesa sul ricorso presentato da quattro case del motomondiale dopo la vittoria di Andrea Dovizioso in Qatar, sull’utilizzo di un particolare appendice posteriore da parte della Ducati, hanno portato ad un nulla di fatto. La FIM ha infatti confermato (a ragione, aggiungiamo noi) il successo di Dovi. Ma nulla sarà più come prima, appunto, perché la decisione della Federazione, nel bene o nel male, creerà un precedente. O, per meglio dire, darà verosimilmente il via libera ad un inesorabile e sempre più imponente lavoro di sviluppo aerodinamico da parte delle varie scuderie. E, soprattutto, è finito il tempo dei gentleman agreement tra i vari team: ora, per qualsiasi questione, sarà guerra aperta, apertissima.

Ma, come dicevamo, stop alle carte bollate, per cortesia. Torniamo ad assaporare il ‘sapore’ dell’asfalto e degli pneumatici, a risentire nuovamente il ‘ronzio’ dei bolidi sue due ruote. Si aprirà infatti proprio in queste ore il secondo weekend del motomondiale sul circuito di Termas de Rio Hondo, nell’Argentina più profonda e selvaggia. Con orari chiaramente insoliti, come da abitudine delle gare oltreoceano: doppio turno di libere del venerdì fissato per le 14.50 e 19.05 italiane, quindi, il sabato, di nuovo FP3 alle 14.50 e qualifiche alle 19.05, il clou della gara alle ore 20 di domenica.

Un gran premio a dir poco particolare, quello argentino, inserito all’interno del campionato soltanto nel 2014. Vuoi per le condizioni meteo a dir poco ballerine, vuoi per un circuito stretto e tortuoso, per un asfalto spesso e volentieri problematico. Sta di fatto che nelle cinque edizioni corse a Termas de Rio Hondo si è assistito ad un ‘turbinio’ di vincitori: Marquez, Rossi, Vinales, Crutchlow lo scorso anno, nella gara con più colpi di scena degli ultimi tempi. Prima con la partenza Miller contro tutti, quindi con la rincorsa lunga di Marc Marquez, in seguito allo spegnimento della propria moto nel warm up, terminata con la penalizzazione di 30″ inflitta al campione del mondo di 30″.

Sta di fatto che, in tutto ciò, il ‘nostro’ Dovi non è mai riuscito a trovare il giusto feeling col tracciato sudamericano. Se non altro in termini di risultati. Il piazzamento migliore del forlivese risulta infatti essere il 2º posto conquistato nel 2015, mentre nelle ultime due stagioni, quelle corrispondenti allo switch Ducati, Dovizioso ha chiuso con una caduta nel 2017 ed un 6º posto, con mille attenuanti, nel marzo 2018.

Oggi, però, vi è da dare continuità alla vittoria in Qatar. Per morale e classifica, ma anche per confermare i progressi messi in atto da Borgo Panigale nel corso dell’inverno e ribadire il proprio primato tecnico accanto ad Honda. Dovi, del resto, è fiducioso in vista del fine settimana di Termas de Rio Hondo. Il Qatar mi ha lasciato ottime sensazioni in moto – spiega Andrea nella classica conferenza stampa del giovedì – La gara in Argentina, ad ogni modo, è sempre strana. In primis bisognerà valutare le condizioni meteo e del circuito nel corso del weekend. Spesso è complicato lavorare nelle libere, ad esempio. Ma, al di là di tutto, è ancora troppo presto per capire i reali valori del campionato: ci sono molti competitors e questo weekend non ci offrirà ancora uno spaccato ‘reale’. Honda, Suzuki, ma anche Yamaha: sarà complicato bissare il risultato del Qatar, ma il nostro obiettivo è sempre quello di dare il massimo. In linea generale mi aspetto di essere più competitivo rispetto all’anno scorso”.

Quasi doverosa, poi, un riferimento all’annosa questione legata al già citato appendice posteriore. Settimane strane per me? No, assolutamente, non mi preoccupavo per i punti messi in cascina a Losail – prosegue Dovizioso – Nel peggiore dei casi non avremmo avuto la possibilità di usare il pezzo in futuro, ma comunque sia non ero preoccupato. E, voglio sottolineare, non abbiamo ancora molti dati a riguardo, che ci porti vantaggio o meno. Penso che la vittoria sia stata il giusto coronamento del bel weekend fatto, nonostante una gara un po’ strana. La strategia adottata però mi ha fruttato e sono soddisfatto”.