Carpi–Forlì, Miramari: “È il momento di chiudere”. Ma esplode il caso Ternana

Il campo chiama, ma fuori dal rettangolo verde il rumore è sempre più forte. Alla vigilia della sfida tra Carpi  e Forlì , valida per la 37ª giornata di Serie C girone B, il tecnico biancorosso Alessandro Miramari tiene il focus sulla partita… senza però sottrarsi a una riflessione sul sistema calcio.

“Nessuno regala nulla, ma è la nostra occasione”

Miramari parte dal campo, con un messaggio chiaro: il Forlì è davanti a un crocevia decisivo.

«È corretto, ci giochiamo la nostra chance e vogliamo farlo al meglio. Siamo fiduciosi, ma sappiamo che in questo campionato nessuno regala nulla».

Il tecnico si aspetta una gara intensa, sulla scia dell’andata:

«Mi aspetto una partita combattuta, con grande intensità. Dovremo essere pronti a tutto per raggiungere finalmente il traguardo che aspettiamo da tempo».

Tra le note di formazione, qualche problema fisico: fuori Giovannini, oltre agli indisponibili di lungo corso, mentre Palomba è sulla via del recupero. Le scelte saranno legate soprattutto alla condizione atletica.

L’attacco di Miramari: “Altro che campionato regolare”

Ma è quando si parla della situazione della Ternana che il tono cambia radicalmente.

«Quando leggo che il campionato è regolare mi viene da ridere. Solo in Italia puoi avere una squadra senza sostenibilità economica e farla andare avanti lo stesso».

Il concetto è netto: senza basi economiche solide, il sistema perde credibilità.

In conferenza stampa non è intervenuto soltanto Alessandro Miramari. Accanto al tecnico del Forlì ha preso parola anche il direttore generale Mariani, che ha ampliato il discorso con una riflessione più ampia sulla gestione del campionato.

«Questa situazione (riferendosi al caso Ternana, ndr) sta alterando il normale decorso del campionato. Ognuno ora si muove per interesse, e non tutti hanno lo stesso obiettivo sportivo».

Il dirigente sottolinea la differenza tra chi rispetta i vincoli e chi invece riesce comunque a competere:

«Noi abbiamo costruito la stagione dentro i paletti economici, accettando anche rischi sportivi. Altri invece no, e questo crea una disparità evidente».

E poi il passaggio più significativo:

«Se si può competere senza rispettare le regole, viene da chiedersi perché qualcuno dovrebbe continuare a fare calcio seriamente».

Il tema sostenibilità: “Serve un sistema credibile”

Il punto centrale diventa quindi la sostenibilità del sistema Serie C:

«Serve un calcio sostenibile, dove può stare solo chi ha i requisiti per farlo. Altrimenti si rischia di danneggiare tutti».

Non manca un riferimento diretto agli effetti sul campo:

«Si crea confusione, si alimentano polemiche e si rovina anche la bellezza del campionato, dove squadre come Ascoli e Arezzo si stanno giocando tutto».

Testa al campo, ma il rumore resta

Nonostante il clima, il Forlì prova a isolarsi:

«Pensiamo a fare punti a Carpi, che è la cosa più importante», chiosa il direttore generale Mariani.

Il messaggio è chiaro: il campo resta la priorità.
Ma le crepe del sistema, ormai, sono sotto gli occhi di tutti.