Nella serata più difficile, con il fardello di due sconfitte frutto di prestazioni negative sulle spalle e due assenze dell’ultim’ora cui fare fronte, la Pallacanestro 2.015 tira fuori le unghie e l’orgoglio e passa al Pala Savelli. Una grande vittoria frutto del collettivo, basata sulla concretezza e, finalmente, figlia della continuità, ma soprattutto un successo quanto mai importante in una fase di stagione che aveva fatto ‘traballare’ qualche certezza e qualche punto di riferimento ipotizzato in estate. Insomma, un ‘tocccasana’, come aveva auspicato coach Sandro Dell’Agnello alla vigilia. Il coach, a nervi distesi dopo quaranta minuti vissuti sulla corda, può liberare tutta la sua gioia.
«Siamo molto contenti di questi due punti. Lo siamo per il modo in cui sono arrivati, a maggior ragione per la situazione in cui ci siamo ritrovati a poche ore dalla sfida, con due assenze fondamentali sul groppone (Marini e Bruttini, due quinti dello starting five ndr.). Arrivavamo al match da una partita tutt’altro che felice, con la bruciante sconfitta con Caserta, e la risposta della squadra è stata eccezionale. Abbiamo giocato col sangue agli occhi, sì, ma anche i contenuti tecnici sono stati importanti. I ragazzi si meritavano una soddisfazione di questo tipo e sono certo ci porterà benefici in futuro».
Nonostante le assenze dei due giocatori faro del quintetto, Forlì ha condotto dalla palla a due sino alla sirena finale. Vero è che a inizio quarta frazione se l’è vista brutta, con il “rush” di Montegranaro che aveva tutta l’aria di potere essere decisivo. Anche in quel momento, la risposta caratteriale e di presenza mentale dei biancorossi c’è stata. Ed è valsa la vittoria.
«Penso siano stati i 40’ più continui dell’anno, lottando dall’inizio alla fine senza mai abbatterci. Deve essere un inizio e stop, perché è soltanto una partita e non abbiamo fatto nulla. Non abbiamo vinto la Coppa dei Campioni».
Verissimo, ma una squadra che cerca ancora l’interruttore giusto, al Pala Savelli potrebbe avere capito, come minimo, dove trovarlo. Per poi spingere il tasto. Casomai domenica, in casa con la capolista solitaria Verona. Dell’Agnello lancia già la sfida.
«Sono contento, oltre che per i giocatori, per i tifosi e i dirigenti venuti fin qua un mercoledì sera. Dovranno essere i nostri ‘portavoce’ in settimana per riempire l’Unieuro Arena nel big match che ci attende».