Dopo due sconfitte di fila la Pallacanestro 2.015 rivede finalmente la luce. E lo fa in un serata da disperazione mode on, per via del doppio forfait di Pierpaolo Marini e Davide Bruttini. Lo fa in una serata in cui più o meno tutto è girato a dovere. Innanzitutto sul piano della continuità nella prestazione, come invocato alla vigilia Dell’Agnello. Fatto eccezione per qualche minuto di vuoto pneumatico nell’improvviso rientro in partita di Montegranaro a inizio quarta frazione – ma si trattava più di una questione di energie che altro –, Forlì è rimasta connessa al match dal primo all’ultimo possesso. Trovando punti un po’ da tutti (ben tre biancorossi over 20), ma anche e soprattutto facendo le scelte giuste al momento giusto (leggasi in primis alla voce ‘palla dentro’). Un aspetto di gioco semplice che nelle ultime uscite è però spesso mancato ai biancorossi. Insomma, la bomba di Klaudio Ndoja a 3″ dalla sirena finale, che ha fissato il punteggio sull’89-86, è stato il più che meritato ‘premio’ per la stoica Unieuro vista a Porto San Giorgio.
La pesante doppia assenza tra le fila biancorosse non crea particolari grattacapi ai biancorossi, che, con Campori e Benvenuti in quintetto, scattano dai blocchi e fanno subito propria la partita. Benvenuti e Ndoja sono infatti rebus indecifrabili e, nonostante un prematuro secondo fallo comminato a Watson, Forlì è sul +4 (6-10) dopo 2’45” di gioco. I padroni di casa cercano di restare a galla con Thompson, che fa valere muscoli e centimetri sotto canestro, ma l’Unieuro è più energica, vigorosa nelle entrate a canestro ed allunga fino al 14-21 a 6’30”. Il solito pivot americano e Bonacini suonano la carica (20-25), ma, a cavallo tra primo e secondo periodo, gli ospiti (aiutati da una difesa avversaria permissiva) imperversano con un continuo alternarsi di gioco interno ed esterno che li porta a toccare ripetutamente il +10, fino al 27-37 del 12’10”. Montegranaro fa leva sul maggior tonnellaggio sotto canestro, ‘acchiappa’ qualche rimbalzo offensivo con Thompson (saranno 11, complessivamente, alla pausa lunga) e si riporta fino al -2 (36-38) a metà del secondo periodo. Forlì, però, questa volta è concentrata e non si lascia sorprendere: break di 0-7 con un Rush in grande spolvero (chiude il primo tempo a quota 18 punti) e punteggio fissato sul 40-49 a -1’25” dalla pausa lunga. Sarà poi la tripla dello stesso ex Ferrara a segnare il +7 su cui una brillante Unieuro prende la strada degli spogliatoi.

Terzo periodo che si apre con la ‘solita’ Pallacanestro 2.015, fatta cioè di tanta intensità, un’ottima e ‘produttiva’ difesa a zona ed un’estrema precisione sul fronte offensivo. Così, con 7 punti filati di Ndoja, dopo 24′ Forlì vola sul +14 (51-65), più forte dei ‘mille’ problemi-falli (Benvenuti si becca qui il quarto della sua partita). Un portentoso Bonacini prova a rilanciare i suoi, ma Giachetti è preciso dalla lunetta è mantiene gli avversari a distanza di sicurezza sul 56-69. Qualcosa, però, si blocca nei meccanismi forlivesi, anche piuttosto fisiologicamente. È infatti palese il crollo a livello di energie fisiche ma anche di lucidità, mentre Montegranaro, dall’altra parte, trova continuità offensiva trascinata da un “Bonna” in assoluto stato di grazia. Prima i gialloblù portano il loro svantaggio sotto la doppia cifra (61-69), quindi, con un break di 9-0, mettono la freccia per la prima volta in partita portandosi sul +4 (78-74) dopo 1’40” nell’ultimo quarto. Un parziale complessivo di 22-5, Montegranaro, in appena 9’25” di gioco, ha segnato ben 30 punti… Tutta l’inerzia è ora dalla parte degli uomini di casa, che possono davvero ‘spaccare’ la partita e tirare tutto dalla propria parte. Fortunatamente, però, non ci riescono. Perché Forlì è brava a rompere il ritmo agli avversari togliendogli respiro e facendosi sentire nel pitturato. Così, a 33’40”, l’Unieuro rimette il becco avanti con Benvenuti (80-81), dando il ‘la’ ad un lungo punto a punto che, di fatto, si chiude soltanto nei secondi finali. Nelle battute conclusive tutti gli attacchi passano per le mani del lungo livornese, che manda a bersaglio ben 7 punti nel solo ultimo quarto. Bonacini riporta i suoi avanti al 38′ (86-84), ma è questo l’ultimo canestro della partita dei marchigiani. Perché poi lo stesso ex forlivese commette due errori gravissimi, tra una brutta persa che porta all’86-86 a -35″ e un tiraccio a -21″ che non va oltre il ferro. Ultimo possesso forlivese: Ndoja tutto solo centra la retina con una splendida tripla frontale e regala la vittoria a Forlì. L’Ave Maria di Thomas non vede nemmeno il ferro.
XL Extralight Montegranaro – Unieuro Forlì 86 – 89
(21-30, 45-52, 71-74)
MONTEGRANARO – Thompson 17 (6/9), Miani ne, Angellotti ne, Mastellari 5 (1/1, 1/2), Conti 2 (1/2, 0/1), Palermo 6 (2/4, 0/4), Bonacini 22 (7/10, 1/2), Berti ne, Thomas 22 (8/15, 1/3), Cucci 12 (1/3, 1/5), Serpilli. All. Ciani.
Tiri da 2: 26/44 (59%) – Tiri da 3: 4/17 (24%) – Tiri Liberi: 22/28 (79%) – Rimbalzi: 40, offensivi 14 – Palle Perse 11 – Palle Recuperate: 8 – Fuori per Falli: Mastellari
FORLÌ – Rush 23 (3/6, 4/6), Kitsing (0/1 da 3), Giachetti 14 (6/13, 0/2), Campori (0/1 da 3), Watson 7 (2/5, 1/5), Petrovic 2 (1/1, 0/3), Marini ne, Cinti ne, Dilas, Benvenuti 23 (8/11, 1/2), Bruttini ne, Ndoja 20 (1/1, 3/6). All. Dell’Agnello.
Tiri da 2: 21/37 (57%) – Tiri da 3: 9/26 (35%) – Tiri Liberi: 20/28 (71%) – Rimbalzi: 30, offensivi 10 – Palle Perse 8 – Palle Recuperate: 5 – Fuori per Falli: Kitsing

LE PAGELLE
FORLÌ
Rush 8. Un primo tempo davvero super, chiudendo all’intervallo addirittura a quota 18 punti e 21 di valutazione. Un po’ più ‘soft’ al rientro dagli spogliatoi, ma soprattutto perché poi serviva giocare più di spada in difesa che di fioretto in attacco. Un punto di riferimento per 40′: ritrovato.
Kitsing 5. Come i falli che commette in appena 7′ di utilizzo. Insufficienza non per la prestazione, quanto invece per l’utilità che avrebbe potuto ‘apportare’ considerate le rotazioni cortissime.
Giachetti 7. Preciso e ordinato in cabina di regia, ma, soprattutto, si è rivelato fondamentale per l’esperienza messa in campo nell’ultimo, decisivo, quarto di gioco, armando pure la mano di Ndoja per la tripla decisiva. Rivedibile, però, al tiro (6/15).
Campori 7. Un po’ a sorpresa (ma neanche troppo) nello starting five forlivese, certi ‘passaggi’ difensivi su Thomas sono roba per palati fini. Non sporca il suo tabellino, ma resta in campo alla grande per 20′.
Watson 5. L’unico vero assente ingiustificato della splendida ‘pagina’ marchigiana. Sente di non essere in partita ai massimi livelli, cerca di svoltare il propri match in ogni modo, pare ci riesca infilando una tripla pesante per il -1 a inizio ultimo quarto ma non riesce a sbloccarsi. Attaccare di più il ferro in certi frangenti non sarebbe male…
Petrovic 6. L’assenza di Bruttini lo ‘scaraventa’ sul parquet per 18′, in cui fa il suo in fase difensiva supportando i lunghi ‘amici’.
Dilas sv.
Benvenuti 8,5. Molto semplicemente: libidinoso. Non ha paura di alzare i gomiti, sporcarsi le mani, fare a botte con Cucci e soprattutto Thompson. Questo nonostante il monte-falli gli penzolasse sopra la testa di fatto da inizio partita. Chiude poi da top scorer forlivese a quota 23 punti: nell’ultimo periodo ha catalizzato tutti i possessi offensivi Unieuro, mandando a bersaglio ben 7 punti con tre agevoli appoggi a canestro. In soli 25′ di utilizzo, peraltro.
Ndoja 8. Alla prima ‘vera’ partita in maglia Forlì. Che sia una serata differente dalle altre, lo si nota sin dalla palla a due. La quantità e la sostanza, poi, sono una costante sino alla sirena finale. Quando decide la sfida con una bomba pazzesca che è una vera liberazione personale (al termine del match ammetterà di essere consapevole di non aver ancora dato ciò che ci si attendeva da lui) e per tutti i tifosi forlivesi.
Marini, Cinti, Bruttini ne